Ultimo aggiornamento 28 gennaio 2012

In questo Blog stiamo cercando di riportare alla luce la nostra storia, la nostra verità. Gran parte del nostro lavoro è rivolto a smantellare falsità o manipolazioni di giornalisti e autori di destra o presunti “democratici” che vorrebbero riscrivere la storia in maniera revisionistica per addossarci colpe che non abbiamo e che addirittura sentenze definitive della magistratura hanno ufficialmente escluso. Purtroppo – anche se in buona fede e senza volerlo – alcuni anarchici hanno contribuito con i loro scritti o le loro dichiarazioni a dare respiro politico a questa opera di disinformazione che cerca di accreditarsi come “storiografica”. Poichè siamo nell’epoca dell’internet e tali articoli o dichiarazioni circolano in rete e possono essere ripresi e rilanciati in ogni parte del mondo, è evidente che non possiamo lasciare queste dichiarazioni e affermazioni senza una nostra risposta. Anche se questa viene a distanza di anni.
Gli “ex” aderenti ai Circoli 22 Marzo e Bakunin

Invitiamo i compagni che ebbero contatti o lavorarono con noi nel lontano ’69 a contattarci per aiutarci a ricostruire la storia di quella nostra breve esperienza politica. 

ATTENZIONE/NUOVO MATERIALE IN ARRIVO : Da oggi metteremo a disposizione anche alcuni ATTI PROCESSUALI che ci riguardano e materiali vari – sequestrati dagli sbirri – che riteniamo possano essere di particolare valore storico (volantini, opuscoli ciclostilati, ecc..), anche se a volte la qualità del materiale stesso non è della migliore.

Lettera aperta a Marco Tullio Giordana

Nell’inserto di Repubblica di oggi, 27 gennaio 2012, abbiamo letto un’intervista di Curzio Maltese al regista Marco Tullio Giordana sul suo ultimo film “Romanzo di una strage” dedicato alla  strage di Piazza Fontana.

Alcune dichiarazioni contenute nell’intervista ci hanno lasciati costernati ed indignati perché contrastano con quanto lo stesso Giordana ci disse durante un colloquio che avemmo con lui  nell’aprile dello scorso anno quando lo incontrammo per esternargli le nostre preoccupazioni sul contenuto del film che si avviava a girare  (vedi i nostri precedenti comunicati che riportiamo qui sotto).

In particolare ci riferiamo alla frase virgolettata attribuita da Curzio Maltese a Giordana, il quale rispondendo ad una domanda sull’ipotesi della doppia bomba a piazza Fontana, avrebbe detto:   “Si può pensare a una bomba di potenziale assai ridotto piazzata dagli anarchici …. E a un’altra bomba, quella col timer, militare, catastrofica messa da Freda e Ventura……’’.

In quell’incontro il regista ci assicurò che nel film sarebbe stata rispettata la verità storica e che sarebbe risaltata l’assoluta estraneità di Pietro Valpreda, di Pino Pinelli e degli anarchici tutti alla strage di Piazza Fontana.

La frase dell’intervista è dunque in evidente contrasto con le affermazioni fatte dallo stesso Giordana nell’incontro di aprile. Ci auguriamo quindi che non l’abbia pronunciata e che possa smentirla.

Per gli “ex” del Circolo 22 Marzo di Roma

Roberto Gargamelli

Enrico Di Cola

Per il Gruppo “Cafiero” della FAI di Roma

Francesco Fricche

Per i compagni anarchici di Milano

Lello Valitutti

Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa

il Venerdì di Repubblica del 27 gennaio 2012. Intervista di Curzio Maltese a Marco Tullio Giordana 

 

Roma 17 aprile 2011 Comunicato n. 1

Il segreto …di Paolo Cucchiarelli

LA “STRATEGIA DELLA CONFUSIONE”

http://www.facebook.com/notes/laboratorio-lapsus/la-strategia-della-confusione/10150214108043782

[…] La nostra impressione è che su fatti così importanti e decisivi per la storia d’Italia regni una grande confusione, non del tutto casuale: un meccanismo comunicativo che tende a mettere sullo stesso piano terrorismi di destra e di sinistra, in realtà nati da contesti storici diversi. Attraverso una miscela di confusione e rimozione, le nuove generazioni identificano fatti, personaggi, nomi e organizzazioni lontani tra loro, sotto la generica definizione di “terrorismo” o “anni di piombo”.
Questa “strategia della confusione” è determinata da diversi fattori: la mancanza di ricerca storica all’interno delle università su quegli anni; la conseguente assenza di questi argomenti dalle scuole medie e superiori; la vulgata, volutamente superficiale, diffusa dai mezzi di comunicazione di massa.

Tutto viene relegato per sempre nell’oscurità dei “misteri d’Italia”, fatti troppo torbidi per essere compresi e analizzati a pieno: la memoria nazionale si vorrebbe aggregata intorno alla condivisa condanna degli anni ’70, cancellando colpe e ruoli di singoli e istituzioni. All’interno di questa prospettiva crediamo che il concetto di memoria condivisa non sia un efficace strumento per superare tale “confusione”. Non può esistere condivisione e pacificazione su quegli anni di aspro conflitto. Un Paese che voglia fare davvero i conti col proprio passato, potrà farlo solo attraverso un profonda ricostruzione e divulgazione di fatti e responsabilità, perché conoscere quelle storie nel profondo, significa capire le ragioni dell’oggi. Solo in questo modo potremo saldare il doloroso debito con le vittime di quegli anni, tenere viva la loro memoria e comprendere il nostro presente.”

Il testo di Laboratorio-Lapsus qui sopra riportato sembra scritto apposta per illustrare il lavoro che stiamo portando avanti.  Ormai da due anni, da quando è stato dato alle stampe dal Ponte alle Grazie il libro Il segreto di Piazza Fontana di Paolo Cucchiarelli, abbiamo iniziato ad analizzare e smantellare le manipolazioni e falsità di questo giornalista, presunto storico e novello inquisitore.
La prima cosa che balza agli occhi è che tutta la costruzione del suo libro revisionista è  imperniata  sui racconti fantasiosi di vari squallidi personaggi di estrema destra e dei servizi segreti. Cioè le stesse persone, gli stessi ambienti, che hanno costruito su noi anarchici la strage o che l’hanno coperta.
Se Cucchiarelli avesse scritto questo libro in buona fede, magari manipolato nelle sue convinzioni ma senza rendersene conto, allora ci saremmo aspettati che – come anche i giornalisti principianti sanno – almeno il principio base, deontologico di ogni giornalista, e cioè che una fonte, per essere valida, deve essere controllata e verificata, venisse applicato. Ma questo nel libro di Cucchiarelli non avviene mai, neppure quando una verifica sarebbe molto semplice da fare.

Il tentativo di riscrittura della storia messa in atto dal Cucchiarelli si basa essenzialmente sulla quantità di “documentazione” che butta alla rinfusa nel libro, per creare confusione e allo stesso tempo per dare l’impressione di aver svolto un grande lavoro di ricerca. Interessante notare anche l’utilizzo disinvolto dei giornali dell’epoca – quelli delle primissime settimane dopo gli attentati, quelli del mostro Valpreda, degli anarco-fascisti bombaroli e assetati di sangue, – che il Cucchiarelli assume come fossero atti processuali, invece che indecenti falsità scritte da giornalisti imboccati dalle veline delle Questure. Oppure come, partendo da sue (?) ipotesi interpretative si assista, nel corso della lettura del libro, alla trasformazione di queste teorie in ..fatti accertarti!

Il libro, alla sua uscita, ha ricevuto delle pesanti stroncature da parte di importanti studiosi (primo per importanza sicuramente Aldo Giannuli) o da parte di chi si occupa da anni, e da sinistra, della materia (come Luciano Lanza, Saverio Ferrari…). Nonostante ciò, ed il chiaro contenuto revisionista del libro, abbiamo assistito in questi anni ad un fenomeno importante che ha visto oltre a organi di stampa apertamente “di parte”, anche molti siti web “neutrali” abbracciare acriticamente le tesi di riscrittura storica di Cucchiarelli espandendo così tali disinformazione di massa sui fatti di Piazza Fontana, con un mezzo particolarmente sensibile perché fruibile
soprattutto dai giovani. A questo tentativo di attacco alla verità storica – accertata oltretutto anche in sede giudiziaria – la sinistra e gli anarchici in particolare – cioè la parte più direttamente interessata – non hanno saputo dare, a nostro modesto parere, una risposta adeguata, immediata e articolata a livello nazionale.

Questo spazio aperto lasciato al diffamatore Cucchiarelli ha portato ad una serie di atti volti alla chiusura definitiva del capitolo “strage di Stato” (inteso come occultamento degli organizzatori ed esecutori) come momento saliente della strategia della tensione, che scaricava sulla teoria degli opposti estremismi i sanguinosi attentati programmati da uno Stato complice di precisi interessi tesi a mantenere e consolidare quella “democrazia” Occidentale voluta dagli Stati Uniti.

In questo quadro si inseriscono fatti in apparenza umanamente comprensibili, quali i libri di Gemma Capra Calabresi ed ancor più di Mario Calabresi, l’incontro in Quirinale di parti tra loro incompatibili quali Licia Rognini Pinelli (vittima) e Gemma Calabresi (moglie del carnefice!), o decisamente inaccettabili come il libro di Cucchiarelli e il film-romanzo, in lavorazione, su Piazza Fontana del regista Marco Tullio Giordana basato sulle nuove “rivelazioni-verità” di quest’ultimo, o i reiterati tentativi da parte di storici compiacenti di sostenere la necessità di una memoria condivisa su quegli anni e del superamento del discrimine dell’antifascismo su cui poi i fascisti, con nuove casacche e travestimenti, cercano di infiltrarsi culturalmente e politicamente.

Da tempo i compagni dell’ex 22 marzo, il circolo a cui apparteneva PietroValpreda, sono impegnati singolarmente (con denunce, querele, diffide), unitariamente (con un proprio Blog e documenti http://stragedistato.wordpress.com/ ), e collettivamente, grazie all’assistenza dei compagni dei circoli Carlo Cafiero di Roma e Ponte della Ghisolfa di Milano, a denunciare e mettere in guardia su questa mostruosa manovra.

E’ chiaro che con le nostre sole forze non potremo vincere questa battaglia politica e culturale. Lanciamo quindi un appello a tutti i compagni, alle strutture di movimento, alle associazioni antifasciste, a tutti i sinceri democratici e agli uomini di cultura e intellettuali che non hanno mai abbandonato il sogno di una società più giusta e libera ad aiutarci in questa nostra battaglia di giustizia e verità.

Primi firmatari:

Per gli ex del circolo 22 marzo di Roma:

Roberto Gargamelli

Emilio Bagnoli

Emilio Borghese

Enrico Di Cola

Cosimo Caramia

Marco Pacifici

Per i compagni di Milano:

Lello Valitutti

20-apr-2011 Comunicato sul film su Piazza Fontana

Come anarchic* ci siamo preoccupati delle notizie di stampa relative alla realizzazione di un film su Piazza Fontana.

Temevamo che, in tempi di riscrittura della storia, si volesse approfittare della pellicola per raccontare una verità diversa da quella che anni di persecuzioni, montature, lotte e controinformazione hanno rivelato.

Abbiamo perciò incontrato il regista del film Marco Tullio Giordana.

Il regista ci ha assicurato che nel film sarebbe stata rispettata la verità storica e che sarebbe risaltata l’assoluta estraneità di Pietro Valpreda, di Pino Pinelli e degli anarchici tutti alla strage di Piazza Fontana.

Prendendo atto delle assicurazioni dateci da Giordana ci riserviamo di dare un giudizio completo sul film una volta che sarà realizzato.

I partecipanti all’incontro:

Lello Valitutti

Enrico Di Cola

Roberto Gargamelli

Roberto Mander

Francesco Fricche

Controinformazione 

7 febbraio 1978 Gli avvocati di Pietro Valpreda denunciano l’ex Questore di Milano, Marcello Guida, per falsa testimonianza

Elenco dei fascisti che fecero il viaggio in Grecia il 16 aprile 1968 Quello che segue è l’elenco ufficiale, acquisito dalla Magistratura

Politici, giù le mani dalla storia! La vicenda della commissione “stragi” di Aldo Giannuli

settembre 2010 La collaborazione tra la Fondazione Cipriani e Vincenzo Vinciguerra.

Pietro Valpreda, anarchico a Milano Ancora su Valpreda e presunti rapporti con i fascisti, prima della nascita del circolo 22 marzo a Roma Tratto dal libro Valpreda, processo al processo, di Marco Fini e Andrea Barbieri, Ed. Feltrinelli febbraio 1972

Pietro Valpreda, testimonianza di un compagno da Il silenzio di Stato,a cura di Padova Comitato di Documentazione antifascista, Sapere Edizioni

La denuncia della vedova, Licia Pinelli, per omicidio volontario, da Pinelli: un suicidio di stato. Di Marco Sassano, Marsilio Editori 1971 

Carmilla 31 Gennaio 2008 Come morì Giuseppe Pinelli? Testimonianza di Pasquale Valitutti

Manifesto 12 dicembre 2009 40 anni fa la strage di Piazza Fontana. Parla Pasquale Valitutti.

28 novembre 2009 Republica I 40 anni di dolore della vedova Pinelli “Non smetterò mai di cercare la verità”

6 febbraio 2009 Lello Valitutti Il testimone de “La notte che Pinelli”

Noi non dimentichiamo COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI Comunicato–Stampa Udienza del 17 Maggio 2011  

Volantini e Manifesti 

 

30 novembre 1969 Volantino Gruppo Comunisti Anarchici Lega Socialisti Libertari, Trento

25 settembre 1969 volantino sciopero della fame Anarchici Roma 

Volantino distribuito nel 1972 assieme alla Guida al processo di Soccorso Rosso 

14 dicembre 1969 Volantino su Piazza Fontana di Movimento Studentesco 

Volantino su Piazza Fontana – 1970 BOMBE SANGUE CAPITALE 17 morti in P.za Fontana non hanno ristabilito l’ordine. di CONSIGLI PROLETARI  

 

Opuscoli  

Valpreda è innocente La strage è di Stato Giustizia proletaria contro la strage dei padroni Guida al processo a cura del Soccorso Rosso 1972 

Chi sono gli Anarchici? foglio a cura di Gioventù Anarchica

Ciò che vogliono gli ANARCHICI, di G. Thonar (8 aprile 1970) 

Una precisazione necessaria (ciclostilato del 1970 allegato al libro Strage di Stato dagli anarchici di Roma)


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

Please log in to WordPress.com to post a comment to your blog.

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 140 other followers