Messaggero 7 Dicembre 2009 – «non intendiamo essere associati a una strage di stato» la protesta dell’anarchico Roberto Gargamelli contro il libro di Paolo Cucchiarelli

Messaggero 7 Dicembre 2009

Piazza Fontana, nuova inchiesta 40 anni dopo: i segreti della strage in un libro

Piazza Fontana: i libri per ricordare e capire, 40 anni dopo

Anarchici e Gladio contro autore libro. I familiari da Napolitano: riapre l’inchiesta

ROMA (6 dicembre) – Si avvicina l’anniversario della strage, la procura di Milano ha un nuovo fascicolo con il quale indagare e i familiari delle vittime chiedono ancora di conoscere la verità e questa volta la domanda verrà rivolta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’appuntamento è per domani, 7 dicembre.

Il ricordo della strage di Piazza Fontana deve «contribuire a rafforzare nelle giovani generazioni una coscienza civile in difesa di quei valori di libertà e di legalità che sono alla base della nostra democrazia, contro ogni forma di fanatismo politico, di odio ideologico e di violenza terroristica». È l’auspicio del presidente della Camera Gianfranco Fini, nel messaggio inviato per l’anniversario della strage di piazza Fontana, di cui si è parlato alla Camera in occasione della presentazione del libro del giornalista dell’Ansa Paolo Cucchiarelli “Il segreto di Piazza Fontana”.

Una presentazione movimentata, che ha visto la protesta dell’anarchico Roberto Gargamelli, finito tre anni in carcere insieme a Valpreda («non intendiamo essere associati a una strage di stato») ma anche quella dell’ex responsabile di Gladio, il generale Paolo Inzerilli, che ha difeso l’associazione, nata durante la guerra fredda, dall’accusa di essere coinvolta nella strage.

Il libro di Cucchiarelli ruota infatti intorno alla tesi che il 12 dicembre del 1969 effettivamente l’anarchico Valpreda portò una bomba a Piazza Fontana; solo che si trattava di un ordigno innocuo, che un gruppo neofascista fece diventare mortale accostandogli una seconda bomba, realizzata con un esplosivo proveniente dai nascondigli di Gladio. Se l’anarchico Gargamelli ha preannunciato querele, la responsabilità di Gladio è stata negata dal generale Inzerilli: «Nei nascondigli di Gladio c’era solo esplosivo C4 americano, e non esplosivo jugoslavo», cioè quello che sarebbe stato usato nella strage.

«Gladio, poi, era una struttura che aveva solo il compito di preparasi a contrastare un’eventuale invasione. Niente a che vedere con altri gruppi come gli Rds, collusi con il servizio segreto interno e dove agivano esponenti di Ordine Nuovo». «Il 12 dicembre – ha replicato Cucchiarelli – è stata fatta un’operazione di intelligence. Gli autori della strage si erano costruiti un capro espiatorio, gli anarchici, su cui scaricare la responsabilità della strage. È un pò quello che accadde a Portella delle ginestre, dove a sparare contro i lavoratori furono sia gli uomini di Giuliano, ma con armi che non avevano la potenza necessaria per raggiungere gli obiettivi, sia gli uomini della decima mas, che avevano armi più potenti, erano piazzati più vicini e vanno considerati come i veri autori della strage. Ed è grossomodo quello che accadde a Piazza Fontana. Il tutto inquadrato nel contesto politico dell’epoca: alla strategia dell’attenzione verso la sinistra, praticata da Aldo Moro, si rispondeva a suon di bombe con la strategia della tensione».

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2 Risposte to “Messaggero 7 Dicembre 2009 – «non intendiamo essere associati a una strage di stato» la protesta dell’anarchico Roberto Gargamelli contro il libro di Paolo Cucchiarelli”

  1. I cinque anarchici della Baracca: la memoria a quarant’anni dall’autotreno che li uccise Says:

    […] interverranno, tra gli altri, Tonino Perna e Antonella Scordo (familiari dei ragazzi assassinati), Roberto Gargamelli (uno degli anarchici accusati ingiustamente della strage di piazza Fontana) insieme agli autori […]

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  2. indice generale « 12 dicembre 1969 – Strage di Stato Says:

    […] Messaggero 7 Dicembre 2009 – «non intendiamo essere associati a una strage di stato» la protesta… […]

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