Risposta n. 2 a Giacomo Pacini sulla figura di Valpreda ed il fatto che egli non avrebbe mai preso apertamente le distanze da Merlino – Dal blog dei fans del libro di Cucchiarelli un piccolo botta e risposta tra Pacini e Di Cola 22/12/2009

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Giacomo Pacini

Conoscevo questa lettera. Ma conosco anche questo altro passo dei diari di Valpreda: “Che Merlino non abbia un passato limpido, che sia politicamente ambiguo, che sia stato un provocatore , tutti questi precedenti sono ormai ampiamente dimostrati, ma ciò non vuol dire che lo sia stato nel nostro caso, in seno al nostro gruppo, riguardo agli attentati del 12 dicembre. Non per quello, necessariamente questo. E’ una massima molto antica. Vuol dire chiaramente che ciò che si è commesso nel passato non si può arguire che lo si commetta necessariamente anche ora. Per cui non è che io difenda Merlino o una sua pretesa verginità morale; nego recisamente che al presente sia colpevole nei riguardi nostri di ciò di cui viene imputato dall’accusa”.

Comunque la mia domanda non riguardava tanto il 22 marzo, quanto, appunto, la singola figura di Valpreda ed il fatto che egli (che io sappia), non ha mai preso apertamente le distanze da Merlino. …

Tutto qui.

La mia risposta

Non ho mai letto il diario di Valpreda dal carcere e quindi non posso citarlo o verificare il contesto dei passi da esso estrapolati da lei esposti.

Mi sembra comunque logico legare la frase al contesto, cioè al processo all’epoca in corso. Lei dimentica che a livello giudiziario Valpreda e Merlino erano legati (solo ed esclusivamente a livello giudiziario però, sia ben chiaro) ad un unico destino. Le sue domande avrebbe dovuto rivolgerle a Valpreda quando era in vita (Pietro è sempre stato un uomo estremamente gentile e comunicativo).

Le cito però un passo tratto dal libro di Cucchiarelli (Pag 368) che mi sembra possa rispondere alle sue domande: “In carcere, Pietro Valpreda scrisse nel suo diario che «sapevamo, perchè lui stesso l’aveva detto, che Merlino era stato fascista, ma che frequentasse e tenesse ancora contatti con elementi fascisti i compagni ed io l’abbiamo saputo dopo l’arresto. Non abbiamo molto da vergognarci come anarchici, se c’è stata solo un’infiltrazione di alcuni elementi provocatori di destra e nessuna simbiosi o altro»”.

Vuol sapere se Valpreda ha mai preso le distanze da Merlino? Valpreda era un anarchico e Merlino era ed è rimasto un fascista e quindi la loro distanza è sempre stata abissale.

Vorrei farla io una domanda: Ho scritto due lettere per smentire affermazioni contenute nel libro di Cucchiarelli – che ha promesso una risposta che ad un mese di distanza ancora non è arrivata – e lei mi ha risposto ponendomi domande che nulla hanno a che fare con quanto da me scritto. Non le pare uno strano modo per cercare una verità?

Penso che lei abbia un pregiudizio sulla figura di Valpreda – e per uno studioso non sarebbe un bene – e vuole che io in qualche modo lo avvalori. Mi spiace per lei, ma se ho rotto un silenzio che durava da quasi 40 anni, è solo perchè non posso più tollerare che venga riscritta per l’ennesima volta la nostra storia e per rettificare una volta per tutte una serie di menzogne e leggende metropolitane che dal lontano 1969 ci perseguitano.

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