Della serie… il Cucchiarelli furioso – Dal blog dei fans del libro di Cucchiarelli un piccolo botta e risposta tra l’autore del libro e Enrico Di Cola 26 febbraio 2010

Della serie… il Cucchiarelli furioso

Dal blog dei fans del libro di Cucchiarelli un piccolo botta e risposta

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22 febbraio alle ore 8.20 ·  Paolo Cucchiarelli

Caro Di Cola, ho solo spiegato quello che la signora Pinelli ha scritto anni fa nel libro “Una storia soltanto mia”. Sono disponibile per un pubblico dibattito dove, come e quando vuoi. Voglio fatti e non ricordi: personalmente o gia’ pronte un centinaio di domande da rivolgerti. Fammi sapere oppure smettila.
paolo cucchiarelli

22 febbraio alle ore 17.02 ·  Paolo Cucchiarelli
Naturalemnte Di Cola puo’ anche non smetterla ma allora diventera’ chiaro a tutti che si tratta di una difesa di bandiera. Quindi: a quando il confronto caro Di Cola?

22 febbraio alle ore 17.34 ·  Enrico Di Cola
Fatti e non ricordi? Bene. Ecco qui un fatto, magari piccolo, ma rivelatorio dell’accuratezza con la quale Cucchiarelli ha costruito il suo libro.
Nelle pagine 399-400 (+ nota 78 a pagina 671) scrive: “Enrico Di Cola, rilasciato dopo ventiquattr’ore, fu al centro di uno scontro tra la polizia, che lo riteneva solo un testimone, e Occorsio, che lo riteneva un imputato. Sarebbe stato lui – si sostenne all’inizio del gennaio del ’70 – a indirizzare le indagini della polizia su Valpreda, con affermazioni fatte fuori verbale. La riprova del salvacondotto offertogli in cambio dalla polizia starebbe nel suo definitivo trasferimento in Svezia. (78) In effetti, Di Cola uscirà stabilmente dall’Italia e dall’inchiesta.”
Peccato però che soltanto un’ottantina di pagine prima (pag. 321) si legge tutta un’altra storia: “Ippolito almeno da fine novembre sapeva che il ballerino stava per andare nel capoluogo lombardo…[…] …L’11 dicembre, Ippolito era nella sede del circolo «22 marzo» quando Emilio Bagnoli riferì a Umberto Macoratti che Valpreda era appena partito per Milano con la sua Fiat 500. Ippolito telefonò immediatamente al suo capo, il commissario Domenico Spinella. Che fosse lui la fonte della prima segnalazione lo dirà il questore di Roma, Parlato, durante la conferenza stampa dopo il riconoscimento di Valpreda, il 16 dicembre. Naturalmente senza rivelare che si trattava di un poliziotto infiltrato nel gruppo anarchico. La polizia seppe quindi da subito che quella testa calda di Valpreda era a Milano: non dovette attendere soffiate o indicazioni esterne.”
Questa è solo una prima notazione sul metodo Cucchiarelli, la risposta completa e circostanziata sulle sue diffamatorie affermazioni e speculazioni sul mio conto, la pubblicherò quanto prima nel blog “Strage di Stato”

Ieri alle 10.41 ·

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