A rivista anarchica nr 11 Marzo 1972 La candidatura Valpreda di La redazione

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Al momento in cui la rivista sta chiudendo, la proposta del Manifesto a Pietro Valpreda di includerlo nelle sue liste elettorali è diventata, da voce, notizia certa. Il Manifesto, dopo qualche falsa ritrosia, s’è buttato impudicamente su Valpreda, muovendo i suoi massimi dirigenti Pintor e Caprara, che hanno avuto con lui lunghi e numerosi colloqui a Regina Coeli.

L’insistenza con cui quei signori stanno cercando di convincerlo a prendere una decisione contraria alle sue convinzioni anarchiche sta a dimostrare l’importanza che ha PER LORO questa candidatura. Una importanza che non ha nulla a che vedere con la solidarietà umana e rivoluzionaria, ma solo con i loro calcoli elettorali: Valpreda è la loro unica possibilità di racimolare abbastanza voti per restare in Parlamento. È significativo il fatto che abbiamo smentito categoricamente di avere mai posto come pregiudiziale il parere favorevole del movimento anarchico (in effetti non l’hanno neppure consultato).

Gli anarchici, ad ogni modo, hanno già dichiarato in un comunicato stampa unitario che essi non voterebbero per Valpreda né in alcun modo appoggerebbero la sua candidatura, non solo per coerenza con il loro programmatico astensionismo ma anche perché nella fattispecie questa “candidatura-protesta” è una manovra strumentale del Manifesto che rischia di ritardare a tempo indefinito il processo per la strage di stato e la conseguente scarcerazione degli altri compagni, facendo il gioco dello stato e sconcertando l’opinione pubblica. Essi hanno denunciato con energia la scorrettezza di chi cerca, per i suoi fini, di fare leva sulla “comprensibile ansia di vita e di libertà di un uomo malato e detenuto, innocente, da oltre due anni”. Gli anarchici hanno comunque ribadito il loro “fermo proposito di continuare fino in fondo la loro lotta per dimostrare l’innocenza dei compagni e smascherare i veri esecutori, i veri mandanti ed i loro complici”.

Mentre la rivista è già in macchina apprendiamo che Valpreda ha accettato la candidatura. Non possiamo che ribadire con maggiore sdegno la nostra condanna al gruppo dirigente del Manifesto. La decisione incoerente di Valpreda è comprensibile se non sul piano politico perlomeno sul piano umano. Le manovre dei politicanti non hanno invece attenuanti.

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