A rivista anarchica nr 199 Marzo 1993 I miei dubbi sul “garantismo” di lor signori. Manette a Carra: parla Valpreda di Mauro Decortes – Maddalena Sternai

http://xoomer.virgilio.it/anarchivio/archivio%20testi/199/199_06.htm

Manette a Carra: parla Valpreda

 Le manette ai polsi del dc Carra hanno suscitato un putiferio nel mondo politico italiano. Ne parliamo con Pietro Valpreda che a suo tempo – all’indomani della strage di Piazza Fontana, nel dicembre ’69 – subì un trattamento del tutto speciale.

L’attuale rigurgito di garantismo mi ha fatto sorgere numerosi dubbi e sospetti dato il particolare momento politico che stiamo vivendo. Solo oggi infatti si scopre che a Pianosa il tenore di vita è al limite di sopportazione, dopo che centinaia di detenuti l’hanno subito e decine e decine di compagni vi sono stati rinchiusi. Allo stesso modo solo oggi il carcere preventivo, da sempre piaga del sistema giudiziario italiano, viene denunciato in quanto tale dopo che, come ben sappiamo, alcuni detenuti hanno scontato fino a dieci anni per vedersi poi giudicare innocenti, ma allora non una delle “nobili voci garantiste” attuali si è levata in loro difesa. Ci sono state battaglie per l’abolizione delle manette, delle estradizioni, per la possibilità di leggere in carcere tutti i quotidiani e la stampa in genere, fino alla lotta per il disarmo della polizia, per l’immediata assistenza dell’avvocato a ogni inquisito e per altre istanze civili. La stessa Amnesty International nel 1962 ha condannato l’Italia riguardo alla carcerazione preventiva e alle condizioni disumane in cui versa la popolazione detenuta, eppure la levata di scudi “democratica” e garantista è avvenuta solo alla visione di Carra in manette.

Sappiamo che la condizione delle carceri è esplosiva da tempo: i limiti di possibilità ricettiva delle strutture sono stati ampiamente superati; i detenuti sono sottoposti a torture fisiche e psicologiche come la totale mancanza di riscaldamento durante l’inverno verificatasi in alcune carceri, la negazione improvvisa e immotivata di permessi precedentemente approvati, trasferimenti punitivi per chi cerca di far valere i propri diritti e numerosi altri maltrattamenti. Eppure la questione carceraria è poco sentita se non del tutto trascurata nel nostro paese, come prova, per fare un solo esempio, il fatto che un unico testo abolizionista “Abolire le pene” di N. Christie del 1981 sia stato tradotto in italiano. Ora invece la coscienza “civile” sembrerebbe svegliarsi da un lungo letargo.

No, non c’è alcun risveglio, qui non si tratta di una avvenuta sensibilizzazione ma di una ennesima difesa da parte dei mass media di chi detiene il potere. Oltretutto non credo assolutamente che i vip e i politici che oggi sono stati arrestati siano stati trattati alla stessa stregua degli altri detenuti: sono stati interrogati dal giudice in giornata o il giorno dopo l’arresto, mentre in carcere c’è chi aspetta il giudice anche venti giorni o un mese; dopo l’interrogatorio, ben pochi sono tornati in cella, hanno avuto quasi tutti gli arresti domiciliari; per loro l’isolamento prima dell’interrogatorio del giudice, ha significato l’impossibilità di parlare con gli altri detenuti, mentre nel 50% dei casi la cella d’isolamento significa andare alle celle di punizione, andare ai topi. I “detenuti di classe” non hanno subito trasferimenti faticosi, né maltrattamenti di alcun genere, non uno di loro è stato vittima di errore giudiziario, errori che in Italia superano il 33% dei casi.

D’accordo, ma non credi che sia una incongruenza da parte di un anarchico lamentarsi se c’è chi pretende e ottiene condizioni di galera più umane?

Ma questi “signori” non vogliono cambiare il sistema carcerario e le sue regole, semplicemente non vogliono subirlo loro. Non dimentichiamoci che coloro che lamentano oggi la durezza e iniquità del sistema carcerario sono gli stessi che fino ad ora tale sistema hanno difeso e sostenuto. Ovviamente, in quanto anarchico, sono per l’abolizione dei sistemi punitivi e delle istituzioni totali ma la nostra lotta non può certo passare attraverso la difesa di chi ne garantisce l’esistenza mediante il suo stato autoritario e gerarchico.

…Né attraverso magistrati che a seconda delle forze che devono assecondare e da cui sono favoriti oggi “scoprono” politici ladri e ieri coprivano politici mafiosi e stragisti.

Annunci

Tag: , , , , ,


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: