Umanità Nova n1 11 gennaio 2009 Milano: 12 dicembre di Le compagne e i compagni della F.A.M. presenti al corteo

Venerdì 12 dicembre, data di particolare rilevanza storica e politica,  a Milano si sono tenute varie iniziative in concomitanza con lo sciopero generale, proclamato da diverse organizzazioni del sindacalismo di base, dagli studenti e dalla CGIL.

In questa giornata le “piazze” erano diverse. Oltre a Largo Cairoli, luogo di concentramento per sindacati di base e studenti medi, vi era anche Piazza Cordusio per gli universitari, mentre, per il sindacato concertativo C.G.I.L. l’appuntamento era ai bastioni di Porta Venezia con un proprio percorso cittadino che sarebbe terminato davanti al Castello.

Sotto un cielo plumbeo e una costante minaccia di pioggia, il corteo degli studenti medi, con una presenza attiva anarchica, si è diretto verso piazza Duomo, passando per piazza Fontana gridando slogan contro la ‘strage di Stato’ e in solidarietà con il movimento di lotta greco, mentre il corteo del sindacalismo di base ha percorso il tradizionale tragitto che, attraversando alcune vie del centro cittadino, conduce anch’esso in piazza Duomo.

In questo corteo, di alcune migliaia di partecipanti, abbiamo dato vita a uno folto spezzone rosso-nero, con le nostre bandiere, la diffusione di nostri volantini e la vendita militante di “Umanità Nova“, insieme ai compagni e compagne dell’U.S.I.- A.I.T.. Prima di arrivare in piazza del Duomo si è aggiunto al corteo anche un numeroso spezzone di studenti universitari.

Qui giunti, la determinazione dei manifestanti ha fatto sì che il corteo, dopo un breve comizio, proseguisse per Piazza Fontana a ricordo della “Strage di Stato”, di cui ricorreva il 39° anniversario, e l’assassinio, in quei tragici giorni di dicembre 1969, dell’anarchico Giuseppe Pinelli, defenestrato dal quarto piano della Questura milanese.

Dopo una breve sosta nella piazza, il corteo non si è voluto sciogliere ma anzi ha ribadito la volontà di recarsi prima davanti all’Assolombarda (l’associazione degli industriali lombardi) per affermare l’indisponibilità a pagare gli ennesimi costi delle crisi capitalistiche e poi confluire nell’Aula magna dell’adiacente università Statale per tenere un’assemblea congiunta studenti e lavoratori.

E così, un corteo un po’ più esiguo della partenza, ma molto più determinato e caratterizzato ha raggiunto l’Assolombarda.

Un cordone di servitori del disordine in assetto antisommossa ne impediva l’accesso e dopo una veloce contrapposizione a distanza, veniva annunciato dagli organizzatori il termine della manifestazione.

Un serpentone di composizione eterogenea (studenti, lavoratori, precari, ecc,.) con una significativa presenza libertaria evidenziata da striscioni con A cerchiate, bandiere rosso-nere e slogan, si è diretto allora verso l’Università in via Festa del Perdono. Entrato nel chiosco della Statale ha raggiunto i locali dell’Aula Magna trovandola però serrata.

Dopo un breve e concitato confronto tra chi voleva aprirla con ogni mezzo per potere tenere un’assemblea che avrebbe rinsaldato nella lotta e nell’azione diretta, l’alleanza tra studenti e lavoratori e chi invece proponeva di ripiegare in un’altra aula dove già era in corso un’assemblea studentesca, i cardini del cancello d’ingresso saltavano e in alcune centinaia si prendeva posto nell’Aula magna.

Ma il confronto è ripreso subito dopo con l’improvviso ingresso di un gruppo organizzato che, dirigendosi verso il palco, ha innescato un breve scontro sedato solo con il loro allontanamento dall’aula tra accuse e recriminazioni, segnale evidente di un conflitto latente tra le varie anime protagoniste della mobilitazione universitaria e della persistenza di una logica prevaricatrice, purtroppo molto diffusa nella sinistra autoritaria milanese.

L’assemblea ripresa successivamente, scontava poi il clima di contrapposizione creatosi e un’importante occasione di confronto e di mobilitazione sfumava, trascinandosi dietro la sospensione di tutte le iniziative programmate in precedenza (una ‘due giorni’ di dibattiti e spettacoli), contrastata da un gruppo di compagni che proclamava l’occupazione; occupazione terminata nella mattina seguente con l’intervento della polizia che allontanava i presenti dopo averli identificati.

Le compagne e i compagni della F.A.M. presenti al corteo

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