Umanità Nova 27 dicembre 1969 La Federazione Anarchica Italiana contro la provocazione terroristica di La Commissione di Corrispondenza della F.A.I.

FAI su 12 dicembre 1969  I mostruosi attentati di Milano e di Roma, come quelli che quotidianamente vengono perpetrati contro le sedi ed uomini dei movimenti di sinistra, non possono essere opera di anarchici, ma solo di agenti provocatori al soldo dei centri organizzativi di un colpo di Stato di destra.

Coloro che hanno degli anarchici, della loro storia, della loro dirittura morale e della loro passione nella lotta di ogni giorno per la liberazione dell’uomo dallo sfruttamento e da ogni forma d’autoritarismo, una sia pur minima conoscenza, sanno che noi respingiamo con forza ogni atto di violenza fredda e calcolata che ricordi da vicino gli orrori e le stragi compiute dai fascisti durante il loro ventennale regime tirannico e dai nazisti nelle cento «Marzabotto» d’Europa.

La Federazione Anarchica Italiana, nel mentre afferma la sua fiducia che presto piena luce verrà fatta soprattutto sui mandanti della strage di Milano da ricercare in una palese congiura provocatoria delle destre fasciste – le sole a poter trarre profitto dalla tensione creata artificiosamente nel Paese – e su cui le indagini della magistratura e della polizia mostrano di avere «strane» esitazioni, respinge fermamente ogni riferimento, sia pure semplicemente allusivo, implicante responsabilità sia pure indirette del movimento anarchico, dei suoi uomini e della sua ideologia, avanzato dalla stampa reazionaria o sedicentemente «indipendente» che, troppo precipitosamente accoglie e qualche volta anticipa le versioni contraddittorie della polizia.

Il linciaggio morale degli anarchici non verrà consentito a nessuno, come nessuno potrà mai impedirci di essere noi stessi accusatori di un sistema che tollera la sopraffazione e volutamente ignora – quando non favorisce – i quotidiani attentati alla vita e alla libertà dei cittadini.

Circa il presunto «suicidio» del nostro compagno Giuseppe Pinelli, «gettatesi» dal quarto piano del palazzo della questura milanese dopo quattro giorni di interrogatori senza sosta – testimoni «credibili» solo i quattro poliziotti interroganti – ci rifiutiamo di credere all’interessata versione poliziesca. Alibi incontestati e passato di militante anarchico del nostro compagno, escludono nel modo più assoluto che il povero Pinelli fosse spinto da un qualsiasi motivo al suicidio.

La Federazione Anarchica Italiana, nel mentre rinnova il suo orrore e raccapriccio per l’assurda e bestiale strage di Milano, reclama piena luce anche sul dramma che ha causato la morte del nostro compagno – episodio del tutto simile a quelli che avvengono nelle sentine dei paesi fascisti – affinchè sia data valida risposta agli atroci dubbi che tormentano l’opinione pubblica e noi.

Savona, 20 dicembre 1969

La Commissione di Corrispondenza della F.A.I.

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