A rivista anarchica n5 Giugno 1971 Preparati dai fascisti di Treviso gli attentati del 1969? di Gruppo anarchico “P. Pinelli” di Treviso

Arrestati i neo-nazisti Ventura, Freda, Trinco, “per attività sovversiva contro lo stato”, in realtà perché implicati negli attentati fascisti del 1969 attribuiti ai soliti anarchici

I neonazisti Freda – Ventura – Trinco, arrestati per “attività sovversiva contro lo stato”, sono con tutta probabilità tra gli organizzatori degli attentati del 1969 culminati nella strage di stato.

Che Treviso sia la “roccaforte bianca” lo sanno tutti, come tutti sanno che in questa tranquilla e borghese città di provincia la “destra nazionale” ha innumerevoli agganci, sia a livello di legalità repubblicana (potentissima la DC, forte il M.S.I.) sia a livello di gruppi extraparlamentari di destra (Avanguardia Nazionale è agguerrita e i suoi picchiatori non perdono occasione per esibirsi in assalti a compagni isolati e in lanci di molotov contro sedi di organizzazioni di sinistra).

Sono cose risapute da tutti tranne, guarda caso, da magistratura e polizia. I molti attentati e aggressioni fasciste, sono infatti ancora impuniti come continuano a circolare impuniti i più noti esponenti del teppismo fascista locale.

Comunque in questi ultimi tempi sembra che improvvisamente stampa, magistratura e polizia siano diventati il non plus ultra dell’antifascismo.

È scoppiato il “caso Freda, Ventura, Trinco”, neonazisti, arrestati ufficialmente per attività sovversiva contro lo stato e per aver a suo tempo fatto circolare opuscoli offensivi per la magistratura ma in realtà implicati fino ai capelli nell’organizzazione degli attentati fascisti del 1969.

Titoli da prima pagina sui giornali, “brillanti” operazioni di polizia, “coraggiose” iniziative della magistratura: è stata scoperta e subito neutralizzata una “cellula eversiva neofascista”. I tranquilli trevigiani non credono ai propri occhi. “Ma come, proprio qui a Treviso, città medaglia d’oro della resistenza, sono successe di queste cose?!” “Guardiamoci alle spalle” scrive il settimanale progressista locale, c’è ancora gente che voleva instaurare una dittatura dal triste passato, ma i cittadini non lo hanno permesso, la polizia (anzi i carabinieri, in questo caso) hanno agito con severità”. Viva la polizia, conclude la gente.

I giornali borghesi hanno dimenticato però un fatto: che il fascismo a Treviso (come del resto in tutta Italia), non è mai stato abbattuto, (basterebbe guardare i “precedenti” della maggior parte dei politici locali, i salari da fame, il continuo flusso migratorio della manodopera per rendersene conto). I giornali borghesi dimenticano inoltre, nel caso specifico di Freda e Ventura, che proprio grazie alla tanto lodata efficienza di polizia e magistratura i compagni anarchici stanno a marcire innocenti in galera.

È utile a questo punto ricordare i fatti che hanno costretto la magistratura ad incriminare il terzetto Freda, Ventura, Trinco.

Il 18 dicembre 1969, a sei giorni dalla “strage di stato” il prof. Guido Lorenzon, ex segretario di una sezione DC di Treviso dichiara al dott. Calogero, sostituto procuratore di Treviso di aver ricevuto confidenze dall’amico libraio – stampatore Giovanni Ventura (fascista fin da giovane età). Secondo tali confidenze il Ventura avrebbe finanziato gli attentati ai treni (un milione di lire) e sarebbe stato in contatto con un’organizzazione paramilitare di estrema destra. Il Ventura avrebbe anche partecipato a riunioni durante le quali si organizzarono gli attentati di dicembre, tanto è vero che il Ventura descrisse al Lorenzon il sottopassaggio della Banca Nazionale del Lavoro di Roma dove poi avvenne una delle esplosioni.

Inutile dire che il Ventura, venuto a conoscenza di queste dichiarazioni, ruppe l’amicizia col Lorenzon, costringendolo a ritrattare. La ritrattazione venne dettata per telefono dall’avv. Freda ad un notaio trevigiano che però si rifiutò di convalidarla, in quanto non di sua competenza. A questo punto l’amicizia Ventura-Lorenzon pare ritornare come prima e il prof. Lorenzon, d’accordo con funzionari della “mobile” trevigiana ne approfitta per registrare, nel corso di un colloquio a tre (Ventura, Freda e Lorenzon) le dichiarazioni confidenziali che il Ventura gli aveva fatto a suo tempo. È il gennaio 1970. In febbraio Ventura e Lorenzon vengono convocati a Roma dal giudice Cudillo: Lorenzon conferma le proprie dichiarazioni, Ventura nega e querela l’ex amico (la querela è sporta tramite l’avv. Freda) per diffamazione. Prende le difese del querelato l’onorevole della sinistra DC De Poli il quale ne approfitta per dire in parlamento che “forse le indagini sugli attentati sarebbe meglio spostarle verso gli ambienti di destra”!

Poi tutto viene messo a tacere. Nessun giornale borghese parla più del caso Ventura-Lorenzon, giornalisticamente considerato come una semplice questione privata di due mitomani. Ci sono le elezioni in vista e, per non turbare l’ordine repubblicano è sempre meglio, trattando degli attentati, dar la colpa agli anarchici.

Intanto passa un anno, durante il quale, per quanta buona volontà ci mettano, poliziotti e magistrati trovano sempre meno accuse contro gli anarchici. Nel processo Calabresi-Lotta Continua anche il meglio pagato fra i giornalisti servi dei padroni è costretto ad accorgersi che sotto accusa dovrebbero esser messi i poliziotti. Inizia il processo agli anarchici, dove le accuse crollano una dopo l’altra. C’è in vista il processo a Valpreda, che sarà sullo stesso tono.

Magistratura e polizia devono a tutti i costi cercar di salvare la faccia, cercar di dimostrare in qualche modo che non è poi vero che colpiscono sempre a sinistra.

Ecco allora che tirano ancora in ballo e mandano finalmente in galera Ventura e Freda (quest’ultimo presentato come il cervello dell’organizzazione); così l’opinione pubblica ha un’ulteriore prova dell’imparzialità della magistratura!

Intanto i fascistelli nostrani di cui si parlava all’inizio non restano inattivi: appaiono scritte sui muri (siglate con falce e martello) che reclamano la libertà di Freda e Ventura; Treviso, Padova ed altre città vengono inondate da volantini scritti con linguaggio da “ultra sinistri” e molti firmati con la A anarchica, in cui si inneggia alla libertà dei “compagni” Freda – Ventura – Trinco.

Quali i motivi di tanto agitarsi dei fascisti? Si possono fare due ipotesi. La prima è che i tre neonazisti sono stati buttati a mare, scaricati come si suol dire, da chi sta più in alto di loro e si vuol ora farli passare per compagni anarchici cercando di ricalcare il trito luogo comune che vuole gli anarchici pazzi, terroristi, belve sanguinarie, pronte in ogni momento a spargere terrore e sangue. La seconda ipotesi è che mentre i difensori di Freda e Ventura (i vari Prandstraller, ecc.) portano avanti l’azione giuridica per ottenere la libertà provvisoria (con conseguente fuga all’estero dei tre fascisti) i camerati dei tre delinquenti cerchino con ogni mezzo di creare la maggior confusione possibile allo scopo di mistificare tutto ciò che è venuto a galla per confondere le idee all’opinione pubblica.

Ma al di là delle ipotesi resta il fatto che i proletari hanno ben capito da che parte sono venute e continuano a venire le bombe. Valpreda e gli altri compagni potranno essere condannati ma Freda, Ventura e tutti i loro amici da Borghese ad Almirante, anche se verranno assolti dalla giustizia dei padroni non sfuggiranno alla giustizia popolare.

Gruppo anarchico “P. Pinelli” di Treviso

I fascisti si camuffano (malamente)

Quelli che riportiamo di seguito sono i testi di tre volantini ciclostilati e diffusi da fascisti di Padova e Treviso. In questi volantini, scritti e firmati in modo da sembrare opere di gruppi della sinistra extra-parlamentare (uno di essi era anche siglato con una A cerchiata), cerca di spacciare i camerati Freda, Ventura e Trinco per “compagni”.

GIORGIO FREDA è stato arrestato, insieme con altri due suoi compagni, “per aver voluto sovvertire l’ordinamento dello Stato, particolarmente con pubblicazioni e scritti di carattere rivoluzionario”.

I sionisti, spaventati da un’iniziativa editoriale che smascherava i loro delitti, sono passati al contrattacco. Essi inoltre non hanno perdonato a Freda la manifestazione di solidarietà col popolo palestinese.

Oggi essi hanno imprigionato Freda, domani proveranno con altri. Lottiamo a fondo contro la belva sionista e contro il capitalismo!

RIVOLUZIONE FINO ALLA VITTORIA!

Comitato di solidarietà con la lotta del popolo palestinese

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MUSO DI MULO!

Il cancro maligno da cui invano cerchi di guarire frequentando località climatiche, ti è stato augurato da coloro ai quali da troppo tempo vai rompendo i coglioni.

Come ogni cura a cui ti sottoponi è inefficace, altrettanto vano è il disperato tentativo dello stato borghese di allontanare la sua morte imprigionando i nostri compagni.

Morte allo stato borghese e ai suoi servi!

Libertà per Ventura, Freda e Trinco!

Circolo l’Antiborghese

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I cani da guardia della dittatura borghese stanno riempiendo di militanti rivoluzionari le carceri italiane.

Freda, Ventura, Trinco sono andati ad aggiungersi alle decine di militanti che da mesi stanno in galera in attesa di processo.

Diamo atto ai borghesi di saper riconoscere i loro autentici irriducibili avversari. In questo essi sono aiutati dall’opera di delazione svolta dai carabinieri in borghese del PCI, il quale invita scopertamente alla repressione contro le avanguardie rivoluzionarie.

I borghesi e i loro compagni non si illudano: per ogni compagno condannato dai borghesi dieci di loro saranno condannati dal tribunale del popolo.

COMPAGNI!

Dimostriamo la nostra solidarietà alle nuove vittime della dittatura borghese intensificando la lotta per la rivoluzione popolare.

Fronte popolare rivoluzionario

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