A rivista anarchica n5 Giugno 1971 Pseudo anarchici (senza autore)

C’è chi trova eccitante, in regime di “repressione tollerante”, passarsi per anarchico, naturalmente senza esserlo e senza “farlo” veramente. Più divertente, per “scandalizzare il borghese” che farsi crescere i capelli ed il pelo facciale in guise pittoresche. “Contro-corrente” quasi come la droga. Molti di questi pseudo-anarchici sono di professione nullafacenti e perciò perdono poche occasioni per mettersi in mostra, vistosi e disponibili ed esibizionisti come sono. E i pennivendoli della stampa borghese perdono poche occasioni per ridicolizzare, attraverso costoro, il movimento anarchico. Poiché l’anarchismo ha una sua storia, un suo patrimonio di idee, una sua organizzazione (la cui logica sfugge certo a chi confonde organizzazione e autorità), non è difficile, volendo, distinguere i militanti del movimento anarchico (con o senza barba capelli e baffi) dai sedicenti anarchici.

Naturalmente tutto questo lo sanno anche i pennivendoli della stampa borghese, cui però non sempre la distinzione garba e preferiscono più spesso fare confusione perché i loro lettori non corrano il rischio di pensare che gli anarchici sono gente seria.

E così, ogni volta che uno squilibrato si dice anarchico, “dagli all’anarchico pazzo”; ogni volta che uno o più individui stravaganti danno saggio della loro insipienza politica (prendendo magari a prestito dall’anarchismo, per “giustificarsi”, qualche frase impressionistica staccata dal suo contesto teorico e storico), “dagli all’anarchico stravagante assurdo”… Anarchia – sesso – violenza – droga – follia – e – così – sia.

A proposito di insipienza politica è abbastanza tipico quanto è successo recentemente al palazzo di giustizia di Milano, dove alcuni sedicenti anarchici hanno salutato Cavallero e la sua banda con i pugni chiusi, “da compagni a compagni” ed hanno gridato slogans “rivoluzionari”. (qualche settimana prima altri – o gli stessi – erano sfilati per i corridoi del tribunale gridando slogans del tipo “siamo tutti delinquenti”). Per la gioia del Corriere della Sera che li ha subito autorevolmente patentati di anarchismo.

Ora, il discorso sulla criminalità, sulla giustizia di stato è un discorso troppo importante ed insieme troppo delicato per trattarlo a colpi di slogans e di esibizioni d’anti-conformismo folkloristico.

In questa occasione, giustamente, la Organizzazione Anarchica Milanese ha emesso un comunicato stampa di cui quasi tutti i quotidiani milanesi (tranne naturalmente il Corriere) imprevedibilmente davano notizia. In esso si dice che gli anarchici ritengono che la causa dei delitti vada sempre ricercata nella struttura oppressiva, autoritaria, diseguale della società e che i “delinquenti” siano essi stessi vittime incolpevoli del sistema. Il documento ricorda che gli anarchici ritengono che i crimini puniti dallo stato siano ben piccola cosa di fronte ai crimini commessi dallo stato e dalle classi dominanti, che furti e truffe siano ben piccola cosa di fronte allo sfruttamento sistematico dei lavoratori, che gli stessi assassinii siano ben piccola cosa di fronte alle stragi perpetrate dagli eserciti. Ciò premesso, il comunicato stampa continua dicendo che gli anarchici non teorizzano il crimine, che è uno degli aspetti della violenza generalizzata che essi combattono, che è un fenomeno solo apparentemente antitetico ed in realtà complementare della società borghese. Il documento finisce affermando che le rapine della banda Cavallero non hanno avuto nulla a che fare né con gli anarchici né con la rivoluzione e che nulla a che fare con il movimento anarchico hanno i sedicenti anarchici che si sono esibiti in modo infantile e provocatorio al processo Cavallero.

Fra gli individui e i gruppetti che la stampa è solita definire anarchici, ci sono anche i “situazionisti”. A dire il vero non è chiaro se sia legittimo definirli situazionisti, data la loro fumosità ideologica, la loro vaghezza organizzativa, la multiformità ed evanescenza delle loro denominazioni. Ciò che li accomuna fra di loro e con i situazionisti ufficiali è il gusto per i linguaggio esoterico, per quelle che loro chiamano “azioni esemplari” (e che rassomigliano quasi sempre a provocazioni), per i tentativi di disgregazione dei gruppi e delle federazioni anarchiche.

A proposito dei situazionisti e delle loro più recenti prodezze la commissione di corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana ha diramato un comunicato stampa nel quale tra l’altro si precisa:

“Il situazionismo è il parto della fertile fantasia di un gruppo di intellettuali che nel 1957, riuniti intorno ad un tavolo per discutere di arte e di urbanistica, decidevano di sfruttare i loro contatti culturali per fondare un movimento politico pseudo rivoluzionario, una specie di movimento “rivoluzionario” qualunquista. Ben coscienti però dell’impossibilità della convivenza di una Internazionale Situazionista con gli altri movimenti politici rivoluzionari e particolarmente con il movimento anarchico, decidevano che prima loro missione fosse quella di infiltrarsi negli altri movimenti politici rivoluzionari per distruggerli, accusandoli di ideologismo e di burocratismo organizzativo, utilizzando indiscriminatamente la calunnia e la provocazione. La loro critica alle ideologie e alle organizzazioni rivoluzionarie non riguarda però la loro ideologia e la loro organizzazione verticista.

“Il situazionismo è comunque inconcepibile per chi non considera il problema rivoluzionario come una festa, ritenendo invece che esso deve essere risolto tra mille difficoltà quotidiane: mentre si è costretti a guadagnarsi il pane. Il situazionismo è ben lontano dal mondo del lavoro, come gli anarchici sono lontani dalla gioventù dorata situazionista, la quale intende – scientemente o incoscientemente, in buona fede o in mala fede – giocare un ruolo di provocazione controrivoluzionaria, nascondendo le sue reali intenzioni sotto un calderone ideologico in cui ciascuno dei raggruppamenti della sinistra extraparlamentare potrebbe riconoscersi, ma in cui non è possibile ritrovare i principi che stanno alla base delle conclusioni che vengono a gran voce strombazzate”. Il comunicato riferisce a mo’ d’esempio un recente episodio di provocazione. “Cinque squallidi rappresentanti dell’Internazionale Situazionista in Italia (aderenti ai gruppi “Gatti selvaggi” di Cosenza e “Lega dei comunisti dei consigli” di Firenze), la sera del 14 aprile u.s. aggredirono un giovane compagno fiorentino e, nella notte sporcavano i muri della città con manifesti e scritte ingiuriose nei confronti di coloro che li hanno ripetutamente smascherati e bollati: gli anarchici”.

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