A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 Roma – Centocelle di Gruppo anarchico Kronstadt – Roma

I fatti che hanno portato alla manovra poliziesca che ha colpito diciotto compagni di Roma risalgono a circa tre mesi fa. È di quel periodo infatti una serie di lotte proletarie condotte a Roma sul problema della casa: gestite dalle forze extraparlamentari.

Dall’occupazione delle case a Casalbruciato, lotta nata spontanea poi gestita da Lotta Continua che culminò nelle cariche repressive della polizia, si arrivò ad una analoga tattica di lotta condotta a Centocelle da Potere Operaio, che portò alla occupazione di trecento appartamenti che attendevano di adempiere alla loro funzione di sfruttamento del proletariato. Scopo di questa lotta era creare un momento di “rottura”, tattica ormai in uso a certe frange della sinistra extraparlamentare.

Il nostro gruppo, dopo aver assistito al primo giorno di occupazione, e aver analizzato il discorso politico discriminante, si pose immediatamente in posizione di critica:

1) perché la lotta non autogestita ma diretta in tutti i suoi aspetti da Potere Operaio non era nata da una reale esigenza politica degli occupanti, i quali al contrario avevano in quel momento una funzione puramente strumentale:

2) perché la rivendicazione era della casa per la casa e non era intaccata affatto dal concetto rivoluzionario di abolizione della proprietà privata;

3) perché il quartiere nel quale era condotta la lotta era totalmente all’oscuro del discorso portato avanti. Non essendoci stato un momento di incontro e di sensibilizzazione tra quartiere ed occupanti. La cosa è essenziale a nostro avviso per poter avere un momento di mobilitazione generale del quartiere contro l’azione della polizia.

Nella prima mattina di lunedì 5 aprile la polizia caricava gli occupanti e si susseguivano gli scontri a breve distanza di tempo. In seguito a ciò il liceo “Francesco D’Assisi”, dove forte è la presenza libertaria, scendeva compatto in sciopero per manifestare contro la repressione poliziesca. Gli studenti erano preparati al discorso politico di quartiere da un anno di lavoro continuo. Il corteo che si era diretto sul luogo degli scontri venne caricato proprio nel momento in cui si stava per sciogliere.

A ciò seguì una vera caccia all’uomo per tutto il quartiere, per sfuggire a questa “caccia” alcuni compagni si riunirono nella sede del Circolo Kronstadt per analizzare la situazione e per discutere sul modo di aiutare un compagno arrestato e picchiato durante le cariche.

Dopo due ore i celerini fecero irruzione all’interno della sede senza alcun comando né pseudo motivazione e requisivano quanto trovavano, aste per cavalletti (fatte passare dalla stampa borghese per “bastoni” e “manganelli”); candele di cera fotografate e fatte passare dai giornali fascisti per dinamite (!) I compagni presenti in quel momento vennero tutti caricati sul cellulare e portati via. Le accuse: resistenza aggravata (!); vilipendio alle forze armate (per un manifesto antimilitarista trovato in sede); adunata sediziosa, tentata strage (!) che è stata in seguito tolta per una questione di… pudicizia. Con tali accuse infamanti e infondate si cerca di giustificare la logica governativa degli opposti estremisti, come sostiene l’assurdo rapporto Mazza: anche Roma è una centrale dì sovversione rossa!

Ma il tentativo non riesce, i giudici non accettano una manovra così spudorata e si gettano l’un l’altro la patata bollente. Al quarto giudice i nostri compagni riescono a farsi ascoltare. Le accuse cadono una dietro l’altra, si mantiene unicamente “adunata sediziosa”, per non perdere la faccia e giustificare il bestiale intervento poliziesco; dopo 40 giorni l’ultimo dei nostri compagni esce dal carcere di Regina Coeli, e per uno dei compagni il P.M. si è appellato all’ordine di scarcerazione.

È bene ora fare delle considerazioni: che la polizia non si preoccupi più del suo manto di legalità per compiere le sue criminali repressioni non ci sorprende: abbiamo imparato sulla nostra pelle ciò che è capace di fare quando difende gli interessi di un padrone. Ciò che ci sorprende è il fatto che abbia potuto trovare la nostra sede (aperta appena da tre giorni) e proprio in un momento di riunione. Non è difficile comprendere che qualcuno ha soffiato e che la polizia controllava ogni nostra mossa. Prendiamo da ciò lo spunto per richiamare tutti i compagni alla massima attenzione e vigilanza: il primo giorno di riunione dopo la riapertura della sede, abbiamo smascherato un informatore della polizia!

Gruppo anarchico Kronstadt – Roma

 

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