A rivista anarchica n8 Novembre 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

Cineserie

L’illeggibile settimanale “Servire il popolo”, degno organo della risibile Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) non va tanto per il sottile, nel controllo delle notizie, si sa. Così nel penultimo numero parla dell’anarchico Rocco Palamara, evaso dal carcere di Locri (cfr. A7) come di un militante della “grande e giusta” Unione eccetera, eccetera, nucleo, (com’è noto) del “glorioso” Partito eccetera.

Da qualche giorno, chi entra nell’atrio dell’Università degli Studi di Milano (Via Festa del Perdono n.6) può ammirare in alto, sulla parete di sinistra, un ritratto in cornice dorata del Presidente Mao. A occhio e croce devono essere stati i “Katanga” del Movimento Studentesco, così devoti al Presidente.

Suggeriamo ai piissimi sprangatori di porre un bracere sotto il ritratto, affinché la devozione dei frequentatori dell’Università si possa misurare dalla quantità di incenso e di legno di sandalo bruciato in omaggio alla sacra immagine.

Lunedì 18 ottobre il Dr. Mario Capanna, leader del Movimento Studentesco, ha presentato all’Università degli Studi di Milano, il libro “Pinelli” della Cederna. Gli anarchici non si sono molto commossi per l’attenzione generosamente concessa al loro compagno assassinato. Gli anarchici hanno la memoria lunga e non dimenticano che il giorno dopo l’assassinio di Pinelli una delegazione di compagni milanesi, recatasi in “Statale” per proporre un’azione comune, veniva fatta attendere per oltre un’ora, mentre i capi “rivoluzionari” del M.S. discutevano dei “piani di studio”! Gli anarchici non dimenticano che due anni fa, il giorno dei funerali di Pinelli, ed in concomitanza d’orario con essi, il Movimento Studentesco indisse una assemblea in “Statale” per ostacolare la mobilitazione politica dietro la bara di Pino.

Christie ci scrive dal carcere

Abbiamo ricevuto dal carcere di Brixton (Londra) una lettera dell’anarchico inglese Stuart Christie, animatore della Black Cross (Soccorso Anarchico), perseguitato da mesi dalla squadra politica di Scotland Yard e infine arrestato, alla fine di agosto (cf. A7), con false prove.

Cari compagni,

Penso che siate stati informati del nostro arresto il mese scorso. Il fatto ha una certa somiglianza con quanto successo a Pinelli, a parte il fatto che non mi hanno buttato dalla finestra del quarto piano della questura (anche se a loro sarebbe piaciuta molto una soluzione simile).

Per il processo ci vorrà un po’ di tempo ma mi è stato detto che potrebbe essere prima del previsto dato che si trovano nella imbarazzante posizione di dover processare altri due compagni (anch’essi accusati per le loro idee libertarie) incarcerati dai primi di quest’anno e che vorrebbero processare insieme a noi.

In Gran Bretagna sta diventando sempre più evidente al cittadino comune che la maschera della liberal-democrazia sta cadendo. I recenti casi, incluso il nostro, hanno messo in evidenza il fatto che la repressione sta emergendo. Essi scivolano nella loro merda e si aggrappano nel vano tentativo di mantenersi in equilibrio.

Nel prossimo numero di “Black Flag” che uscirà fra breve ci saranno i dettagli del caso. Potreste mandarmi alcune copie di A direttamente? Mi interesserebbe molto essere al corrente degli sviluppi del caso Valpreda. Non c’è dubbio che loro (la polizia politica) considerino la Crocenera come una cospirazione internazionale, così che i dettagli evidenziati dalla polizia saranno interessanti anche per voi. Senza dubbio gli stessi saranno passati al Dr. Guida dal Comandante Boud (l’uomo incaricato delle indagini sul nostro caso). Salute a tutti. Stuart

Educazione libertaria

La psicologia di massa ci insegna che fino a quando la struttura caratteriale dell’individuo medio, e quindi delle masse, non viene modificata, è illusorio attendersi una trasformazione sociale effettiva o durevole. Ma solo, appunto, una forma nuova e rivoluzionaria di educazione può consentire uno sviluppo di strutture caratteriali veramente democratiche e libertarie.

Da queste esigenze di rinnovamento dei metodi educativi, avvertite sia in Italia che all’estero, sono nati vari esperimenti.

Oltre alle ormai ben note esperienze condotte dall’SDS tedesco sulle comunità infantili (esaurientemente trattate nel volume “Le comunità infantili” – Ed. Guaraldi – Firenze), altri esperimenti sono iniziati e stanno variamente sorgendo in tutta Italia.

Diamo qui notizia di due iniziative romane, che ci sembrano interessanti e promettenti. La prima è quella portata avanti da una seria e preparata educatrice, Marcella Facchin, che, pur tra mille difficoltà, tenta di applicare i principi libertari che sono alla base della scuola inglese di Summerhill, diretta da A.S. Neill, nella conduzione di un asilo che funziona ormai da due anni.

L’altra è quella iniziata quest’anno (da gennaio a maggio) alla borgata del Trullo. In collaborazione col Centro di Cultura Popolare alcuni educatori hanno aperto un asilo autogestito sul piano organizzativo ed economico dalle famiglie dei bambini. Il bilancio era pubblico, i problemi relativi agli acquisti venivano discussi in assemblea. Dal punto di vista pedagogico gli insegnanti non seguivano un metodo specifico e scientifico ma rispettavano la volontà del fanciullo.

Questi due esperimenti, secondo il giudizio degli educatori che li conducono, hanno il grosso limite che presentano tutti gli asili: il ritorno a casa dei bambini. E in famiglia riprende quasi sempre il processo di condizionamento e di intossicazione.

È alla luce di questo limite che assume particolare significato il progetto di una comunità educativa integrale, comunità nella quale i bambini ed i ragazzi possano passare non solo qualche ora al giorno, ma vivere e convivere in continuazione, autogovernandosi e responsabilizzandosi.

da Liberazione Notizie (M.L.D.)

Il petrolio non si tocca

I duemila operai della compagnia colombiana del petrolio che avevano dichiarato uno sciopero all’inizio del mese di agosto, sono stati duramente repressi. Dopo un tentativo di negoziato sotto la pressione dell’armata, che ne ha approfittato per esercitarsi, (bilancio: un operaio morto e molti feriti) la repressione si è accentuata:1000 operai arrestati, dei quali 100 saranno giudicati dal Consiglio di Guerra.

Perfetti gli anarchici (per la galera)

Bari, 15 ottobre. La Magistratura ha processato 3 anarchici rei di aver occupato il Liceo Artistico, unici denunciati di 600 occupanti. Questa singolare preferenza per gli anarchici dimostra che il potere tende a colpire solo quelle organizzazioni autonome che lottano contro la scuola di classe, lo sfruttamento e la repressione e non per “riformette” o miglioramenti della galera quotidiana. Non importa se poi, come in questo caso, la montatura istruttoria non regge e il processo si risolve con l’assoluzione; 1) perché il fatto non costituisce reato; 2) per non aver commesso il fatto; 3) per insufficienza di prove: resta appieno la funzione intimidatoria, trattandosi di ragazzi, dell’incriminazione.

Suzzara in lotta

La situazione delle fabbriche di Suzzara, prima di arrivare allo sciopero del 22-10, era già precaria: alla Cattini, si sciopera, alla Bormioli 150 operai si trovano l’orario ridotto a 24 ore, mentre i trenta impiegati mantengono il normale orario di lavoro.

Si arriva di questo passo al caso della locale fabbrica OM-FIAT, dove in seguito ad un’azione di protesta dei verniciatori (si parla di sabotaggio, pare cioè che le macchine non fossero verniciate a dovere e con la dovuta proporzione di vernice e d’aria, per protesta contro gli intensi ritmi di lavoro), la direzione della fabbrica, un bel mattino, rimanda a casa gli operai; i sindacati indicono subito uno sciopero di 2 ore dalle 10 alle 12, per il 22-10. Gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale ed il Collettivo Operai-Studenti, indicono uno sciopero per lo stesso giorno con lo scopo di rompere l’atmosfera di intimidazione instaurata dalla preside all’interno della scuola. La maggioranza degli studenti dell’I.T.S. scioperano, (determinante per lo sciopero è stato l’intervento degli studenti anarchici) e aderisce alla manifestazione operaia; nel contempo una parte degli studenti aveva organizzato una assemblea interna con i professori, dove però grazie alla presenza di alcuni compagni operai e professori, le tesi antioperaiste dei fascisti non passano. Per quanto riguarda l’istituto magistrale si registra l’intervento avventato di Lotta Continua che ha semplicemente insuccesso. L’Istituto Arti e Mestieri (per operai) sciopera. Invece l’istituto Agrario di Palidano, a causa della distanza, è rimasto tagliato fuori. Nel pomeriggio si sono riuniti studenti dell’I.T.C., delle Magistrali, di Arti e Mestieri e membri del Collettivo e si è deciso insieme di continuare le riunioni per organizzare una controinformazione sulle lotte operaie e studentesche.

La nazionalizzazione del clero

Roma, 16 ottobre. Se il progetto di legge presentato oggi a Palazzo Madama dal Senatore Celidonio (PSI) sarà approvato, i preti avranno uno stipendio mensile (pagato dallo Stato) di 200.000 lire ed i sacrestani 60.000 lire.

Nel presentare la proposta di legge il “socialista” sen. Celidonio ha detto che essa risolverebbe un “problema sociale” molto sentito in un “paese come il nostro, dove le esigenze di culto rappresentano un servizio sociale”.

Alla fine del secolo scorso Andrea Costa, uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano, scriveva (in una lettera a Celso Ceretti: “… Abolire il prete: va bene! Ma abolire per conseguenza gli atti del prete. Se il prete è un impostore,…

Per Valpreda

Dopo molti anni di assenza di manifestazioni anarchiche di piazza a Trieste, il Gruppo Libertario e il Gruppo Germinal hanno promosso l’11 ottobre nel quartiere popolare di San Giacomo una pubblica riunione sui temi della strage di stato, dell’assassinio di Pinelli, del processo contro Valpreda e gli altri compagni.

L’importanza politica delle bombe di Milano era già stata espressa in un nostro precedente volantino, distribuito in occasione del comizio del boia Almirante a Trieste. In esso si sosteneva che: “Per distruggere il fascismo bisogna distruggere lo stato che, coperto da una parvenza di democraticità, protegge i vari Almirante ed i fascisti esecutori della strage di piazza Fontana a Milano”.

Nel volantino preparatorio alla manifestazione si metteva in evidenza che i vari e pretestuosi rinvii a giudizio contro i compagni incarcerati da due anni, dimostravano con i fatti che si tratta di UN PROCESSO CHE FA PAURA ALLO STATO.

I nostri manifesti affissi in città denunciavano la doppia faccia del sistema che mentre colloca le bombe alla Banca dell’Agricoltura, imprigiona i compagni sicuro di essere riuscito ad eliminare subito il movimento anarchico e poi altri gruppi pericolosi e soprattutto a bloccare le lotte dei lavoratori.

In città molti di questi manifesti sono stati strappati dai fascisti, ma in compenso ne abbiamo affissi a decine di fronte alle scuole e alle fabbriche.

Sul luogo della manifestazione abbiamo trovato ad attenderci alcune decine di poliziotti in borghese che volevano nell’occasione “conoscere” i nuovi compagni e simpatizzanti.

In piazza siamo stati per quasi quattro ore distribuendo migliaia di volantini e parlando con qualche centinaio di persone.

Ha aperto gli interventi il compagno Umberto Tommasini parlando della repressione che storicamente ha colpito il movimento anarchico e del concetto di violenza per il libertari, che non è altro se non legittima difesa contro la violenza statale ed è sempre rivolta verso i rappresentanti dell’autorità e mai contro il popolo o la gente comune.

Sono seguite le analisi sul ruolo del potere economico (padroni e tecnocrati) nelle bombe e nella repressione nonché sulla funzione della polizia e della magistratura che hanno svolto con molto zelo il proprio compito repressivo.

Il compagno Emilio Bagnoli ha poi parlato sul circolo “22 marzo” e le sue caratteristiche politiche ed organizzative mettendo in rilievo che la polizia aveva scelto questo gruppo quale strumento inconsapevole di un generale piano provocatorio e repressivo.

Hanno partecipato al successivo dibattito alcune persone al fine di conoscere meglio l’ipocrita manovra dell’avviso di reato a Calabresi, le nostre posizioni sul sindacato e per ribadire la necessità di un costante lavoro di controinformazione.

Abbiamo inoltre raccolto un centinaio di firme per una lettera ai compagni detenuti.

Il Gruppo Libertario

Dibattito sulla strage di stato

Vercelli, 20 ottobre. Nella cittadella della reazione, roccaforte degli agrari e dei fascisti ha suscitato notevole scalpore la conferenza (organizzata dal locale gruppo anarchico “Luigi Galleani” e dalla F.G.S.I.) sulle bombe di Milano e la morte di Pinelli.

La direzione provinciale del M.S.I. è intervenuta con un nutritissimo lancio (decine di migliaia) di volantini di protesta contro il Comune (“complice” degli anarchici “responsabili della strage”) che aveva concesso l’uso della storica sala Tizzoni. Nonostante il livore dei fascisti la conferenza ha ottenuto un ottimo successo sia a livello di partecipazione sia per l’interesse espresso dai convenuti.

Hanno introdotto il dibattito tre giornalisti: Gabriele Invernizzi de “L’Espresso”, Aldo Lualdi de “L’Avanti” e il nostro collaboratore Emilio Cipriano.

Questa conferenza, che in altre città a più alto livello di politicizzazione, sarebbe passata quasi inosservata, è stata un coraggioso atto politico ed è servita a far circolare notizie ed analisi che se risapute altrove fanno ancora sensazione e scandalo nel feudo di Junio Valerio Borghese.

Un risultato non secondario di questa manifestazione sarà probabilmente la conquista di una maggiore agilità politica da parte del gruppo anarchico vercellese (che ha appena aperto un nuovo circolo), sinora ristretto in un angusto spazio politico dagli arbitri polizieschi, dalle violenze fasciste (cf. A 6) da una sinistra ufficiale (PCI ecc.) arretrata su posizioni di quieto vivere e da una sinistra extra-parlamentare pressoché inesistente ed imbelle.

Sciopero della fame

Roma. Dal 13 al 20 ottobre Augusta Farvo e Fernando Del Grosso, con l’appoggio dei gruppi anarchici romani, hanno effettuato uno sciopero della fame a Porta S. Giovanni con lo scopo di chiedere pubblicamente che sia fissata la data del processo contro i compagni incriminati per le bombe del 12 dicembre 1969 e per impedire che un nuovo crimine venga commesso contro gli imputati in carcere da due anni.

Durante la manifestazione di protesta attuata dai compagni, sono stati distribuiti oltre quarantamila volantini, e molte migliaia di giornali, opuscoli e copie del documento di controinformazione anarchica sulla strage del 12 dicembre.

Licenza di devastazione ai fascisti

Trieste, 14 ottobre. Si è svolto il processo in Corte d’Appello ad alcuni fascisti che nell’agosto del ’70 (vedi “A” n.2) avevano assalito la sede dei Gruppi Libertari locali, spaccando mobili e vetri per essere poi messi “democraticamente” alla porta dal vecchio compagno U. Tommasini. Il Procuratore Generale Franzot ha difeso i fascisti asserendo che essi non sono punibili in quanto gli anarchici non possono sporgere querela (non partecipando alle elezioni, non denunciando l’esistenza delle loro sedi in Prefettura, ecc.). Stia tranquillo Franzot, per questa istigazione a devastare le sedi delle organizzazioni extra-parlamentari. Nessuno di noi si sentirà indignato se lui ha compiuto il suo dovere di bravo gendarme del sistema. Per dovere di cronaca riportiamo la notizia che i giudici meno zelanti del P. G. hanno riconfermato la pena ad un fascistello, l’hanno diminuita di sei mesi ad un altro ed hanno concesso il perdono giudiziale per i rimanenti.

Fascisti Rossi

Catania, 9 ottobre. Durante la Festa dell’Unità, alcuni giovani anarchici sono stati aggrediti da “compagni dirigenti” del pci, tra la disapprovazione generale dei presenti, mentre diffondevano volantini che, al di là di ogni propaganda di parte, denunciavano le manovre reazionarie e fasciste inerenti alle bombe di Milano, al processo Valpreda, alla morte di Pinelli e ai misfatti del franchismo in Spagna.

I “compagni dirigenti” del pci, cercando di mettere a tacere in mezzo alle castronerie folcloristiche le voci di protesta popolare che invocano la vendetta di Pinelli, e la libertà per Valpreda, e accusano i fascisti, i padroni e gli sbirri indiziati per omicidio volontario, dimostrano ancora una volta di tradire le genuine istanze popolari e di essere dalla parte della repubblica dei padroni, delle leggi, delle strutture e dei poliziotti che la mantengono in vita con la violenza.

Aggressione fascista al gruppo Kronstadt di Centocelle

Roma – Centocelle. Il 27 ottobre un nutrito gruppo di fascisti armati di rivoltelle, lanciarazzi, catene e bastoni ha aggredito gli anarchici riuniti nella sede del gruppo Kronstadt.

L’attacco improvviso ed imprevisto ha colto di sorpresa i compagni e prima che questi riuscissero ad organizzare una risposta i fascisti si dileguavano.

Numerosi i compagni contusi o feriti.

Sabato 30 ottobre la risposta degli anarchici romani si è concretizzata in una manifestazione popolare per le vie del quartiere Centocelle.

Nonostante la repressione poliziesca e gli attacchi fascisti l’azione politica e di controinformazione dei gruppi romani continua, articolandosi in sempre nuove iniziative.

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