A rivista anarchica n21 Maggio 1973 Valpreda. a cura della Redazione

Un paio di lettori ci chiedono perché da febbraio quasi non scriviamo più della “Strage di Stato”, mentre sui numeri di novembre e gennaio dicevamo che dalla scarcerazione di Valpreda, Gargamelli e Borghese (con cui lo Stato confessava la sua colpevolezza e l’innocenza dei compagni) la campagna sulla strage avrebbe dovuto ricevere impulso.

Il fatto è che in fase di “stanca” (quanto a novità sul tema), quali sono stati sostanzialmente gli ultimi mesi, una campagna di agitazione avrebbe dovuto basarsi soprattutto sulla partecipazione attiva ed organizzata dei protagonisti della vicenda, cioè di Valpreda e degli altri. Ora sin dai primi giorni della loro scarcerazione, i rapporti di questi compagni (o meglio, di Valpreda e Gargamelli, poiché Borghese s’è del tutto ritirato a vita privata) con il movimento anarchico e soprattutto con le sue componenti organizzate sono stati problematici, per divergenze rilevanti sulla linea da seguire nella campagna, per il giudizio marcatamente negativo che Valpreda e Gargamelli hanno espresso sull’azione svolta dagli anarchici in loro difesa (e sul loro – sul nostro – rifiuto di prestarsi alla strumentalizzazione elettorale del Manifesto), per una volontà espressa a parole e nei fatti da V. e G. a decidere da sè su come quando e con chi presentarsi in pubblico, ed infine per le discutibilissime iniziative ed atteggiamenti “privati”, assunti in questi mesi da V., che data la particolare natura e situazione dell’interessato finiscono con l’assumere valore “pubblico”, cioè se non proprio politico, perlomeno para-politico (così, ad esempio, la concessione di interviste e di servizi fotografici in esclusiva a rotocalchi monarco-fascisti, il matrimonio con bandiere nere, ecc). È chiaro che tutto questo rientra pienamente nel loro diritto; così come rientra però nel diritto dei gruppi e delle federazioni di scindere le loro responsabilità da quelle degli individui che non ne fanno parte. Soprattutto quando, data la loro notorietà, questi tendono ad essere presentati dalla stampa come esponenti rappresentativi del movimento anarchico.

È di qualche giorno fa un comunicato stampa, emesso congiuntamente dalla commissione di corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana (FAI), dai Gruppi Anarchici Federati (GAF) e dalla commissione di corrispondenza dei Gruppi di Iniziativa Anarchica (GIA), che precisa per l’appunto come Valpreda nelle sue iniziative e nelle sue esibizioni politiche e para-politiche non esprima altri che se stesso.

Anche noi, come redazione, condividiamo questa svolta del movimento anarchico organizzato e, piuttosto che criticare Valpreda, preferiamo ed abbiamo preferito non parlarne. Salvo, beninteso, riprendere la grancassa con rinnovato vigore contro il complotto anti-anarchico ed anti-operaio del ’69, quando se ne ripresenterà l’occasione favorevole.

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