A rivista anarchica n25 Novembre Dicembre 1973 La pista tricolore. a cura della Redazione

L’arresto di una banda di squinternati cospiratori veneto-liguri, ex repubblichini e neo-fascisti, ha riaperto sulle pagine dei quotidiani e dei rotocalchi il discorso sulla “strage di stato”, per una serie di collegamenti – accertati o sospettati – tra questi squallidi personaggi ed altri camerati precedentemente saliti alla ribalta della cronaca per storie di bombe, provocazioni, programmi golpisti ed altre amenità del repertorio della destra parlamentare ed extra. In particolare paiono provati collegamenti tra questi squilibrati e la cellula neo-nazista di Freda e Ventura, presunti organizzatori ed esecutori di un certo numero di attentati del ’69 tra i quali le bombe del 25 aprile, quelle dell’agosto sui treni, quelle del 12 dicembre (tutte attribuite agli anarchici).

Da un anno a questa parte, segugi di stato e giornalisti (missini a parte, naturalmente) si sono buttati naso a terra sulla “nuova” (?) feconda pista, la pista “tricolore” (tricolore come il MSI, tricolore come i complici, i conniventi, i mandanti, i finanziatori dei terroristi). Si sono buttati sulla pista fascista quasi con lo stesso zelo (qualcuno certo con minor gusto) con il quale hanno a suo tempo percorso la “pista anarchica”. I risultati, certo, sono nettamente superiori. Per poco che hanno grattato (non certo scavato) la crosta delle responsabilità, hanno già trovato, l’anno scorso, di che indiziare di reato Allegra, Provenza e Catenacci ed ora l’ex capo dell’ufficio politico di Padova, il vice-questore Molino.

Dunque, se ci sono di mezzo questori e vice-questori ed il capo dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero degli Interni, se ci sono di mezzo dei super-sbirri (anche “solo” per occultamento o distruzione di prove), forse anche il buon cittadino lettore del Corriere della Sera può arrivare a pensare (seppur con quattro anni di ritardo) non solo che gli anarchici sono estranei a tutta ‘sta storia di bombe, ma che il filo tricolore che lega tra loro gli episodi di quattro anni di “strategia della tensione” non può essere stato annodato da quattro fascisti, squilibrati o prezzolati, a mezza strada tra la delinquenza (comune e politica) e la farsa…

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