A rivista anarchica n34 Dicembre 1974 Violenza di stato in Germania

A Zurigo, il 25 dello scorso mese, si è tenuta una conferenza indetta dall’avvocato difensore di Holger Meins, il giovane rivoluzionario tedesco imputato, con una quarantina di suoi (presunti) compagni di far parte della Rote Armée Fraktion (Frazione Armata Rossa), più nota con il nome di “banda Baader-Meinhof (che la stampa italiana e tedesca insistono a definire anarchica, malgrado il nome e il programma dichiaratamente marx-leninista). Il 13 settembre i 40 detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza, che al momento in cui scriviamo è ancora in corso: Holger Mains è stato la prima vittima di questo sciopero, anzi lo si deve considerare a tutti gli effetti una vittima della criminalità dello stato (socialdemocratico) tedesco.

Nel corso della conferenza-stampa, l’avvocato ha infatti parlato senza mezzi termini di assassinio ed ha documentato le sue affermazioni portando esempi concreti. Ne riferiamo qui solo qualcuno. Il Ministro regionale della giustizia, Martin, è arrivato al punto di ordinare il blocco della distribuzione dell’acqua agli “scioperanti della fame”, dichiarando che chi non vuole mangiare non ha diritto a bere. Solo l’immediata reazione del collegio di difesa e di parte dell’opinione pubblica ha costretto il boia Martin a ritirare il provvedimento. Sempre sulla scia dell’insegnamento nazista si è posto il medico incaricato di nutrire forzatamente i detenuti; egli si è infatti servito di una cannula di dimensioni pari a quelle del tubo digerente, che ha provocato agli imputati lesioni interne inguaribili. Inoltre essi si trovano nel più rigido isolamento e quando hanno potuto ottenere “l’aria” sono stati condotti a passeggio legati.

Va infine sottolineato che, con il pretesto di stroncare il terrorismo politico, il governo federale sta elaborando un complesso di “leggi eccezionali” libertiche (abolizione del diritto alla segretezza nei colloqui fra imputati politici e avvocati, inasprimento delle pene contro tutti coloro che, con la parola e con gli scritti, propagandino in qualche modo la necessità di ricorrere alla violenza, ecc.). Questa repressione sempre meno “strisciante” e sempre più “scoperta” è già oggi una realtà tangibile, basti citare le colossali operazioni di polizia (retate, intimidazioni, arresti) che nelle ultime settimane hanno avuto come vittime sia gli avvocati della Rote Armée Fraktion, sia più in genere molti militanti della sinistra extra-parlamentare.

La Redazione

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