A rivista anarchica n45 Marzo 1976 Scarcerato Sostre a cura della Redazione

Il compagno nord-americano Martin Sostre è stato liberato il 24 dicembre scorso dopo sette anni di galera. Secondo la condanna inflittagli da un tribunale statunitense nel ’69, sarebbe dovuto rimanere dietro le sbarre per un’altra trentina d’anni.

Di che cosa si era reso “colpevole” Sostre? Secondo la citata sentenza giudiziaria, di spaccio di stupefacenti. In realtà, egli è stato vittima di una cinica montatura poliziesca per “toglierlo dalla circolazione”. Martin Sostre era infatti particolarmente odiato dalle autorità per la sua attività rivoluzionaria, che si era concretizzata – negli anni precedenti la sua incarcerazione – nell’apertura di una libreria, la Afro-American Bookshop, che era presto diventata un centro culturale e militante per le minoranze (etniche e rivoluzionarie) non-integrate nel sistema americano. La polizia, inoltre, lo considerava uno dei promotori dei disordini avvenuti a Buffalo nel ’67. Non avendo la minima prova e non sapendo come arrestarlo, le autorità ne perquisirono la sede e lo sbatterono dentro con la falsa accusa di spaccio di stupefacenti. Abili e cinici come sempre, gli uomini del potere fecero di tutto per “cucirgli addosso” le prove: a tal scopo si servirono di un tale Williams, il quale accettò di testimoniare in tribunale che era stato proprio Martin Sostre a fornirgli l’eroina che la polizia gli aveva trovato addosso. Circa due anni fa, però, fu Williams a dichiarare pubblicamente e per iscritto di aver testimoniato il falso perché ricattato dalla polizia. Nello stesso periodo sono filtrate dal carcere alcune notizie relative alle violenze cui era sottoposto il nostro compagno.

Si era così saputo che Sostre si era rifiutato nel modo più assoluto di farsi fare quell’ispezione anale che i suoi carcerieri cercavano di imporgli: per questo suo atteggiamento fu selvaggiamente pestato. Ma non cedette. Successivamente fu la volta di sette secondini che entrarono nella sua cella per pestarlo. E lo pestarono, tanto da procurargli gravi lesioni. Dopodiché Sostre è stato denunciato per… violenze contro i suoi sette aguzzini!

Sta di fatto che anche Amnesty International ha deciso due anni fa di occuparsi del suo caso, denunciando il comportamento delle autorità carcerarie, della magistratura e della polizia – come si può leggere nel “Rapporto sulla tortura nel mondo” che è uscito anche in italiano lo scorso anno a cura di Amnesty International. Anche il movimento anarchico (soprattutto quello di lingua inglese) si è mosso in favore di Sostre con una campagna di contro-informazione e di denuncia.

La sua liberazione, dunque, deve essere considerata un successo della mobilitazione internazionale.

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