A rivista anarchica n65 Maggio 1978 Libertà per Valitutti di Carla Castelnuovo

Intendo denunciare il tentativo di uccidere la mente e la vitalità di Pasquale Valitutti, detenuto in attesa di giudizio, innocente e gravemente ammalato.

In grave spregio di ogni diritto costituzionale, contro tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani, si vuole distruggere con Valitutti un compagno colpevole di essere anarchico e di esprimere liberamente le sue idee.

Da due mesi sono note ai giudici le sue gravissime condizioni di neurodepressione. La gravità della sua malattia e la sua preesistenza alla carcerazione sono state dimostrate oltre ogni dubbio ed in modo del tutto oggettivo.

I giudici calpestano persino quei pochi diritti che neppure la “legge Reale” ha osato negare: non hanno ancora risposto alla richiesta di libertà provvisoria e neppure hanno sentito il dovere umano e professionale di verificare le condizioni di Pasquale Valitutti.

Ora finalmente grazie al medico del carcere di Volterra Valitutti è stato visitato dal dottor Domenico Pellicanò, il quale confermando le gravissime condizioni di salute di Valitutti rende noto il continuo e progressivo aggravarsi del male in carcere e la sua impossibile curabilità in stato di detenzione.

Tale relazione è stata inviata giovedì 30 marzo anche ai giudici.

Ormai non può più esistere alcun dubbio che si debba immediatamente concedere la libertà provvisoria a Valitutti e ogni ulteriore ritardo servirebbe solo ad evidenziare la volontà persecutoria del potere e sarebbe funzionale al proseguimento della vile operazione distruttiva già da troppo tempo in atto contro Valitutti. E ricordo a chi tentasse di giustificare l’operato del potere alla luce degli ultimi avvenimenti che la costituzione repubblicana ha come scopo fondamentale quello di garantire il diritto alla vita di tutti i cittadini in tutte le situazioni.

Mai nessuno può prendersi il diritto di violare la legge e la costituzione per nessun motivo, tanto meno quando c’è in gioco una vita umana.

Invito tutti quelli che non accettano di diventare complici, neppure taciti, di un siffatto crimine a fare tutto quanto possono per fare conoscere quello che sta avvenendo per fare in ogni modo capire al potere che non può permettersi simili abusi.

Carla Castelnuovo

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