A rivista anarchica n89 Febbraio 1981 Crocenera anarchica a cura della Redazione

A Madrid, nel 1964, la polizia arresta un giovane scozzese, giunto appositamente dall’Inghilterra per organizzare un attentato contro il dittatore Franco. Il giovane ha solo 18 anni, essendo nato nel 1946 a Glasgow, ed è cresciuto nel clima di dura lotta proletaria esistente nel capoluogo scozzese, dove molti minatori continuano da decine di anni a tenere in vita le tradizioni del socialismo libertario. Stuart Christie – così si chiama il giovane anarchico – viene condannato a venti anni di galera dalla corte marziale sotto l’accusa di “banditismo e terrorismo”, prima ancora che l’attentato possa essere tentato. Dopo tre anni di detenzione al Carabanchel, il famigerato carcere madrileno, ed in altri reclusori franchisti, Christie viene liberato nel settembre del 1967, in seguito alle forti pressioni dell’opinione pubblica inglese. Tornato libero a Londra, insieme ad altri compagni fonda l'”Anarchist Black Cross” (Croce Nera Anarchica), un’organizzazione specifica per aiutare i detenuti politici anarchici nelle galere franchiste, tramite l’invio di generi di prima necessità, la pubblicazione dei loro documenti pervenuti clandestinamente, la costante attenzione a tutte le manovre repressive dell’apparato poliziesco del Caudillo. I precedenti storici non mancano.

Già nel 1907 i profughi politici russi avevano organizzato una Croce Rossa Anarchica (più tardi divenuta Croce Nera Anarchica) con lo scopo di aiutare i compagni imprigionati nelle carceri zariste. Dopo la rivoluzione russa del 1917, in cui ebbero tanta parte, gli anarchici si trovarono ad affrontare la repressione bolscevica, che certo non fu meno sanguinaria di quella degli zar deposti; così gli anarchici sfuggiti alle persecuzioni dei nuovi dittatori “rossi” cercarono in ogni modo di comunicare e di aiutare i militanti detenuti, a volte internati nei famigerati campi di lavoro siberiani. La solidarietà internazionalista degli anarchici raggiunse, nel periodo fra le due guerre mondiali, anche le vittime politiche in Italia, in Germania, e soprattutto in Spagna.

A Milano, nei primi mesi del 1969, con quasi involontaria tempestività, sorge la CROCE NERA ANARCHICA che mutua il nome della Black Cross ed intende affiancarsi ad essa ma che subito si trova a dover operare “in casa”. Infatti proprio in quell’epoca iniziava con gli attentati fascisti del 25 aprile (alla Fiera Campionaria ed alla Stazione Centrale di Milano) e con l’arresto di alcuni giovani libertari, la manovra anti-anarchica di provocazione-calunnia-repressione, che doveva culminare sempre a Milano il 12 dicembre dello stesso anno (con la “strage di stato” di Piazza Fontana). Così all’azione pro-Spagna dapprima si affianca, poi la sostituisce quasi completamente l’azione anti-repressiva in Italia, non solo con l’invio di denaro agli arrestati, ma anche e soprattutto con l’organizzazione di manifestazioni di vario genere per sensibilizzare l’opinione pubblica, con la pronta e precisa risposta data alle calunnie diffuse dalla polizia e dai suoi portavoce. La pubblicazione di un bollettino interno del movimento anarchico, di cui sono usciti 9 numeri, ha permesso periodicamente ai compagni interessati di conoscere notizie sulla repressione anti-anarchica e sulle attività della “Croce Nera Anarchica” stessa.

In questa diversificazione di attività (controinformazione interna ed esterna al movimento anarchico), oltre che in maggior dinamismo e tempestività, la “Croce Nera Anarchica” si differenziò dal “Comitato Nazionale Pro Vittime Politiche” (CNPVP), con cui peraltro collaborò fraternamente; quest’ultimo organismo opera da una ventina d’anni in Italia, ma, per sua natura, si limita ad aiutare materialmente gli anarchici incarcerati.

Il lavoro specifico della “Croce Nera Anarchica” si è dimostrato particolarmente utile dopo gli attentati di Milano e Roma del 12 dicembre 1969, che hanno provocato l’accentuarsi della repressione. Il contatto con gli avvocati difensori dei molti compagni incarcerati, i comunicati e le conferenze-stampa sono stati i principali momenti dell’attività “esterna” di questa organizzazione, che ha così contribuito, fra l’altro, a sconfiggere la campagna di calunnie contro Giuseppe Pinelli, scatenata dalla polizia e dalla stampa di regime subito dopo la sua morte. In questo contesto, la “Croce Nera Anarchica” ha bloccato sul nascere un tentativo poliziesco di coinvolgere Pinelli in un traffico d’Armi con la Resistenza greca, smentendo categoricamente, prima ancora che fossero diffuse ufficialmente, queste voci, cosicché questa ennesima provocazione fu subito fatta rientrare. Contemporaneamente la “Croce Nera Anarchica” ha curato la pubblicazione del libro “Le bombe dei padroni” (luglio 1970), organizzando anche la distribuzione, in molti centri grandi e piccoli, del filmato su Pinelli, realizzato dal Comitato dei cineasti contro la repressione; ha inoltre organizzato il viaggio e le conferenze tenute in molte città italiane dal compagno anarco-sindacalista Miguel Garcia Garcia (novembre-dicembre 1970), appena rilasciato dopo vent’anni trascorsi nelle carceri franchiste.

Dopo aver proseguito la sua opera per tutta la campagna di controinformazione e di lotta contro la “verità” di Stato e per la scarcerazione di Valpreda e compagni, proprio in prossimità del raggiungimento di questo obiettivo la CROCENERA ANARCHICA si scioglie, passando a tutti gli effetti la mano al movimento anarchico ed ai suoi organi. Nelle pagine che seguono ripercorriamo il ruolo svolto dalla C.N.A. soprattutto nel suo primo anno, il 1969, attraverso la riproposizione di brani dal suo bollettino – ormai introvabile anche negli archivi (una collezione completa è disponibile in lettura presso il Centro studi libertari “Giuseppe Pinelli”, viale Monza 255, 20125 Milano.

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