Umanità Nova 30 agosto 2009 Francesco Mastrogiovanni. Morte securitaria di un maestro cilentano di Shevek dell’OACN-FAI

Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di Castelnuovo Cilento nato il 2 ottobre 1951, è morto il 4 agosto 2009 nel reparto psichiatrico dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania in circostanze decisamente poco chiare, in conclusione di una vicenda davvero delirante. Secondo la versione ultima (all’inizio si era favoleggiato di una serie di fantomatici incidenti a catena che avrebbe provocato) è stato fermato, con uno spiegamento di mezzi notevole, dalle forze dell’ordine nel suo luogo di vacanza per una ipotetica e per di più banale contravvenzione al codice stradale, essendosi, a dire del Sindaco di Pollica, immesso contromano in una strada. Questi aveva risolto la cosa in maniera a dir poco spropositata, destinandolo al Trattamento Sanitario Obbligatorio e lo faceva accompagnare forzatamente al reparto psichiatrico dell’Ospedale di Vallo della Lucania. La cosa, inoltre, appare al momento del tutto illegale: un TSO necessita obbligatoriamente della richiesta scritta del medico curante del soggetto e di uno specialista dell’ASL di competenza ed entrambe queste cose al momento sembrano mancare all’appello – quanto meno sono state tenute nascoste ad amici e parenti che le richiedevano. Come sia, i responsabili della clinica accettavano il preteso TSO di Mastrogiovanni e lo rinchiudevano in una stanza legandolo ad un letto di contenzione per quattro giorni, sottoponendolo a cure farmacologiche.

Mastrogiovanni, durante l’episodio che aveva preceduto il suo preteso TSO, aveva invocato l’aiuto della titolare del villaggio vacanze, affermando che “in quella clinica l’avrebbero ammazzato”. Durante i quattro giorni della sua contenzione continua al letto della clinica, ai parenti ne è stata impedita la visita. Alla fine, alle 07.20 della mattina del 4 agosto, i medici ne hanno constatato la morte.

La reazione degli amici e dei parenti è stata rabbiosa, ma lucida, e si è accompagnata all’apertura di un’inchiesta giudiziaria basata su gravi ipotesi di reato: ai loro occhi al momento il tutto appare configurarsi come un vero e proprio sequestro di persona accompagnato dalla morte del sequestrato. Al momento, in base agli elementi emersi dai primi momenti dell’indagine (l’autopsia che sembra attribuire la morte ad un edema polmonare dalle cause non meglio identificate, le registrazioni video interne alla clinica, ecc.), sono indagate le persone coinvolte con l’accusa di omicidio colposo.

Ai suoi funerali a Castelnuovo Cilento il 13 agosto 2009, erano presenti oltre duemila persone (Mastrogiovanni, tra l’altro, era un maestro amato dagli alunni e stimato dai colleghi, come risulta dalle varie inchieste giornalistiche). Io l’ho conosciuto esattamente dieci anni fa. Nonostante non militasse in alcun modo più da decenni (negli anni settanta aveva fatto parte del gruppo anarchico di Salerno ed era stato coinvolto nell’episodio Falvella/Marini, restando ferito dagli aggressori fascisti), si riconosceva ancora idealmente nel movimento anarchico, di cui continuava a leggere la stampa e cercava sempre la compagnia di chi era ancora attivo. Alla fine, è stato vittima di quell’autoritarismo politico e sociale, del predominio dei potenti, dell’emarginazione del debole, che aveva combattuto attivamente da giovane e che avrebbe voluto vedere scomparire dalla faccia della terra.

Shevek dell’OACN-FAI

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