Umanità Nova n9 marzo 2010 Ancona: campi di concentramento e foibe da una corrispondenza dell’ Archivio Nazionale USI-AIT

Ottima la riuscita dell’iniziativa del 27 febbraio promossa presso i locali dell’ANPI dall’Archivio Nazionale dell’USI-AIT e dal Circolo Anarchico “Malatesta”. Per la prima volta ad Ancona si è potuta affrontare in modo documentato e corretto una tematica difficile: “dai campi di concentramento fascisti nella Jugoslavia occupata alla disinformazione sulle foibe”. Relatrice d’eccezione Alessandra Kersevan (coordinatrice di “Resistenza storica”), ricercatrice e una dei maggiori storici su questi temi. Sapevamo delle possibili difficoltà che avremo potuto incontrare. Conferenze come queste, e la presenza stessa della Kersevan hanno spesso scatenato la contestazione dell’iniziativa da parte dell’estrema destra (l’anno scorso a Fermo ne abbiamo avuto un esempio coi fascistelli in piazza con grida e striscioni). Non ci stupisce, in un clima di revisionismo storico (voluto sia dalle destra che dalla sinistra istituzionale) che getta fango sulla resistenza e rivaluta i criminali fascisti, che sia difficile oggi in Italia portare avanti iniziative come quella che abbiamo fatto ad Ancona. Abbiamo voluto sottolineare come, in coincidenza con l’istituzione governativa del “giorno del ricordo” (legge 30 marzo 2004, n.92) vi sia la necessità di diffidare della disinformazione di regime e di non nascondere il passato mettendo invece in discussione i tanti tabù imposti dal potere (abbiamo detto “per non trasformare la ferita in cancrena”) per cercare di comprendere, senza condizionamenti di parte, una realtà difficile e complessa che appartiene al nostro passato ma che condiziona il nostro presente e il nostro futuro. Circa un centinaio i presenti. Dopo l’introduzione di Mariella dell’USI, Alessandra Kersevan ha illustrato come l’avvento del fascismo in Italia, l’occupazione di terre dalmate e slovene, è stata causa di persecuzioni, di cancellazioni di lingue, culture e identità, di eccidi (tra cui incendi di villaggi e fucilazioni di massa) contro quei popoli che non volevano sottomettersi alle leggi razziali e alla violenza dello squadrismo e dell’esercito italiano. Profonda è stata l’analisi delle Kersevan della deportazione degli sloveni (e anche di croati) in terribili campi di concentramento fascisti. Sulla questione delle foibe Alessandra ha documentato come la realtà sia molto diversa e distante dalla disinformazione imposta (per legge di stato) dal regime. Senza negare alcune violenze ingiustificate e degli aspetti negativi che sicuramente ci sono stati anche in campo partigiano, la relatrice ha ridimensionato, con dati oggettivi, i fatti accaduti prima in Istria nel 1943 e poi a Trieste e Gorizia nel 1945 dimostrando come non fu affatto un’eliminazione etnica della componente italiana bensì (nella stragrande maggioranza dei casi) vennero colpiti i fascisti responsabili di soprusi e violenze e i loro collaboratori. Una giornata importante per Ancona, per la verità e la memoria storica, per l’antifascismo.

da una corrispondenza dell’ Archivio Nazionale USI-AIT

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