Umanità Nova n28 settembre 2010 Nick e Bart: giustiziati da un giustiziere di TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

È davvero incredibile quello che è successo pochi giorni fa a Torremaggiore (Fg), il paese dove nacque Nicola Sacco che – con Bartolomeo Vanzetti – fu giustiziato innocente sulla sedia elettrica nel 1927 negli U.S.A. Gli animatori dell’associazione onlus denominata “Sacco&Vanzetti” hanno pensato bene di fare inaugurare la loro nuova sede al leader di “Italia dei Valori”, Antonio Di Pietro. Come se non bastasse, proprio quei locali saranno anche la sede della sezione IdV di Torremaggiore intitolata, manco a dirlo, proprio a Sacco e Vanzetti. Ed è così che in quello che loro chiamano Memorial Day (ovvero il 23 agosto, giorno dell’esecuzione capitale dei due anarchici), è stata consumata un’allucinante operazione di opportunismo politico condita da un’inqualificabile strumentalizzazione della memoria di Sacco e Vanzetti. Antonio Di Pietro, a favore di telecamere, ha naturalmente fatto il suo mestiere: «Sono molto onorato e orgoglioso – ha detto Di Pietro ai giornalisti – perché quella di Sacco e Vanzetti è una storia umana, politica e di libertà, pagata con la vita. Questo dimostra che a volte ci vuole il tempo per fare giustizia, ma la giustizia arriva. Oggi si vuol far credere che il male del nostro Paese sia dei giudici che hanno scoperto i reati, e non di coloro che li hanno commessi». Dopo di che, a Di Pietro è stato pure consegnato un premio «per l’impegno in difesa della legalità e della giustizia». La vicenda ha suscitato lo sdegno di Giuseppe Galzerano, che in una lettera aperta indirizzata all’associazione “Sacco&Vanzetti” – condivisibile dalla prima all’ultima parola – ha espresso le sue critiche a questo scempio. Vale la pena di riportarne un ampio stralcio: «Certo, non possiamo impedire all’on. Di Pietro di inaugurare, né ai cittadini di Torremaggiore di intestare un’associazione ai nostri compagni, dei quali nulla o pochissimo sanno. In quest’Italia, che è ormai alla deriva e dove non c’è più né politica né cultura, tutto è possibile. Però ciò non ci può impedire di dire la nostra opinione. Nonostante la loro purezza, la loro abnegazione e i loro sacrifici, gli anarchici – uomini contro il potere e contro lo Stato – dagli uomini di potere sono stati sempre ritenuti e trattati alla stregua di violenti e di delinquenti, ma ciò nonostante diventano “buoni” non appena possono essere piegati ai propri interessi di bottega.

La questione è una questione di coerenza e Di Pietro nulla a che fare con la storia di Nicola Sacco e di Bartolomeo Vanzetti. Anzi, giustizialista com’è, sono convinto che fosse stato giudice a quei tempi li avrebbe pesantemente condannati, oggi invece sfrutta il loro nome a fini elettorali, per carpire il consenso elettorale, mentre i due nostri compagni erano – come tutti gli anarchici – astensionisti. Difatti dopo aver accennato fugacemente a Sacco e Vanzetti, sfrutta immediatamente il loro caso per parlare dei giudici». Debolissima la replica del presidente dell’associazione Matteo Marolla, che – nel difendere a spada tratta Di Pietro – rimprovera a Galzerano il fatto di non essersi informato meglio e, dunque, di non sapere che alla cerimonia sono intervenuti anche Michele Rizzi, coordinatore regionale del Partito di Alternativa Comunista (sic!), alcuni esponenti dell’associazione antimafia Libera (ri-sic!) e che moltissimi altri «illustrissimi politici» seppur invitati, non sono venuti e non hanno nemmeno risposto (ri-ri-sic!).

Insomma, Matteo Marolla dimostra di non aver colto il senso della critica di Galzerano proprio quando sostiene, abbastanza nervosamente, che il copyright su Sacco e Vanzetti non ce l’ha nessuno, nemmeno il Movimento Anarchico. A questo punto, ci verrebbe da dire che il copyright sui nostri compagni Sacco e Vanzetti non ce l’ha nemmeno Di Pietro. Eppure, alla faccia di ogni buon gusto e di ogni coerenza etica, il nome dei due anarchici, ammazzati dalla giustizia borghese e dallo stato, viene messo a disposizione di un partito fondato proprio sull’esaltazione della giustizia borghese e dello stato. Semplicemente vergognoso.

TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

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