Umanità Nova n33 ottobre 2010 Gallico (RC) 26 settembre 2010 Gli anarchici non dimenticano Angelo, Annelise, Franco, Gianni, Luigi di L’incaricato

Il 26 settembre 1970 cinque anarchici calabresi morivano in un “incidente stradale” sull’autostrada del sole, tra Napoli e Roma, all’altezza di Ferentino. La stranezza de “l’incidente” destò già all’epoca tantissimi interrogativi e continua a destarli tutt’oggi. Nel 1970 Reggio Calabria era interessata da una forte ribellione di massa che metteva a nudo le misere condizioni del popolo calabrese, una ribellione però che ben presto finì nelle maglie dell’allora cosiddetta “strategia della tensione” e strumentalizzata dai “boia chi molla”, manovalanza degli intrighi che vedevano artefici i servizi nostrani e la cia, organi dello stato (polizia, carabinieri, ecc.), settori padronali e politici che sedevano in parlamento e nei governi che all’epoca si succedevano; intrighi che provocarono una lunga serie di stragi (inaugurata dalla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969) e centinaia e centinaia di morti, di cui ancora oggi non si conoscono i nomi degli autori.

Il 22 luglio 1970, nel pieno della rivolta di Reggio Calabria il treno direttissimo Palermo-Torino (detto Treno del Sole) si vede costretto a deragliare a poche centinaia di metri dalla stazione di Gioia Tauro: è strage, 6 i morti e più di settanta i feriti.

“La Rivolta degli sciacalli” è il titolo di un volantino che Angelo, Annelise, Franco, Gianni distribuivano in quei giorni, un volantino che voleva per l’appunto stigmatizzare la strumentalizzazione che gli “sciacalli” stavano operando su una ribellione di massa genuinamente sociale, quegli “sciacalli” che si annidavano tutti nelle istituzioni palesi e segrete dello Stato e del sistema di dominio in genere. Il 26 settembre 1970 Angelo, Annelise, Franco, Gianni e Luigi di Cosenza morivano sull’A3 mentre andavano a Roma.

Il 26 settembre 2010 a quarant’anni di distanza dalla loro morte, a Gallico (RC), presso il Csoa A Cartella, a ricordarli con un’apposita iniziativa, organizzata dalla Federazione Anarchica Siciliana, dagli Anarchici Reggini, dai Gruppi Anarchici Cosentini, sono soprattutto gli interventi degli Anarchici del Gruppo B. Misefari, artefici insieme a Angelo, Annelise, Franco, Gianni, Luigi delle esperienze di lotta, delle battaglie e delle iniziative sociali di quegli anni sul territorio.

Interventi non di circostanza, perché provenienti dal cuore; interventi inframmezzati dalla commozione che a ricordi aggiungevano ricordi, a volte contrastanti, a volte polemici, a volte rabbiosi, a volte dolci, ma tutti belli e coinvolgenti come quello dell’avv. Pino Morabito, sempre al fianco dei nostri compagni per assisterli, e sempre gratis come qualcuno ebbe modo di ricordare, nelle vicende giudiziarie che li vedevano coinvolti.

Quattro ore di confronto, testimonianze, dibattito che difficilmente i presenti riusciranno a dimenticare, perché le parole uscivano dalla bocca ma provenivano dalle viscere, dal cuore di coloro che ebbero modo di vivere quell’epoca ma anche dalle viscere e dal cuore di coloro che grazie a questa giornata hanno avuto modo di sentirsi immersi in quegli anni pieni di lotte, utopia e speranze; quattro ore di confronto, testimonianze, dibattito senza dubbio anche stimolanti perché hanno fatto comprendere ai presenti che su Angelo, Annelise, Franco, Gianni, Luigi, sulla stranezza de “l’incidente” che li ha assassinati e sulle lotte degli anarchici calabresi di quegli anni c’è molto, molto da scrivere e da consegnare alla storia.

Altrettanto interessanti e toccanti si sono rivelati gli altri interventi, come la presentazione di Pino Vermiglio, la relazione storica di Natale Musarra e le conclusioni di Domenico Liguori che si sono soprattutto soffermate sull’impegno degli anarchici nell’oggi. Bello e molto partecipato il concerto dei suonatori libertari calabresi, che ha concluso questa giornata ricca di così tante emozioni e confronto.

Un grande e sincero grazie riteniamo infine che vada senz’altro rivolto alle compagne e ai compagni del Csoa A Cartella che hanno sentitamente ospitato l’iniziativa.

In contemporanea un’analoga iniziativa si è svolta nella città di Frosinone (vedi UN n. 32).

L’incaricato

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