Umanità Nova n42 dicembre 2010 Piazza Fontana: salvati in 9 cd gli atti processuali digitalizzati di Angelo Pagliaro

Noi credevamo e crediamo che si possa ancora arrivare alla verità sulla strage di Piazza Fontana e la notizia che ci giunge, da Catanzaro, ci riempie di fiducia.

Gli atti del processo per la strage alla Banca dell’Agricoltura (12 dicembre 1969) contenenti le deposizioni, le istruttorie, gli interrogatori e centinaia di foto conservati nella sezione C dell’Archivio del Tribunale di Catanzaro, sono stati sottratti alle muffe e alla polvere dei faldoni abbandonati all’umidità per oltre quarant’anni e raccolti e digitalizzati in 9 cd. Ci son voluti tre anni per catalogare milioni di pagine divise in quattro archivi, in centinaia di faldoni in cui i documenti erano stati inseriti senza alcun ordine. Il salvataggio degli atti, a rischio di deterioramento, è dovuto alla sensibilità di Maria Itri, una studentessa padovana che nel 2004, alle prese con la sua tesi di laurea, scoprì lo stato di disordine e di degrado in cui versavano gli atti processuali. La segnalazione della studentessa venne raccolta da “il Quotidiano della Calabria” e dall’associazione “Altra Catanzaro” che chiamarono alla mobilitazione intellettuali, giornalisti e storici in gran parte calabresi. Salvando le carte del processo si è salvato quello che gli studiosi definiscono il “vincolo archivistico”, ossia quel legame che rende il singolo documento parte di un mosaico, inserito in una rete di relazioni necessarie e significative per capire la realtà e le finalità per il quale è stato prodotto.

Finalmente un risultato positivo ottenuto scandagliando i sotterranei del Tribunale di Catanzaro vero e proprio “luogo della memoria”, in cui il processo venne trasferito, nel 1972, per motivi di ordine pubblico. In questi quarant’anni che ci separano dalla strage, sono state molteplici le iniziative e le richieste di aprire gli archivi e di sottrarre all’oblio la documentazione. Il “Corriere della Sera”, anni fa, aveva dichiarato la disponibilità a promuovere una sottoscrizione e l’associazione familiari delle vittime di Piazza Fontana si era impegnata ad acquistare i macchinari utili per informatizzare i documenti riguardanti tutte le altre stragi che hanno insanguinato l’Italia.

L’archivio digitale è stato presentato venerdì 26 novembre a Catanzaro in occasione del convegno “Da Piazza Fontana a oggi: i documenti, le trame, i processi”, organizzato dall’associazione forense “Diritto di difesa” e dal circolo culturale “Augusto Placanica”. All’iniziativa ha partecipato, tra gli altri, il giudice Guido Salvini, magistrato milanese che alla fine degli anni ottanta riaprì le indagini sulla strage. La restituzione alla collettività della memoria, “delle nostre radici” come le ha definite Fabio Cuzzola, consentirà le opportune verifiche su nuovi elementi forse in grado di riaprire il caso in questo Paese, dove archiviare è diventato sinonimo di insabbiare, di dimenticare.

Angelo Pagliaro

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