da Le Bombe dei Padroni (luglio 1970) Torture in Questura

Quello che leggerò è parte di un verbale di interrogatorio di uno dei compagni arrestati sotto l’accusa di aver partecipato agli attentati del 25 aprile 1969. Pur non esistendo nessuna prova a carico e pur essendo emersa la responsabilità fascista degli attentati, 4 compagni hanno già fatto un anno di carcere preventivo. Per tenerli in galera si è tentato di costruire prove false: il modo viene denunciato dal verbale. Altro particolare interessante è che i poliziotti accusati di torture sono gli stessi presenti all’interrogatorio ed al «suicidio» di Pinelli. Anche di queste violenze dovranno rispondere, ricordiamoci i loro nomi: Zagari, Panessa, Calabresi, Mucilli. Gliela faremo pagare.

«Dichiaro i motivi per cui i verbali da me precedenmente firmati sono completamente falsi. Per tre giorni in Questura sono rimasto senza dormire e mi veniva imposto di stare in piedi quando le mie risposte non corrispondevano alla volontà degli agenti. Essi non hanno cessato un minuto di interrogarmi e per questo si davano il cambio. Solo al terzo giorno mi è stato concesso di mangiare; ho dovuto affrontare un viaggio di notte da Pisa a Milano, ero intirizzito perchè non avevo con me indumenti caldi. Ma quello che più ha influito nel farmi firmare i verbali scritti dalla polizia sono state le percosse e le minacce. Era la prima volta che subivo violenza fisica. Sono stato schiaffeggiato, colpito alla nuca, preso a pugni, mi venivano tirati i capelli e torti i nervi del collo. Rendeva più terribile le percosse il fatto che avvenivano all’improvviso dopo aver fatto chiudere le inposte, e venivo colpito al buio. In particolare ricordo di essere stato colpito dal Dr. Zagari che mi accolse al mio arrivo da Pisa alle 3 di notte con una nutrita scarica di schiaffi, e dagli agenti Mucilli e Pallessa. Quanto alle minacce, consistevano nel terrorizzarmi anunciandomi, codice alla mano, a quanti anni di carcere avrei potuto essere stato condannato, cioè fino a venti anni. Tali minacce mi furono ripetute in Carcere da parte del Dr. Calabresi».

(Ringraziamo il compagno Pippo di Sicilia Libertaria per averci aiutato a reperire una copia dell’ormai introvabile libro di Crocenera Anarchica, Le bombe dei padroni, Biblioteca delle collane Anteo e Rivolta, 1970 senza il quale questa testimonianza non avrebbe potuto essere riportata)

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