Umanità Nova n16 maggio 2011 Ricordare Serantini: riflettere sull’oggi di Luca

Si è svolta il 7 maggio 2011 a Pisa una manifestazione in memoria di Franco Serantini, anarchico ucciso dalle forze di polizia durante una contestazione ad un comizio fascista nel 1972.

La giornata ha visto la partecipazione di molte associazioni e gruppi pisani ed è stata significativa la presenza ed il contributo delle anarchiche e degli anarchici che hanno costruito e partecipato alla giornata. I compagni di Livorno hanno partecipato con uno striscione contro la repressione per far emergere il teorema repressivo che sta colpendo i compagni/e fiorentini/e, mentre altri gruppi come il Kronstadt Toscano hanno dato il loro contributo sia nell’organizzazione della piazza che nell’organizzazione del corteo che si è mosso da piazza San Silvestro, per noi piazza Serantini, verso la festa del Distretto di Economia Solidale, presente in questi giorni a Pisa. In piazza i/le compagni/e del collettivo Antipsichiatrico e Zone del silenzio hanno esposto una mostra sugli omicidi e la repressione di stato. Si è voluto così denunciare la condizione degli uomini e delle donne migranti rinchiusi nei Centri di Identificazione ed Espulsione; gli episodi di percosse e violenze subite in carcere da parte di molte vittime di Stato, alcuni con tragici epiloghi, come nel caso di Marcello Lonzi; le ingiustizie e la repressione che subiscono costantemente uomini e donne negli Opg, anche in questo caso fino ad incontrare la morte come mostra la vicenda di Mastrogiovanni. La presenza in piazza Serantini ha avuto inoltre lo scopo di avvire un percorso più lungo di mobilitazione contro la variante urbanistica decisa dal comune di Pisa che prevede il taglio di tutti i pini della piazza in una delle poche aree verdi del centro città, la cementificazione di tutta l’area, l’installazione di un obelisco in omaggio alla Scuola Superiore Normale di Pisa e lo spostamento della lapide a Serantini, attualmente situata al centro della piazza. Con questa iniziativa abbiamo anche voluto affermare l’importanza culturale della memoria collettiva, per contrastare le pretese egemonie su ciò che è cultura con la C maiuscola e ciò che non lo è. Come di fatto ha cercato di fare la Scuola Normale, almeno per quanto riguarda il caso di piazza Serantini. Infatti a 39 anni dall’assassinio di Franco, ricordare il 7 maggio 1972, data ufficiale della sua morte, potrebbe sembrare sterile retorica o una semplice ricorrenza. È invece necessario, oggi ancora più di ieri, rammentare la sua morte, per continuare a tenere viva, non solo la memoria storica ma la volontà di lottare per un mondo diverso, per una società migliore: antiautoritaria, egualitaria, libera. Oggi ricordare è fondamentale per impedire che per fini meramente auto-celebrativi, le istituzioni (Scuola Normale Superiore di Pisa, coadiuvata dal Comune) cancellino la memoria storica e politica della città. Questa opera di rimozione serve solo alle istituzioni per agire indisturbate ed in un clima di pacificazione sociale nella realizzazione dei loro interessi, puramente speculativi, almeno per ciò che concerne il caso delle 60 varianti urbanistiche promosse dal Comune di Pisa, in cui rientrano anche le modifiche a piazza Serantini. L’unica proposta del comune risulta ancora una volta quella di una città vetrina svuotata da qualsiasi valore sociale, storico e culturale.

Siamo scesi in piazza nuovamente il 7 maggio per ribadire che per noi piazza San Silvestro è già Piazza Serantini.

Luca

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