Umanità Nova n20 giugno 2011 Processo Mastrogiovanni Il racconto di una giovane ricoverata di Angelo Pagliaro

Il racconto di una giovane ricoverata: oltre ai maltrattamenti ho dovuto subire anche delle avances.

Martedì 31 maggio 2011, a partire dalle ore 15.30, si è svolta, presso il Tribunale di Vallo della Lucania, la quinta udienza del Processo che vede imputati diciotto tra medici e infermieri dell’ospedale di Vallo della Lucania (Sa) per la morte del maestro libertario Francesco Mastrogiovanni, avvenuta nell’agosto 2009 dopo oltre 82 ore di contenzione illegittima e disumana.

La Presidente del tribunale, Dr.ssa Elisabetta Garzo, avrebbe dovuto ascoltare i due consulenti tecnici d’ufficio: Giuseppe Ortano, psichiatra del Centro Igiene Mentale di Aversa (CE) e Adamo Maiese (medico legale). Vista l’assenza, per motivi di salute del Dr. Ortano, il giudice, d’accordo con i legali di tutte le parti, ha rinviato alla prossima udienza l’esame contestuale dei due medici.

Solo due dei quattro pazienti chiamati a testimoniare si sono presentati all’udienza: un giovane che, arrivato in aula piangendo, ha affermato di voler dire altre cose che non ha detto nel corso dell’interrogatorio svolto dai carabinieri e una giovane mamma. La Presidente Garzo ha esonerato dalla deposizione il ragazzo, in evidente difficoltà, facendo presente che si sarebbero attenuti alla testimonianza resa ai carabinieri, mentre ha ascoltato la drammatica deposizione della giovane mamma.

Dal racconto della donna è emerso un quadro terribile e agghiacciante della situazione dell’ospedale vallese. La giovane, con lucidità, serenità, pacatezza e senza un filo di rancore ha testimoniato l’orrore praticato dai medici e dagli infermieri del reparto di psichiatria di Vallo della Lucania, parlando di comportamenti inaccettabili del personale infermieristico, facendo anche i loro nomi.

Come in un film dell’orrore ha raccontato – nel silenzio partecipato del pubblico – dell’infermiere che sfonda la porta del bagno, chiusa a chiave, la afferra violentemente e la trascina di peso per il corridoio. In un’altra occasione ha dichiarato di essere stata costretta a un corpo a corpo con un infermiere prima di essere sedata. Ha denunziato, inoltre, di aver ricevuto avances da parte di un infermiere che le preannunciò una visita alla mezzanotte in punto. La giovane ha riferito in aula che, in quell’occasione, ebbe tantissima paura e passò la notte pregando.

Ha poi raccontato di essere stata contenuta ai polsi e negli intervalli tra una contenzione e l’altra, passeggiando nel reparto, ha visto persone contenute che venivano visitate raramente dal personale medico e, come se non bastasse, al pari di Grazia Serra (nipote di Mastrogiovanni), ad alcune sue amiche non è stato consentito di farle visita. Al P.M., Renato Martuscelli, che ha chiesto alla teste notizie sulla diagnosi formulata dai medici, la giovane signora ha risposto: “A volte hanno parlato di una cosa e a volte di un’altra” e ancora oggi la psichiatria non è stata in grado di aiutarla a rispondere alla domanda: “Sono sana o malata di mente?”, facendo presente che continua regolarmente la sua vita di mamma, di moglie e di figlia accudendo giorno e notte la madre ammalata e allettata, senza sbagliare mai la somministrazione delle medicine.

Tra lo sconcerto dei familiari, amici e compagni di Francesco Mastrogiovanni uno dei legali degli imputati ha sollevato un incidente: ai sensi dell’art 196 c.p.p. ha chiesto al Presidente del Tribunale di accertare la capacità di testimoniare della teste. La Presidente Garzo ha rigettato la richiesta del legale facendo presente che l’ultimo ricovero della signora risale al 2008 e sottolineando che, nel corso della deposizione, la giovane mamma ha dimostrato non solo di avere capacità di testimoniare, ma di sapersi esprimersi e interagire alle varie domande.

La prossima udienza è prevista per il 14 giugno 2011.

Angelo Pagliaro

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