Umanità Nova n27 ottobre 2011 Ribelli senza congedo di Andrea Staid

E’ da poco uscita la ristampa dell’ottimo saggio di Marco Rossi, Ribelli senza congedo edito da Zero in condotta.

Ancora una volta M.R. ci regala un lavoro di ricerca sulla storia dell’antifascismo militante, sulla storia di chi non ha vinto ma che merita di essere studiato, ricordato e analizzato.

M.R. ha scritto vari testi, io sono molto legato al suo Arditi non gendarmi edito da BFS, ottimo saggio sulla storia dimenticata degli Arditi del popolo. Dal mio punto di vista le storie partigiane raccontate in questo suo ultimo lavoro di ricerca storica possono essere lette come un continuo di quella lotta antifascista senza se e senza ma iniziata da Argo Secondari e i suoi compagni nel lontano 1921.

Ribelli senza congedo è la storia di chi non ha visto nel 25 Aprile del 1945 la fine della lotta antifascista. Questa è una data considerata e celebrata come l’anniversario della Liberazione, ma secondo M.R. permangono ancora molti equivoci e rimozioni, dettate da un evidente utilizzo politico della storia, sino al punto di ventilare la cancellazione di tale festa per sancire la conclusione della guerra che vide gli italiani combattersi su fronti opposti.

La principale mistificazione riguarda proprio la data stessa del 25 Aprile con cui si vorrebbe far iniziare e concludere l’insurrezione popolare contro il fascismo e l’occupazione nazista, negando che quella guerra civile e sociale aveva un “prima” e, soprattutto, che conobbe un “dopo” tutt’altro che composto e riconciliato sotto la bandiera della cosiddetta pacificazione nazionale.

Uno dei fatti che contraddicono palesemente questa rassicurante ricostruzione del passato è l’esperienza, comune a migliaia di partigiani che, a distanza di poco più di un anno dalla Liberazione, tornarono in montagna “per rifiuto di abitare nella Repubblica che mitraglia i contadini, libera i fascisti e mette gli operai alla disoccupazione”.

Tali insorgenze, nonostante le considerevoli dimensioni raggiunte, rimangono a tutt’oggi una parentesi pressoché ignorata e sconosciuta, a causa dell’evidente dissonanza che rappresentò e ancora rappresenta per la storia ufficiale della Resistenza.

Con questo saggio M.R. fa chiarezza su le storie dei partigiani che non si sono arresi alle decisioni calate dall’alto dal CLN e conferma il suo interesse per la storia dell’antifascismo militante prima e dopo la resistenza 43\45, perché per gli anarchici e libertari è difficile rinchiudere in un arco temporale la lotta antifascista.

Andrea Staid 

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