5 gennaio 1970 Circolare interna riservata Anarchici di Milano su Pinelli e Valpreda

CIRCOLARE: INTERNA RISERVATA

DICHIARAZIONE DEGLI ANARCHICI DI MILANO

Premessa

Quella che definiamo nei punti seguenti è la posizione unitaria assunta dagli anarchici di Milano di fronte ai fatti recenti.

Sottolineiamo che il nostro atteggiamento di fondo, fin dal 12 dicembre, è sempre stato sostanzialmente unanime, confermando e continuando l’atteggiamento già assunto dal 25 aprile in poi sulla natura provocatoria degli attentati che a partire dallo stesso 25 aprile si sono susseguiti in Italia, sulla loro funzione politica e sulla repressione (conf. i volantini, i manifesti, i comunicati stampa, i numeri 1 2 3 e 4 del bollettino “Croce nera Anarchica”).

 

 

 

Dichiarazione

1) Il compagno Giuseppe Pinelli (stimato militante dei gruppi anarchici Bandiera Nera ed inoltre membro attivo della Crocenera anarchica e del circolo Ponte della Ghisolfa) non si è ucciso. Egli è stato, direttamente o indirettamente, ammazzato. Tutto quello che la stampa, per suggerimento della Questura, può dire o aver detto per giustificare la tesi del suicidio è pura menzogna.

2) Pietro Valpreda è innocente ed è anarchico da oltre dieci anni (anche se da quasi un anno si era posto ai margini del movimento per certi suoi discutibili atteggiamenti). Egli pertanto deve in questa occasione essere difeso apertamente e senza riserve, rimandando ad altro momento il giudizio su oscurità che l  o riguardano ma che non hanno attinenza con le accuse che gli sono state rivolte.

3) Anche il gruppo XXII marzo di Roma è secondo ogni apparenza e fino a prova contraria estraneo agli attentati. Il giudizio politico su questo gruppo, la discutibilità delle loro tesi, l’ambiguità di alcuni suoi componenti (secondo 1a stampa o secondo la denuncia dei compagni dei gruppi F.A.I. – F.A.G.I. di Roma) non devono determinare il nostro giudizio sulla loro colpevolezza.

4) La manovra antianarchica (basata sulle azioni provocatorie, sulle persecuzioni poliziesche e sulla diffamazione giornalistica) culminata con la strage di P.za Fontana, con gli arresti, i fermi, le perquisizioni, le denunce e con la violentissima, calunniosa campagna di stampa, è stata come previsto; l’inizio di una più vasta manovra repressiva contro tutta l’opposizione extra-parlamentare ed extra-sindacale.

E’ chiaro, ora, che questa manovra è servita anziché al paventato colpo di Stato (forse agitato volutamente per nascondere quello che frattanto stava succedendo) ad una “legale” involuzione autoritaria. E’ cioè servita non ai colonnelli ed al fascismo tradizionale, ma alla socialdemocrazia, la quale può spesso servire alla repressione antirivoluzionaria meglio di un regime scopertamente reazionario.

La connessione da più parti individuata tra elementi fascisti nostrani e greci (in particolare esistono le prove riguardo alla partecipazione greca agli attentati del 25 aprile) non è assolutamente in contrasto con l’analisi politica sugli attentati. E’ infatti certo che l’imperialismo americano che appoggia il regime dei greci ha, insieme a loro, interesse al governo forte in Italia ma, valutando che la situazione politica interna non potrebbe sopportare un colpo di Stato aperto, deve mascherarlo con la socialdemocrazia

GLI ANARCHICI DI MILANO

Milano 5/1/’70

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