Lotta Continua 21 febbraio 1970 n 5 Per un’indagine su un commissario al di sopra di ogni sospetto

 i muri di Milano: Vendetta per Pinelli

Il nostro giudizio politico sulla strage di piazza Fontana l’abbiamo scritto più volte a chiare lettere. Gli avvenimenti successivi non hanno fatto altro che confermare ed arricchire di elementi nuovi il nostro discorso. Ed è un discorso che pensiamo debba essere continuamente ripreso e approfondito perché sappiamo bene che dietro le bombe non ci sta solamente la figura di un assassino o di un pazzo, ma un piano politico ampio e generale in cui, con ruoli diversi ma interconnessi, assolvono la loro funzione i mandanti internazionali e locali della destra economica e politica, i presidenti delle repubbliche «vivamente addolorati e pensosi», i defenestratori, i falsi anarchici e i confidenti cosi come i giornalisti progressisti che scoprono con terrore che qualcuno vuole attentare alla costituzione e i partiti resistenziali che attorno ad essa vogliono fare quadrato; per non parlare degli opportunisti extraparlamentari che (unici forse in Italia ad aver creduto che fossero stati davvero gli anarchici a fare gli attentati) hanno ignorato completamente gli avvenimenti, ritenendoli «affari loro» (degli anarchici e della polizia appunto).

Scrivevamo 2 mesi fa che «c’è un rapporto inequivocabile fra lo sviluppo della lotta operaia e proletaria e la scalata terroristica che mira a ricattarla, a deviarla a confonderla».

È per questo che noi crediamo importante parlare ancora della strage e continueremo a farlo.

Il sapere che dietro Calabrese e dietro Saragat ci sono forze ancora più potenti, i Sifar locali e internazionali, i criminali politici (quelli con la benda nera sull’occhio e quelli senza), le alleanze imperialistiche, se da un lato può giustamente preoccuparci a livello individuale e fisico (può esserci una finestra aperta nel nostro futuro), d’altra parte ci deve spingere a un maggior impegno nella denuncia. Non è nascondendoci o fingendo di ignorare l’ampiezza del fronte avversario che potremo resistere ad esso e passare all’offensiva. Dobbiamo impedire che, dopo quella del falso pietismo, cali sulla strage di piazza Fontana la comoda cortina della noia e dell’indifferenza; dobbiamo impedire che Pinelli diventi un numero nelle statistiche dei suicidi quotidiani; dobbiamo far sapere a tutti che il capitalismo continua a uccidere non solo quotidianamente nelle fabbriche, ma anche con le bombe e con i crimini «oscuri» dei suoi sicari.

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Una Risposta to “Lotta Continua 21 febbraio 1970 n 5 Per un’indagine su un commissario al di sopra di ogni sospetto”

  1. Giornale Lotta Continua « 12 dicembre 1969 – Strage di Stato Says:

    […] Lotta Continua 21 febbraio 1970 n 5 Per un’indagine su un commissario al di sopra di ogni sospetto […]

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