Lotta Continua 24 marzo 1970 Contro le “autorevoli” calunnie La Crocenera anarchica (comitato vittime politiche) dichiara quanto segue

«La Crocenera anarchica (comitato vittime politiche), in accordo con i compagni del gruppo Ponte della Ghisolfa (gruppo di cui faceva parte Giuseppe Pinelli), dichiara quanto segue:

Voci diffuse in ambienti prossimi alla Questura lasciano intendere che, in concomitanza con la chiusura dell’inchiesta giudiziaria sulla morte del compagno Pinelli, si intenda porre in atto una manovra per diffamarne la memoria e giustificare la tesi del suicidio.

Tali voci, già messe in circolazione nei giorni immediatamente seguenti la morte di Pinelli ed ora rimesse in giro arricchite di nuovi fantasiosi particolari, vorrebbero implicare il compagno Pinelli in un trasporto di esplosivo destinato alla Grecia. Tale esplosivo sarebbe stato poi in qualche modo (magari anche all’insaputa dello stesso Pinelli) deviato e utilizzato per gli attentati di Milano e Roma.

Noi neghiamo nel modo più reciso che tale traffico di esplosivo sia mai avvenuto tramite i gruppi anarchici di Milano e ancor più recisamente che in tale traffico potesse in alcun modo essere implicato il compagno Pinelli. Affermiamo questo con la massima certezza, in quanto militanti anarchici ed in quanto compagni di gruppo di Pinelli. Dichiariamo che, disposti a dare la nostra solidarietà alla Resistenza greca, non abbiamo a tutt’oggi mai avuto richieste specifiche di aiuto degli antifascisti ellenici né come individui né come gruppi».

 

Comitato di difesa e di lotta contro la repressione

«I parenti di Pietro Valpreda, le cui deposizioni nel processo per gli attentati del 12 dicembre contrastano l’accusa fin dai primissimi giorni, sono stati incriminati per falsa testimonianza.

Gli imputati di falsa testimonianza, secondo alcuni, possono riacquistare la qualità di testimoni nel processo a Valpreda soltanto dopo una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste.

Fino ad allora e anche nel caso in cui essi venissero assolti per insufficienza di prove, l’accusa avrebbe ottenuto il risultato di privare il processo contro Valpreda di una serie di testimonianze importanti, tutte quelle che per un verso o per l’altro non rientrano nel quadro semplicistico di un Valpreda organizzatore ed esecutore squilibrato degli attentati.

Quand’anche così non fosse, i testimoni si porterebbero comunque addosso la veste di imputati assunta proprio per la testimonianza che hanno resa, e la conservazione della capacità di testimoniare servirebbe essenzialmente a consentire loro la ritrattazione».

Martedì 24 in piazza Mercanti, processo pubblico contro gli assassini di Pinelli e i diffamatori di Valpreda.

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