Lotta Continua 24 marzo 1970 Gli attentati del SID (ex SIFAR)

Giorni fa alcuni compagni della Statale di Milano in una conferenza stampa hanno fatto delle rivelazioni sull’attività di provocazione e di spionaggio svolta all’interno del movimento studentesco, per conto del SID, dal fascista Gian Luigi Fappanni (e da lui stesso confessata).

È opportuno chiarire e definire fino in fondo il quadro complessivo (anche se limitato) in cui si inserisce il personaggio Fappani e cercare di individuarne i collegamenti con la travagliata vicenda delle indagini per la strage di Milano.

Due sono gli elementi caratteristici (e coincidenti con quelli di altri personaggi simili) presenti nella biografia di Fappanni: innanzitutto l’aver militato nella legione straniera (come Chiesa e Sottosanti, guarda caso) dall’ottobre ’67 al 19-2-68 nel I reggimento fanteria a Obain, Marsiglia, Nizza e l’essere stato attivista dell’organizzazione di estrema destra Nuova Repubblica dalla sua fondazione (come Chiesa e Sottosanti d’altronde). Con queste garanzie e referenze è scontato e facile il passaggio da una attività terroristica compiuta a livello artigianale con mandanti provinciali e con ridotte disponibilità politiche ed economiche, a un livello più raffinato e accorto in cui i mandanti e i protettori non sono i nostalgici e macabri ex repubblichini (non solo loro certamente) ma esponenti dei settori più arretrati (e tuttavia ancora gestori di una parte di potere) del sistema sociale: la polizia, l’esercito, alcuni partiti, una parte della confindustria: E questi settori trovano confluenze e creano alleanze in una strategia di ricatto, di provocazione e di terrorismo che il SID (Servizio di Informazione della Difesa) unifica tecnicamente, sintetizza politicamente e collega a livello internazionale con altre forze politiche e con altri servizi segreti (la CIA in primo luogo). Di questa organizzazione Fappanni diventa un elemento, per «ricatto morale». «Il primo lavoro svolto da me a favore del SID fu una lista con gli estremi dei dirigenti Movimento Studentesco. Settimanalmente consegnavo una relazione scritta ad agenti del SID divisa in tre punti. 1) Relazione politica; 2) situazione attivisti; 3) situazione organizzativa. Con la relazione ho consegnato vario materiale di propaganda, fornendo l’indirizzo dei vari collaboratori e le indicazioni necessarie ad individuarli … Confermo che gli appartenenti al SID sono ancora gli agenti SIFAR. La repressione viene organizzata senza autorizzazione ufficiale dei ministeri, e a ciò ho avuto l’incarico di vendere bombe lacrimogene e fumogene al movimento studentesco, allo scopo di dare al SID il motivo di repressione».

Per questa attività, durata all’incirca dal luglio al dicembre ’68, il Fappanni riceveva un compenso che andava dalle 30 alle 50 mila lire alla settimana e grazie ad esso aveva modo di allargare i suoi contatti e il suo campo di attività. Il terreno e l’oggetto del collegamento tra i mandanti politici l’estrema destra e i provocatori e le spie presenti nel movimento studentesco era costituito soprattutto, oltre che dalle informazioni, dal «materiale» che il Fappanni dice di essersi proposto di fornire. E non è questo certamente il «materiale» di autodifesa che, in qualche occasione, sarebbe potuto servire ai compagni in piazza, durante manifestazioni e scontri; e non si tratta nemmeno delle bombe lacrimogene e fumogene di cui il Fappanni ha già detto; si tratta questa volta della proposta di fornire bombe ad alto potenziale e di compiere attentati terroristici (tutte cose naturalmente rifiutate dai compagni). Su questo argomento il Fappanni mostra di saperla lunga, soprattutto per quanto riguarda gli attentati ai treni (agosto ’69); afferma che ad Allegra non conviene fare il suo nome (intervista al «Corriere») come implicato in questi attentati sui treni, e a sua volta indica quali diretti responsabili Giorgio Chiesa e Serafino Di Luia (fascisti e confidenti della polizia). Poi Fappanni ammette anche la sua diretta e personale responsabilità riguardo ad altri attentati minori, ma ne attribuisce sempre la proposta e l’organizzazione alla polizia. Fappanni fa anche i nomi di mandanti diretti che si alternano o si accordano di volta in volta nel proporgli azioni terroristiche e nel finanziarle;i mandanti politici non emergono da queste rivelazioni; rimangono in ombra, ma non è poi così difficile individuarne se non i nomi almeno la precisa collocazione ed estrazione; nomi minori comunque saltano fuori: un ufficiale del SID (tenente Rocco) è quello che «coordinava l’intervento» del Fappanni nel movimento studentesco; il dottor Giorgio (è il cognome), giovanissimo, e un altro «sui cinquant’anni con un inizio di calvizie» danno indicazioni, finanziano, e propongono infine al Fappanni di fare l’informatore in una sezione del PSIUP vicino all’Università Cattolica. Sono ancora il dottor Giorgio e il «calvo» che propongono al Fappanni un lavoro «più in grande» e che di questo lavoro gli forniscono le prime indicazioni, mostrandogli delle cartine. E deve essere sicuramente un lavoro di una certa importanza se sentono la necessità di rassicurarlo, «dicendomi – afferma Fappanni – che uno molto in alto mi avrebbe protetto». Si parlò di finanziamento, ma non se ne disse esplicitamente la fonte. Fu fatto però un nome: l’avvocato Pascarella (o Pascarelli) di Rimini. Ed è di ritorno da Rimini che alla fine della primavera ’69 Chiesa dice a Fappanni: «Quelli di Rimini pagano bene se buttiamo delle bombe nei posti giusti, se spaventiamo la gente e facciamo saltare il governo». «Le bombe dove?» «Mah, nei treni, negli aeroporti, nelle piazze; bisognerà vedere». E si parla di infiltrarsi nei gruppi anarchici e si passa alla preparazione pratica degli attentati costruendo scatole per bombe complete di congegno a tempo, ma non ancora di esplosivo. Siamo in piena estate e dopo pochi giorni la notte tra 1’8 e il 9 agosto ci saranno le esplosioni sui treni.

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Una Risposta to “Lotta Continua 24 marzo 1970 Gli attentati del SID (ex SIFAR)”

  1. Giornale Lotta Continua « 12 dicembre 1969 – Strage di Stato Says:

    […] Lotta Continua 24 marzo 1970 Gli attentati del SID (ex SIFAR) […]

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