Umanità Nova 26 febbraio 1972 Il processo a Umanità Nova per i documenti di Di Cola

 

Il processo contro Umanità Nova per la pubblicazione della nota lettera di Enrico Di Cola, spedita all’ambasciata italiana in Svezia e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Milano e a quella di Roma e che era stata consegnata personalmente al governo svedese, è stato rinviato dalla seconda sezione del tribunale penale di Roma al 10 aprile p.v.

Per la verità i processi sono due e riguardanti due numeri di questo giornale. La difesa, poiché le imputazioni si riferiscono allo stesso fatto e allo stesso reato (pubblicazione di notizie false, esagerate e tendenziose) oltre che agli stessi imputati, i compagni Failla e Di Cola, ha chiesto la riunione dei due procedimenti e il rinvio della causa per poter approntare la difesa e predisporre i mezzi istruttori per dimostrare la infondatezza dell’accusa e che le notizie contenute nella nota lettera e pubblicate da Umanità Nova sono autentiche e vere e per nulla esagerate o tendenziose.

Il tribunale ha accolto la richiesta.

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