1969 12 27 Umanità Nova – Dopo Milano. I due «estremismi» di Emilio Giardino

1969 12 27 Umanità Nova - Dopo Milano. I due estremismi

 

Il dibattito sull’ordine pubblico è stato concluso da Restivo con l’affermazione dell’impegno del governo di opporsi ad ogni violenza, da qualunque parte provenga.

Dal ’45 a oggi, la destra eversiva è stata colta per ben tre volte con le mani nel sacco del colpo di Stato. Cioè nel 1960 con Tambroni, nel 1964 con De Lorenzo e nel 1969 con lo intrigo «ellenico-romano» affiorato nei giorni scorsi.

Non risulta che in seguito a questi fatti qualche «destro» sia finito in carcere. Al contrario, ad ogni tentativo di azione della destra, il sistema ha reagito colpendo a sinistra. Così, nel ‘60, ci sono stati dei morti nelle piazze, i giornalisti che hanno denunciato la trama del ’64 sono stati condannati, anarchici innocenti sono in carcere.

Ci sono stati, prima della strage di Milano, molti altri attentati; clamoroso quello notturno ai treni, ormai dimenticato. E’ evidente lo scopo di tali imprese: saggiare la reattività del paese, creare un clima artificioso di insicurezza nell’opinione pubblica e, infine, incolpare di tutto ciò la sinistra, eterno focolaio di torbidi.

Il sistema, che è equidistante solo nelle parole di Restivo, a questo disegno autoritario reagisce con il riflesso automatico della complicità: infatti a bombe di destra fa corrispondere anarchici in carcere.

Questo atteggiamento, visto nella prospettiva del disegno golpista in corso, esprime il tentativo di voler accreditare ufficialmente la versione di una sinistra ormai pericolosa e dinamitarda, che va neutralizzata per la salute comune e contro la quale sarebbe il caso di vaccinare il paese con un sano regime «d’ordine».

In pratica, quindi, l’equidistanza ministeriale è una «unidistanza» in direzione sinistra. Questo non meraviglia. L’attuale sistema è solo una democrazia borghese che con la sinistra non ha nulla e non avrà mai nulla in comune. Le democrazie borghesi hanno, invece, molto da spartire con le destre autoritarie: le prime sono matrici che figliano spesso e facilmente le seconde. La prima esercita una specie di violenza in guanti («la violenza dei moderati», citata da Eugenio Scalfari nel dibattito sull’ordine pubblico alla Camera), la seconda, senza la fumogena pseudo democrazia, usa semplicemente la mazza.

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Una Risposta to “1969 12 27 Umanità Nova – Dopo Milano. I due «estremismi» di Emilio Giardino”

  1. sergiofalcone Says:

    L’ha ribloggato su sergiofalcone.

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