1971 12 4 Umanità Nova – No al processo a porte chiuse

1971 12 4 Umanità Nova - No al processo a porte chiuse

 

 

Le ultime farsesche dichiarazioni, che la Procura di Roma lascia trapelare in maniera ufficiosa sui preparativi per il processo Valpreda, mettono in risalto la pretesa impossibilità di adattare i locali dell’EUR a sala dibattimentale, e questo per la mancanza di servizi igienici e di adeguate attrezzature. Le dichiarazioni continuano prospettando la necessità di celebrare il processo in una delle aule del palazzo di piazzale Clodio. Tali dichiarazioni servono a gettare le basi per fare sì che il processo per la strage di Stato si svolga alla insegna della più sfacciata reazione.

Le aule del «moderno» palazzo di giustizia permettono di contenere al massimo cinquanta persone. Oltre che per i magistrati, i poliziotti e gli accusati di Stato, non si troverebbe il posto nemmeno per far entrare tutti gli avvocati della difesa. I rappresentanti della stampa dovrebbero poi accontentarsi dei resoconti manipolati dagli interessati uffici stampa del sistema.

Il dibattimento processuale – con parte degli avvocati difensori impossibilitati ad esplicare il loro mandato – si tradurrebbe in una farsa, la più ignobile e spudorata, per riuscire a coprire – anche nel corso del dibattimento – le responsabilità di chi ha voluto e realizzato la strage del 12 dicembre 1969.

Noi denunciamo le basse manovre politiche nella presente fase di preparazione del processo. A Roma esistono decine di locali a disposizione che rispondono a tutte le caratteristiche richieste per un regolare svolgimento del dibattito processuale.

Ci sono a disposizione le aule del tribunale militare. Ci sono i saloni del Brancaccio.

C’è – e ritorniamo a ripeterlo – il palazzetto dello sport all’EUR i cui servizi igienici sono migliori, e di molto, dei servizi igienici dei quali dispongono certi palazzi di giustizia italiani, e non si cerchi di farci dimenticare che proprio all’EUR sono già stati celebrati dei dibattiti processuali i quali non potevano per motivi tecnici venir svolti nel palazzo di piazzale Clodio.

Il processo per la strage di Stato è un processo che interessa tutti i lavoratori, e non soltanto quattro dipendenti del ministero di Grazia e Giustizia, ed è per questo motivo che se si svolgerà, dovrà svolgersi in un’aula che consenta il rispetto di tutte le garanzie formali di un pubblico dibattimento.

Il processo deve svolgersi in un’aula che permetta a tutti gli avvocati della difesa di esercitare il proprio mandato.

Il processo deve svolgersi alla presenza di tutti i giornalisti italiani e stranieri che hanno già fatto sapere di voler presenziare al dibattito.

Il processo deve svolgersi in un’aula nella quale anche il pubblico deve essere presente, e senza inammissibili restrizioni. Non vogliamo un processo a porte chiuse.

Tentando di far svolgere il processo in una topaia non si fa che spudoratamente avallare la dipendenza della magistratura dal potere politico.

E questa non è «amministrazione della giustizia», ma soltanto commercio scandaloso.

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Una Risposta to “1971 12 4 Umanità Nova – No al processo a porte chiuse”

  1. sergiofalcone Says:

    L’ha ribloggato su sergiofalcone.

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