1971 12 4 Umanità Nova – Stuani parla ma non convince di Comitato Politico-Giuridico di Difesa

1971 12 4 Umanità Nova - Stuani parla ma non convince

 

Umanità Nova ha abbondantemente parlato del caso Stuani-Ambrosini e non intendiamo ripeterci. Ma la lettera di Stuani del 14 corrente, che pubblichiamo in clichè, esige alcune considerazioni. Ogni qualvolta l’Unità ha accennato al caso, Stuani è stato citato come un ex deputato senza precisare che era stato eletto nella lista del partito comunista. Certe cose l’Unità non le dimentica a caso. Era evidente che, così facendo, l’organo ufficiale del PCI ignorava completamente Stuani per poterlo eventualmente scaraventare a mare, scindendo l’operato di Stuani da quello del PCI.

Nel corso di questa estate si era venuto a sapere che Stuani era stato fatto segno ad uno strano e misterioso attentato e, per quanto tale notizia sia circolata con abbondanza di particolari non si è trovato nessun organo di informazione disposto a diffonderla. La congiura del silenzio è l’ultima trovata del sistema per evitare che si scoprano le responsabilità politiche legate alla strage di Stato.

Quali erano le forze politiche interessate al suicidio di Stuani? E quali silenzi si volevano ottenere ricorrendo a tale suicidio?

Alla fine di ottobre altre notizie ufficiose facevano sapere che due deputati, di cui si indicavano nome e cognome, stavano premendo affinché si pubblicassero tutti gli incartamenti consegnati da Ambrosini a Stuani e che erano finiti in una certa cassaforte. Tale notizia, partita da Roma, riceveva una conferma «confidenziale» da parte di persone dell’ambiente politico milanese.

Ed ecco ora apparire la lettera di Stuani, lettera che è importante per quello che non dice e per quel poco che dice. Stuani evita ogni accenno ai documenti che dichiarò di aver ricevuto da Ambrosini e di aver in seguito consegnato «a qualcuno», dimenticanza gravissima che permette a questo «qualcuno» di cavarsela, al momento opportuno, con l’esibizione di una qualunque non compromettente lettera di Ambrosini. Da quello che scrive ora Stuani si possono trarre delle conclusioni politicamente esatte; si può accusare il PCI di aver taciuto sulla esistenza e sul contenuto della lettera di Ambrosini ma mancano però le pezze d’appoggio valide, le poche prove ancora rimaste in circolazione che tutti gli interessati, in attesa di essere suicidati, sono occupatissimi a far scomparire.

Inoltre la lettera di Stuani, se serve al PCI per la sua più recente tattica, può servire anche a far tacere i due deputati che stanno premendo affinchè si ponga fine ad ogni silenzio ed omertà che copre i responsabili politici e materiali della strage di Stato.

Quello che poi lo Stuani formato ’71 dice è interessante in altro modo.

Stuani afferma che consegnò una unica lettera ad un fantomatico ufficio controllo del PCI, come a dire che tale lettera, dopo un veloce accertamento burocratico, era stata depositata e dimenticata in un polveroso scaffale. Proprio come è accaduto per le lettere inviate a Restivo, al deputato fascista Caradonna ed ai misteriosi documenti. Purtroppo l’affare Ambrosini – Stuani non è cosi semplice come Restivo, Occorsio, il PCI ed ora persino Stuani cercano di far credere.

Si sa ciò che Ambrosini era: un provocatore politico rincretinito dalla età, ma nelle lettere che ha inviato a Restivo, tra le tante idiozie che vi riversa a piene mani (riesce persino a dire che Restivo è un genio politico di grandezza mondiale), l’Ambrosini lascia cadere dei dati di estrema importanza, il più interessante dei quali si riferisce al fatto che polizia e fascisti sapevano con anticipo delle bombe di Milano. Ambrosini cita nomi e non fantomatiche ombre e soltanto per aver citato tali nomi diventa un testimone pericoloso. Si fosse limitato ad accennare ad eventuali dati importanti in suo possesso, senza citare nomi, sarebbe stato facilissimo farlo passare per pazzo e non si sarebbe probabilmente ricorsi al suo «suicidio».

Ed ora che Ambrosini è stato fatto fuori, ecco farsi vivo Stuani – che evidentemente teme di non cavarsela da un altro attentato – per permettere a tutti di salvare la faccia e continuare le sporche manovre a livello governativo, rendendo nota, eventualmente, l’unica lettera che, secondo l’ultima versione, egli ha consegnato al PCI, lettera che – detto per inciso – non dice assolutamente nulla.

Ci complimentiamo con Stuani per lo scampato pericolo e per il modo furbo ed elegante al quale egli ricorre per tentare di salvare tutti: PCI, Restivo, Occorsio, i fascisti ed anche la propria pelle. Gli riuscirà?

Buon dodici dicembre, ex deputato Stuani.

Annunci

Tag: , , , ,

Una Risposta to “1971 12 4 Umanità Nova – Stuani parla ma non convince di Comitato Politico-Giuridico di Difesa”

  1. sergiofalcone Says:

    L’ha ribloggato su sergiofalcone.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: