1972 02 26 Umanità Nova – Massiccia e significativa la manifestazione anarchica del 19 febbraio a Roma


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Sabato 19 a Roma per la manifestazione indetta dai Gruppi Anarchici Romani in solidarietà con i compagni in carcere, contro la repressione, contro lo Stato responsabile della strage e dell’assassinio di Pinelli, almeno ottomila anarchici, con la partecipazione di oltre duemila compagni degli altri raggruppamenti di sinistra, hanno sfilato per due ore in compatto, entusiasmante corteo per raggiungere piazza Farnese dove il compagno Emilio Bagnoli, introdotto dal compagno Luca Villoresi, ha tenuto un breve comizio.

Il corteo si è composto in piazza della Repubblica sotto una fitta ed insistente pioggia. Aperto da uno striscione di due metri per otto sul quale campeggiava una A cerchiata e la scritta «Processo allo Stato». Seguivano, tra centinaia di bandiere, molti altri striscioni tra i quali spiccavano quelli dell’Organizzazione Anarchica milanese, del gruppo Kronstadt di Napoli, del gruppo Kronstadt di Roma e quelli con le scritte «Valpreda innocente – Pinelli assassinato», «Agnelli è il mandante il killer è Almirante», «Per frenare le lotte operaie i padroni hanno voluto la strage, i fascisti l’hanno eseguita, magistratura e polizia li hanno aiutati e protetti» e tante altre di analogo tenore. Seguiva, leggermente distaccato dal corteo anarchico, il grande striscione rosso del Manifesto dietro il quale sfilava un folto gruppo.

Hanno inoltre partecipato militanti della Federazione Giovanile Socialista, della Federazione Giovanile Comunista, di Lotta Comunista, della Quarta Internazionale e del Partito Comunista Internazionalista.

Impossibile elencare tutti i gruppi anarchici italiani che hanno partecipato inviando loro delegati soprattutto dalla Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Calabria, Puglie, Sicilia, Sardegna, Liguria ecc. Dobbiamo però segnalare la significativa partecipazione alla manifestazione di compagni di altri paesi: inglesi, francesi, tedeschi, belgi, un senegalese, un portoghese ed altri che ci sfuggono.

Incredibile la mobilitazione delle forze di polizia e di reparti dell’esercito, tutti in assetto di guerra e di guerriglia.

Deluse le speranze dei fascisti che speravano in uno scontro sanguinoso. L’arbitrario e provocatorio sequestro, prima della composizione del corteo, di duecento aste per bandiere non è riuscito a far generare tafferugli con la polizia, ma tale eventualità era stata prevista dai compagni organizzatori ed al momento opportuno da qualche parte sono sbucate fuori ugualmente aste per tutte le bandiere. Non sono mancati attimi di estrema tensione, soprattutto nei momenti e nei punti in cui dal corteo si levavano slogans del tipo «polizia assassina», «fuori Valpreda, giustiziamo lo Stato». «Calabresi assassino», «Giustizia per Valpreda – vendetta per Pinelli» ed altri non meno incisivi.

Comunque tutta la manifestazione si è svolta con assoluta compostezza, animata dalla determinazione di non generare violenze ma ferma nel proposito di rispondere a tali provocazioni da qualunque parte provenissero. Efficace ed energica a tal proposito l’opera dei duecento compagni impegnati nel servizio d’ordine, che riuscivano tempestivamente ad individuare alcuni incoscienti teppisti fascisti ogni volta che tentavano di intrufolarsi in più punti nel lunghissimo corteo.

A piazza Farnese, in un clima di entusiasmo per la forte mobilitazione e di rabbia contro lo Stato, il compagno Bagnoli ha parlato incisivamente sottolineando il significato di lotta unitaria della giornata, ponendo lo accento sulla responsabilità che si sono assunti quei gruppi della sinistra che non hanno sentito l’esigenza di solidarizzare compatti in questa prima manifestazione di massa per il processo allo Stato.

Il comizio si è sciolto con calma, a folti gruppi i compagni hanno defluito in tutte le direzioni seguitando a manifestare in tutto il centro della città.

La giornata del 19 febbraio ha risposto pienamente alla nostra attesa; è stata una conferma della nostra volontà di lotta, delle nostre possibilità organizzative, della solidarietà rivoluzionaria che è base e cemento per un movimento anarchico che vuole e può muoversi, quando è necessario, in senso unitario.

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Una Risposta to “1972 02 26 Umanità Nova – Massiccia e significativa la manifestazione anarchica del 19 febbraio a Roma”

  1. sergiofalcone Says:

    L’ha ribloggato su sergiofalcone.

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