1972 03 11 Umanità Nova – Lo Stato tenta di sottrarsi alla condanna per la strage. di Il comitato politico giuridico di difesa

1972 03 11 Umanità Nova - Lo stato tenta di sottrarsi alla condanna per la strage

 

Ma il disegno di affossare il processo in una serie interminabile di cavilli procedurali e burocratici non deve passare, una massiccia reazione popolare deve imporre che il processo sia messo subito a ruolo a Milano, come è possibilissimo, al più tardi entro un mese, comunque prima della truffa elettorale. A tal fine tutti gli avvocati della difesa dovranno al più presto far pervenire alla corte d’assise di Milano dichiarazione di rinuncia dei termini a difesa.

Su questo obiettivo i compagni avvocati e gli anarchici ritengono di avere il diritto di impegnare tutta la sinistra e soprattutto tutta la sinistra extraparlamentare.

Bisognerà sollevare un’ondata di indignazione popolare che costringa le autorità a cessare ogni azione di temporeggiamento e di ostruzionismo; nessuno deve essere disposto a tollerare, oltre il tempo strettamente necessario, ulteriori rinvii del processo che ha visto e vedrà le istituzioni dello Stato inchiodate sul banco degli accusati.

La mobilitazione di tutti i compagni troncherà qualsiasi manovra da qualsiasi parte provenga.

Esattamente un’ora dopo la scandalosa ordinanza della corte, gli avvocati della difesa hanno tenuto una affollatissima conferenza-stampa nel corso della quale è stata denunciata energicamente la manovra messa in atto dalle autorità.

Per assoluta mancanza di tempo – dovendo mandare subito il pezzo in tipografia – rimandiamo ogni altra nostra considerazione sul vergognoso episodio di oggi e riportiamo qui di seguito alcuni brani significativi della conferenza-stampa, seguiti da un comunicato stampa, diramato sabato 4 corr. dal «Comitato di lotta sulla strage di Stato» – non pervenutoci prima per un disguido, ma che tutta la stampa ha volutamente ignorato.

Ecco in sintesi quello che hanno detto gli avvocati:

«Abbiamo denunciato la falsità, le lacune dell’istruttoria e le complicità istituzionali che gravano pesantemente su di essa. Il processo è letteralmente scoppiato nelle mani della corte.

«Quello che è stato fatto dalla difesa andava fatto e tutti noi ne usciamo con rigorosa dignità. Altrettanto non può affermare l’accusa. Noi diciamo che la corte non ha ben giudicato. Ripetiamo quello che abbiamo detto: non c’è giudice che possa giudicare in questo processo, che possa trattare questa materia così sporca.

«La corte ha gettato a mare l’operato di Occorsio e Cudillo e con una decisione criticabilissima ha tentato di salvare dal totale discredito le istituzioni. L’innocenza di Valpreda è ormai acquisita e nell’ambito del tribunale e nell’ambito di una vastissima opinione pubblica. La corte, non convalidando l’istruttoria, si è messa sullo stesso livello di Occorsio e Cudillo.

«Noi ci rendiamo conto di avere di fronte un’impresa di estrema difficoltà perché dobbiamo sciogliere nodi politici di estrema gravità. Nei prossimi giorni affronteremo con la massima energia questi nodi. Già da domani verrà messa in giro da fogli fascisti, legati alla manovra reazionaria, la capziosa pretesa che Milano non potrà essere la sede del processo.

«La verità è che il processo non lo si vuol fare, soprattutto in questo momento alla vigilia delle elezioni, perché si vuole ad ogni costo evitare lo smascheramento delle connivenze e delle complicità con gli assassini al livello delle strutture dello Stato.

«Dobbiamo essere vigili e smuovere l’opinione pubblica perché il processo si faccia e si faccia subito.

«Oggi è evidente per tutti la macchinazione, oggi abbiamo assistito alla manovra di un giudice che, pur dichiarandosi incompetente a giudicare, mantiene in carcere degli innocenti per non assumere la responsabilità di riconoscere la verità, di rigettare un’istruttoria sfacciatamente falsa e sporca.

«Noi domani presenteremo una precisa istanza a tutte le competenti autorità giudiziarie per denunciare la manovra e chiedere energicamente che il processo sia messo subito a ruolo a Milano.

«Intanto saranno affrettati i preparativi del processo popolare e la innocenza di Valpreda e compagni risulterà dallo sfacelo della inchiesta, le responsabilità dello Stato verranno tutte alla luce, la condanna popolare bollerà per sempre le istituzioni liberticide, la causa della emancipazione sociale, della rivoluzione, farà un enorme passo avanti».

Ed ecco il testo del clamoroso comunicato-stampa:

Nel tardo pomeriggio di venerdì 3 marzo, l’on. Giulio Andreotti, si è incontrato con l’amico e compaesano dott. Augusto De Andreis, Procuratore Capo della Repubblica di Roma. Argomento di discussione: l’immediata sospensione del processo Valpreda e l’invio degli atti istruttori al Tribunale di Milano.

Falco, in definitiva, dovrebbe decretare l’incompetenza territoriale della Corte d’Assise di Roma, ma contemporaneamente respingere l’istanza di nullità istruttoria avanzata dagli avvocati della sinistra rivoluzionaria. Il processo verrebbe quindi rinviato «sine die» e i compagni anarchici continuerebbero a restare in galera.

Il «Comitato Nazionale di lotta sulla Strage di Stato» si riserva di trarre tutte le conseguenze politiche del caso, qualora questioni di «opportunità elettorale» avessero il sopravvento sulle esigenze di verità e di giustizia del proletariato e delle sue avanguardie.

Roma, lì 4 marzo 1972

Il comitato politico giuridico di difesa

Annunci

Tag: , , , , , ,


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: