1972 03 25 Umanità Nova – La manovra reazionaria. di Commissione di Corrispondenza della F.A.I.

1972 03 25 Umanità Nova – La manovra reazionaria. di Commissione di Corrispondenza della F.A.I.

 

La manovra reazionaria, iniziata in Italia verso il 1968 e portata avanti da un determinato tipo di capitale legato ad interessi USA con complicità della polizia, della magistratura e del governo italiano, prese l’avvio con l’assassinio ed il ferimento di braccianti e studenti ad Avola, Battipaglia ed alla Bussola e continuò con arresti e denunce in massa di militanti rivoluzionari e di lavoratori.

Questo piano ad ampio respiro coincideva con il riprendere delle lotte al di fuori degli schemi legalitari dei sindacati e dei partiti ufficiali ormai al servizio degli sfruttatori nella maniera più sfacciata, e con la ristrutturazione economica del capitale italiano diviso fra interessi USA ed apertura di mercati nuovi verso paesi fuori della orbita americana.

Il primo atto di questa manovra reazionaria è culminato – dopo una continua escalation terroristica, opportunamente tinta di rosso, ma di chiara marca fascista – negli attentati di Milano e Roma, con il preciso intento di gettare il paese in un clima di terrore, di confusione mentale che non consentisse di fare più differenza tra violenza discriminata – come quella dei braccianti di Avola e Battipaglia o degli operai della Fiat Mirafiori – e quella indiscriminata, criminale, fine a se stessa, priva di ogni giustificazione, – come quella messa in atto dai fascisti nell’attentato di piazza Fontana – e coperta da indagini a senso unico messa in atto da polizia e magistratura e protetta a livello governativo da partiti legati a doppia mandata agli interessi USA che fino allora avevano considerato l’Italia come una loro intoccabile colonia.

I tentativi di opporsi a questa manovra tendente ad istaurare in Italia «un governo d’ordine» sono costati ai lavoratori l’assassinio dei compagni Pinelli, Paolo Rossi, Saltarelli, Malacaria e di altri in tutte le piazze d’Italia, l’assassinio della maggior parte dei testimoni al processo Valpreda e lo incarceramento poi dimostratosi ingiustificato, di molti militanti rivoluzionari incolpati di attentati per i quali oggi sono sotto accusa noti arnesi fascisti.

Dai 1969 ad oggi, il movimento rivoluzionario ha fronteggiato e smascherato tutti questi assassini preordinati, ivi compresi quelli della strage di Milano portando prove inconfutabili sulla responsabilità fascista (e qui diventa tanto più grave la responsabilità della polizia e della magistratura nell’aver condotto indagini a senso unico verso gli anarchici ritenuti poi estranei a tutta una serie di attentati loro attribuiti) e sulla complicità provata di questi assassini di professione con organi responsabili a livello governativo poliziesco e giudiziario.

La verifica di quanto affermiamo possiamo trovarla nell’assurdità dell’istruttoria svolta per la strage di Milano, istruttoria che fin dagli inizi si è dimostrata faziosa, di parte, cieca, interessata, inconcludente, volutamente distorta, priva di fondamento, insostenibile, tanto che si è dovuto insabbiare subito il processo rimandandolo sine die dopo ben due anni di attesa. Ancora più illuminanti sono le indiscrezioni ricevute sulla istruttoria portata avanti dal giudice Stiz di Treviso sugli attentati alla Fiera di Milano ed ai treni nel ’69, attentati per i quali ora sono incarcerati fascisti e neo fascisti (Freda, Ventura, Trinco, Rauti) sotto pesanti imputazioni, mentre erano stati tenuti in galera per oltre due anni alcuni comunisti e anarchici.

Nei giorni scorsi l’inizio del processo per la strage di Stato, l’istruttoria del giudice Stiz e la inchiesta portata avanti dal procuratore generale di Milano Bianchi D’Espinosa stavano sempre più inchiodando alle proprie responsabilità e complicità polizia, magistratura e governo; evidenziavano sempre più chiaramente la manovra messa in atto nel paese da forze notoriamente fasciste, ben organizzate e protette; mettevano in luce i legami tra i fascisti greci (messi al potere dagli USA mediante sordide manovre della CIA; questo è un particolare che converrà d’ora in poi tenere ben presente anche per l’Italia) e le organizzazioni paramilitari neofasciste tranquillamente ricostruite in Italia in questo dopoguerra.

Tutto questo era inaccettabile non solo da parte dei fascisti ma anche da parte di coloro che fino ad oggi li avevano coperti e pensavano di averla fatta franca. Occorreva assestare una battuta d’arresto alla piega presa dalle istruttorie di Treviso e di Milano che hanno portato in galera quei luridi e vigliacchi fascisti che fino a ieri blateravano da sudici fogli come «La Nazione», «Il Secolo», «Il Tempo» che la violenza era anarchica e che gli attentati, gli assassini, occorreva lavarli col sangue.

Tutto questo rischiava di portare sul banco degli imputati anche coloro che fino ad oggi hanno condotto inchieste addomesticate ed istruttorie ridicolmente naufragate.

L’assassinio di Giangiacomo Feltrinelli doveva servire a fare abbandonare la «pista nera» e ritornare alla primitiva versione poliziesca o di Stato su certo «velleitarismo rivoiazionario anarchico e terroristico» e nello stesso tempo (visto che Feltrinelli è stato presentato come un megalomane che per il gusto di provare tutte le sensazioni si è dato anche alla guerriglia) dare in pasto alla opinione pubblica, un credibile «finanziatore e fomentatore di attentati e di disordini».

La verità comunque non tarderà a farsi strada e forse a molti converrà lasciare nella rete i fascisti piccoli o grossi, a meno che non si sia già deciso di affiancarli, proteggerli, e «sposarli» come già è successo in Grecia.

Annunci

Tag: , ,

Una Risposta to “1972 03 25 Umanità Nova – La manovra reazionaria. di Commissione di Corrispondenza della F.A.I.”

  1. sergiofalcone Says:

    L’ha ribloggato su sergiofalcone.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: