1972 04 1 Umanità Nova – Nuovo attacco contro il movimento rivoluzionario

1972 04 1 Umanità Nova - Nuovo attacco contro il movimento rivoluzionario

 

La provocazione e la montatura poliziesca, gestite da forze centriste ed autoritarie, che in questi giorni colpiscono il movimento rivoluzionario, rappresentano per ampiezza e per complessità un pericolo superiore alla stessa manovra repressiva che aveva avuto il suo apice nella strage di Stato.

Se il 12 dicembre si voleva colpire la sinistra italiana attraverso un piccolo gruppo come il «22 marzo», isolato e non direttamente collegabile alla realtà del movimento, oggi si usa come capro espiatorio una organizzazione di ampiezza nazionale e politicamente rappresentativa, dalla quale poter poi facilmente risalire, in un crescendo repressivo, a tutta la sinistra rivoluzionaria. Ma il disegno complessivo non è solo questo: si vuole anche dimostrare la collusione tra estremismo di sinistra ed estremismo di destra, colpendo tutte quelle forze che ancora contrastano, per le loro posizioni «reazionarie o rivoluzionarie» lo sviluppo della socialdemocrazia italiana; si tenta di accreditare un Rauti mandante ed un Valpreda esecutore; un Feltrinelli, Ventura, Ordine Nuovo e sinistra extraparlamentare uniti in un «unico disegno eversivo contro la democrazia».

E’ compito del movimento rivoluzionario opporsi alla repressione e smascherare questa manovra sul nascere, battere le linee avventuriste e spontaneiste che, in questo momento, aiutano la manovra del sistema, e non chiudersi in sterili settarismi che, dividendo quelle poche forze che unite possono ancora arginare la repressione, favorirebbero il sistema nella sua tattica del «divide et impera».

Però, le false unità, anche quando sono fondate su dei momenti puramente tattici come quello antirepressivo, e quando non si basano su di un minimo di comune visione politica, sono un suicidio al pari del settarismo. Alcune cose vanno perciò dette, e molto chiaramente, su quei gruppi ed organizzazioni che per il loro avventurismo, e forse per la presenza al loro interno di agenti provocatori, sono stati di fatto usati dal potere per creare la situazione repressiva e poi come capri espiatori per potere da questi risalire a tutta la sinistra.

E’ molto significativo, anche perchè, essendo stato pubblicato prima dell’assassinio di Feltrinelli, non può essere definito «il senno del poi» andare a rivedere quanto dicevamo su Umanità Nova.

In un articolo si diceva: «La strategia repressiva del sistema si articola fondamentalmente in due momenti: prima, sfruttando le linee avventuriste presenti nel movimento rivoluzionario, tende ad isolare le avanguardie dal popolo e le spinge in azioni del tutto slegate dalla realtà del movimento operaio, opera poi la repressione vera e propria su queste avanguardie che, persi i contatti con la massa, sono facilmente eliminabili» e «è soprattutto il momento di rifiutare facili avventurismi e azioni senza una reale rispondenza (vedi brigate rosse) che, oggettivamente provocatorie, ci isolano di fatto in un momento tanto delicato».

E sui fatti dell’11 marzo a Milano: «L’incapacità di trovare sbocchi operativi concreti si sta risolvendo giorno dopo giorno nella ricerca della notizia spettacolare, del fatto eclatante, per poter far credere di essere una forza inserita nella realtà mentre è riconferma di impotenza. Il vicolo cieco nel quale si stanno cacciando i gruppi della sinistra extraparlamentare non fa che favorire il PCI ed i sindacati e con loro tutto l’apparato del potere».

E’ dunque in atto, accuratamente preparata da qualche mese, ed oggettivamente favorita dagli errori tattici e strategici di alcuni gruppi, una manovra autoritaria e centrista che, in nome della difesa democratica, si prepara a condurre una campagna repressiva senza precedenti.

Dopo le precise accuse che la sinistra rivoluzionaria ha rivolto ai fascisti, alla polizia, alla magistratura sul ruolo da questi giocato negli attentati del ’69, l’opinione pubblica aveva individuato i veri attentatori ed i loro complici; la magistratura e tutta la giustizia borghese erano in crisi, gli accusatori diventavano gli accusati; il riaffermarsi all’interno del capitale della linea socialdemocratica rendeva di nuovo attuale l’eliminazione di tutte quelle forze non perfettamente integrate nell’apparato statale.

A questo punto il potere, costretto sulla difensiva e fedele alla ragion di Stato, decideva di scaricare i suoi servi fascisti (ormai inutili e fin troppo sputtanati) e di sacrificare Cudillo ed Occorsio alla verginità ed alla imparzialità della magistratura. Ci si liberava così di certe frange di destra, ormai bruciate, e si ridava credibilità ad una magistratura che «colpisce imparzialmente a destra ed a sinistra».

Ma rimaneva Valpreda, che non poteva a questo punto essere considerato vittima di una macchinazione e rimaneva soprattutto la necessità di colpire a sinistra quelle forze che compromettevano la pace sociale. Se Rauti e il terrorismo fascista non erano più difendibili andavano abbandonati, ma non per questo gli anarchici dovevano essere scagionati, anzi quale migliore occasione per cercare di accomunare destra e sinistra in un unico complotto contro la democrazia e nel disegnare gli estremismi come conviventi?

Si prepara una montatura in grande stile, infilando agenti provocatori e spie in ogni possibile luogo, unendo fili e creando collegamenti al limite della fantapolitica; 22 marzo, 22 ottobre, GAP, Potere Operaio, Freda, Ventura, Rauti, Feltrinelli, Ordine Nuovo e avvocati del Soccorso Rosso entrano ed escono come tante marionette in un teatrino, i cui fili sono nelle mani ben nascoste dei servizi segreti.

Per fare il punto su tutta la situazione ci vorrebbe un libro, ma alcuni dati essenziali ci sono e vanno puntualizzati:

1 ) Non si tenti di far passare Rauti come mandante e Valpreda come esecutore degli attentati del 12 dicembre. I fascisti hanno organizzato ed eseguito tutti gli attentati del ’69 da quelli del 25 aprile a quelli sui treni e alla Banca dell’Agricoltura.

2) Feltrinelli è stato assassinato. Lo scopo è quello di montare una campagna repressiva contro la sinistra e accreditare con dei fantomatici legami tra Feltrinelli e la destra la tesi degli estremismi conviventi.

3) Il tentativo di far passare Potere Operaio per una organizzazione terrorista ed un pericolo nazionale, per poter risalire da questo gruppo a tutta la sinistra rivoluzionaria. Potere Operaio è, a nostro avviso, su delle basi avventuriste che facilitano oggettivamente provocazioni di questo tipo, ma una cosa è la violenza di piazza, sulla quale non possiamo condividere con questo gruppo i temi e l’impiego che ne fanno, ed altra cosa è il terrorismo dinamitardo usato dalla destra.

4) Politica, magistratura e servizi segreti, come nel ’69, sono gli organizzatori di questa sporca manovra.

Non è un caso che tutti i peggiori individui della questura milanese, da Allegra all’assassino Calabresi siano tra coloro che si occupano delle indagini. In questa situazione è nostro compito intensificare la vigilanza rivoluzionaria contro ogni possibile provocazione e avventurismo, dibattere sull’attuale situazione anche al di fuori del movimento anarchico, e sopratutto intensificare l’opera di controinformazione tra le masse popolari.

Crediamo che i compagni si rendano conto della gravità del momento e sappiano rendere pratiche ed operanti parole d’ordine quali vigilanza rivoluzionaria e controinformazione di massa.

 

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Una Risposta to “1972 04 1 Umanità Nova – Nuovo attacco contro il movimento rivoluzionario”

  1. sergiofalcone Says:

    L’ha ribloggato su sergiofalcone.

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