1972 04 15 Umanità Nova – Roberto Mander dimesso dal riformatorio

1972 04 15 Umanità Nova - Roberto Mander dimesso dal riformatorio

 

Con decreto del presidente del tribunale per i minorenni di Bologna nei confronti del compagno Roberto Mander, vittima come tutti gli altri della montatura poliziesca sulla strage di Milano, dal 16 maggio prossimo viene a cessare ogni misura di sicurezza detentiva. Egli tornerà così definitivamente alla famiglia, allo studio, al suo lavoro, ai compagni, al movimento anarchico di cui è militante.

E’ nota la balorda vicenda giudiziaria che ha portato questo giovanissimo compagno per due anni e mezzo da un carcere all’altro, dal San Michele a Regina Coeli, dal riformatorio di Forlì a quello di Bologna, senza riuscire a piegarlo ma rafforzando in lui le idee di libertà e di giustizia ed il proposito di lottare contro l’assurdo ed infame sistema asociale vigente.

Non è noto invece il testo del decreto con il quale ora il tribunale ha disposto la sua scarcerazione, consistente in 23 pagine dattiloscritte che vorremmo, se lo spazio ce lo consentisse, rendere pubbliche perché costituiscono un documento più unico che raro sugli errori ed orrori della «giustizia» di Stato, sulle lacune e sullo «schizofrenico divario» (sono parole testuali) tra gli «aurei principi» e le applicazioni delle leggi.

A proposito della situazione ambientale in cui il minorenne viene a trovarsi «per essere rieducato», nello stesso documento si legge «…che poi in pratica il ragazzo subisca il più avvilente impoverimento di se stesso, venendo a contatto con la malavita degli adulti o subendo un trattamento differenziato, o conoscendo la galera più squallida, più disumanizzante, più violenta, più alienante e più diseducativa, è questa una considerazione che deve come monito bene imprimersi nella coscienza.. ».

E sulla presunta (per legge) pericolosità di Mander (trattandosi di un anarchico …immaturo) nel documento, dopo aver rilevato che Mander ha sempre «mantenuto una ottima condotta, tanto da aver superato gli esami di maturità classica, essersi iscritto all’università e aver lavorato per una casa editrice», si sottolinea che questa presunta pericolosità «non sussiste perché ha dimostrato serietà e maturità nel comportamento e non sussiste perché il giovane, pur trovandosi in ambiente del tutto a lui estraneo, ha saputo egregiamente solidarizzare con spirito di umanità…e benché non abbia mai rinnegato la sua ideologia, ha avuto un contegno dignitoso…»

Nel riabbracciare il compagno dobbiamo ancora una volta accusare pubblicamente i magistrati Amati, Occorsio e Cudillo per aver sequestrato e trattenuto in carcere per anni tanti compagni innocenti. Dobbiamo invece rendere atto agli avvocati Nicola Lombardi, Mario Giulio Leone e Marcello Pedrazzoli per l’assistenza disinteressata e fraterna che hanno prodigato al compagno Roberto Mander.

Annunci

Tag: , , , , ,


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: