1972 11 4 Umanità Nova – Sulla manifestazione del 28 ottobre a Roma. Da Organizzazione Anarchica Romana (O.A.R.)

1972 11 4 Umanità Nova - Sulla manifestazione del 28 ottobre a Roma

 

Le dimostrazioni che il Manifesto e il movimento studentesco da una parte e gli altri gruppi dall’altra hanno indetto per il 28 ottobre nascono dagli avvenimenti di questi ultimi giorni: 1) gli sviluppi dell’inchiesta sulla strage di Stato, con la conseguente presa di posizione più decisa anche se tardiva e strumentale del PCI e sindacati, e la non assurda ipotesi dell’imminente scarcerazione dei compagni detenuti; 2) gli attentati criminali compiuti dai fascisti contro i treni degli operai diretti a Reggio Calabria, e la conseguente immediata risposta popolare.

Dopo lo sciopero generale indetto dai sindacati il 24 e il comizio indetto dal PCI per la liberazione di Valpreda per il 27, non poteva ovviamente mancare l’iniziativa dei raggruppamenti di estrema sinistra, sulla spinta della mobilitazione popolare dei giorni scorsi.

Non riusciamo a capire in cosa si differenzi la manifestazione indetta dal Manifesto e dal Movimento studentesco (?) da quella del Pci e non riusciamo a capire quale sia la reale differenza di questi raggruppamenti dal Pci, al di là delle polemiche elettoralistiche. I motivi della nostra non adesione a quella dei riformisti: rifiutiamo di metterci su un piano di genericità ambigua e legalitaria, coscienti che la lotta per la libertà dei compagni non può essere diversa e staccata da quella contro il capitalismo e lo Stato.

La lotta degli altri gruppi può sembrare diversa, impostata su di un piano più vasto e corretto. Ma è solo una apparenza.

Da parecchio tempo i gruppi avevano lasciato in disparte il tema della strage di Stato, avendo la prospettiva dell’autunno caldo e sperando di poter ripetere l’esperienza del ’69. Questo non è avvenuto, ed essi si sono trovati in una fase di crisi e di riflusso abbastanza grave, che ne mette in dubbio l’avvenire.

Con gli ultimi fatti i gruppi hanno ovviamente visto una piccola possibilità di rilancio. Perdere questa possibilità equivale ad aggravare l’isolamento e l’impotenza che deriva dalle loro analisi e scelte errate.

La manifestazione del 28 non ha quindi significati politici, ma propagandistici ed opportunistici, oltre che velleitari, poiché si vorrebbe contrapporre a quella dei riformisti, con l’unica discriminante «sloganistica» delle parole d’ordine «rivoluzionarie».

Questa manifestazione non ha alle spalle il reale lavoro politico tra le masse, ma il volontarismo di alcuni individui e gruppi di individui.

Questa manifestazione è una scadenza che «cala» sul movimento rivoluzionario dall’esterno, sulla base del lavoro che altri hanno svolto e gestito a tutti i livelli; questa manifestazione porta in sé tutti i caratteri dell’improvvisazione spontaneista che purtroppo caratterizza e condiziona pesantemente il movimento extra-parlamentare.

A tutto questo si deve aggiungere la scorrettezza cronica dei gruppi, i quali pretendono di gestire a tutti i costi in proprio, ognuno per sé, ogni manifestazione su qualsiasi tema (e quello della strage di Stato ha sempre fatto gola a tutti).

Se deve esserci alternativa, e anche contrapposizione con i riformisti, questa deve nascere su basi concrete, su analisi serie, su documenti politicamente validi: in questa direzione l’OAR, rifiutando scadenze ed obiettivi che non appartengono al movimento rivoluzionario, rifiutando di aderire emotivamente a mobilitazioni contraddittorie e propagandistiche, intende muoversi per il futuro, portando avanti la campagna di contro-informazione e la lotta per la liberazione dei compagni incarcerati.

 

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Una Risposta to “1972 11 4 Umanità Nova – Sulla manifestazione del 28 ottobre a Roma. Da Organizzazione Anarchica Romana (O.A.R.)”

  1. sergiofalcone Says:

    L’ha ribloggato su sergiofalcone.

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