1972 03 11 Umanità Nova – Rauti: uno degli anelli della catena di criminali

1972 03 11 Umanità Nova – Rauti uno degli anelli della catena di criminali

 

Su ordine di cattura, firmato dal giudice istruttore di Treviso Giancarlo Stiz, lo stesso che conduce l’inchiesta sulla cellula terrorista veneta di Freda e Ventura, è stato arrestato a Roma Pino Rauti, redattore del quotidiano fascista Il Tempo, fondatore ed ex presidente di Ordine Nuovo, attualmente dirigente nazionale del MSI.

I reati contestati vanno dalla ricostituzione del disciolto partito fascista al tentativo di sovversione violenta dell’ordinamento dello Stato fino agli artt. 110-81 del codice penale per «aver fatto scoppiare, allo scopo di suscitare tumulti ed incutere pubblico timore, ordigni esplosivi». In sostanza a Rauti, dopo Freda e Ventura, si imputano gli attentati ai treni dell’8 agosto e del 25 aprile a Milano.

Per questi attentati erano stati incolpati gli anarchici (poi assolti) ed il 22 gennaio ’70, quando la montatura non era ancora crollata e quando era necessario costruirne una nuova sulle bombe del 12 dicembre, lo ufficio politico della questura milanese dichiarava che gli attentati sui treni, quelli del 25 aprile e del 12 dicembre facevano tutti parte di uno stesso disegno criminale.

Bene, avevano ragione. Oggi per quegli attentati sono stati incriminati dei fascisti, che si aspetta a fare altrettanto per quelli del 12 dicembre? Non mancano di sicuro indizi e indiziati nell’estrema destra come risulta dalle testimonianze di Ambrosini per finire ai ruoli giocati in quella tragica evenienza da squallidi individui del tipo di Cartocci, Schirinzi e Zanetov.

Ordine Nuovo, Avanguardia nazionale e Fronte nazionale non sono organizzazioni divise e senza alcun collegamento tra loro, come Rauti, Ventura e Borghese non sono protagonisti di episodi senza un comune filo conduttore: è il filo conduttore della provocazione, degli attentati, della strato già della tensione; è il filo conduttore che ci porta alla destra come mandante ed esecutrice degli attentati.

Dove era Almirante la sera del 10 dicembre 1969? E’ la seconda volta che glielo domandiamo, senza ricevere risposta. Noi pensiamo che stesse ad una riunione nella quale si decidevano cose molto importanti e vorremmo sentire dalla sua viva voce cosa faceva due giorni prima che a Roma e Milano scoppiassero le bombe che tanto ipocritamente egli avrebbe poi tentato di strumentalizzare. E non abbiamo nessun pelo sulla lingua nel ripetere che Almirante è tra i mandanti della strage; si vede che sentiva nostalgia dei vecchi tempi, quando poteva uccidere con il crisma della legalità in nome della repubblica sociale.

Ma saremmo degli sprovveduti o dei servi del sistema se ci limitassimo ad accusare i fascisti per questi crimini, scaricando ogni responsabilità su delle pedine neppure tanto importanti come Rauti e Delle Chiaie. Se i fascisti hanno messo le bombe, la polizia con l’assassino di Pinelli Calabresi, Allegra, Guida e tanti altri ha aiutato gli assassini e la magistratura con Vittorio Occorsio ed Ernesto Cudillo ha coscientemente nascosto le vere responsabilità e si è ostinata con «anglosassone ottusità» a tenere in galera delle persone che sapeva innocenti.

Tutti questi individui, poliziotti e magistrati, sono responsabili quanto chi quelle bombe le ha messe, anzi ancora di più in quanto nascondono dietro l’autorità e la presunta «imparzialità» della loro giustizia le loro responsabilità.

Non ci illudiamo: l’incriminazione di Rauti non è un passo verso la giustizia. ‘esponente fascista non è che uno degli anelli più bassi di quella catena che si chiama strage di Stato e che alla sua cima ha elementi che ci si guarderà bene dall’accusare perché troppo in alto. La ragion di Stato non lo consente.

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