1972 03 18 Umanità Nova – Il lamento di un giovane fascista smascherato

1972 03 18 Umanità Nova - Il lamento di un giovane fascista smascherato

 

Le gravi e circostanziate denunce su tentativi di nuove infiltrazioni di fascisti nei gruppi anarchici di Napoli e Ragusa pubblicate su Umanità Nova del 4 corrente hanno avuto ampia pubblicità su tutta la stampa. Quotidiani e periodici hanno dato risalto, come era prevedibile ed auspicabile, soprattutto all’aspetto chiaramente provocatorio di questi tentativi, messi in atto nel momento in cui aveva inizio il farsesco processo per la strage di Stato.

La questione sarebbe finita, come per altri tentativi precedenti anche più clamorosi che hanno visto impegnati seriamente perfino squallidi idioti al servizio del SID, con la nostra pubblica denuncia se uno dei fascistelli non avesse indirettamente replicato con una piagnucolosa lettera al quotidiano di Roma Paese Sera.

Costui, Giulio Quintavalle, figlio di Vittorio Quintavalle, vecchia canaglia fedele all’assassino Valerio Borghese, membro di quella banda di criminali che era la X Mas, pretende di «chiarire la sua posizione e quella del fratello Gaetano scrivendo, tra l’altro: « …Non credo del resto che mi si possa chiamare “fascista” unicamente perché tale è mio padre, anzi vorrei che questa lettera contribuisse una volta per tutte a non identificare i figli di “Quintavalle Vittorio” in lui. Certe mie ingenuità e certi miei forse equivoci atteggiamenti nei confronti degli anarchici e dei compagni ragusani erano dettati e dovuti ad un mio desiderio reale di buttarmi una volta per tutte alle spalle l’ “etichetta” e l’influenza fascista», e soggiungendo, con tono lamentoso: « …sapeste quanto è difficile sia sul piano politico che su quello personale dei valori, avere e superare un padre fascista!».

Certo, siamo convinti che qualora i figli di un tal padre avessero veramente voluto scavalcare a sinistra il genitore, avrebbero incontrato qualche diffidenza, ma siamo altrettanto convinti che se il loro proposito fosse stato sincero, avrebbero trovato il modo di superare ogni diffidenza. Ma nel caso specifico il fasci stello Giulio Quintavalle si è mosso con atteggiamenti e propositi sfacciatamente «entristi» e chiaramente ispirati ad un preciso piano fascista tendente a creare i presupposti per poter mettere in atto azioni provocatorie da attribuire poi agli anarchici.

Comunque, visto che si era presentato quale «inviato» da un cosiddetto «Centro Bakunin» di Roma, se vuole veramente chiarire i suoi «equivoci atteggiamenti nei confronti degli anarchici», venga pure tranquillamente a Roma. Chi sa che non si riesca a piazzargli in testa qualche buona idea per i suoi comportamenti futuri.

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