1972 03 4 Umanità Nova – Napoli e Ragusa: denunciamo infiltrazioni e provocazioni

 

 

Napoli: denunciamo infiltrazioni e provocazioni

di C. del Gruppo Kronstadt

In relazione alla comparsa di manifesti inneggianti al 22 Marzo e firmati FAI, alla infiltrazione nel corteo sindacale di giovedì 24 scorso di alcuni noti elementi di destra spacciatisi per anarchici «individualisti» ed accodatisi al gruppo dei compagni dell’Olivetti, e alla ultima grave provocazione avvenuta venerdì sera nei riguardi della sezione «Quadro» del PCI, da parte di un gruppo di individui che al grido di «Anarchia» provocavano militanti dei PCI con l’intento di aggredirli (gli anarchici si scontrano politicamente col PCI su ben altro terreno!), il gruppo comunista anarchico Kronstadt di Napoli aderente alla FAI, esclude ogni responsabilità di tutti i suoi militanti e simpatizzanti e del movimento organizzato riguardo a queste provocazioni e ad altri eventuali atti che potrebbero creare una situazione simile a quella che portò alle bombe di Milano. Conferma inoltre che non esiste nessun rapporto tra il movimento anarchico e questi luridi individui, chiaramente fascisti, pedine e marionette di un piano provocatorio ben determinato.

Stigmatizza, in ultimo, il comportamento demagogico e vile del PCI di Napoli, che tenta di servirsi di questi episodi per portare avanti una ulteriore campagna denigratoria contro il movimento anarchico, di una gravità eccezionale, considerato che proprio in questi giorni ha avuto inizio il processo Valpreda.

Ragusa: Attenzione! Provocazioni in atto

Il Gruppo Anarchico e militanti extraparlamentari

Inviamo questo comunicato oltre che a voi, ad altri giornali della sinistra parlamentare ed extraparlamentare, chiedendone la pubblicazione, onde prevenire eventuali episodi che accadranno nella nostra città.

Sulla falsa riga della strategia della tensione, a Ragusa da un po’ dì tempo in qua si va constatando un certo movimento con arrivi e partenze di personaggi notoriamente fascisti ed altri (specie fra i giovani appartenenti al Fronte della Gioventù e ad altri gruppi di destra) che vanno qualificandosi come anarchici o addirittura anarco-fascisti, anarchici di destra, maoisti-anarchici o fascisti e cose del genere.

Nell’ambito di questo andare e venire è corsa la voce ad un certo momento che il famigerato Stefano delle Chiaie sia stato ospite di «camerati» locali. Non siamo riusciti ad appurare se questa «voce» corrisponde a verità.

Lo stesso si può dire per il noto fascista catanese Stefano Galatà.

Sta di fatto che il clan dei Quintavalle (padre, madre, figli), sono stati a Ragusa e, pare, con intenzione di sistemarvicisi. A questo riguardo abbiamo raccolto alcune voci che circolano con una certa insistenza: per esempio che il Quintavalle padre (ex X Mas, amico di Valerio Borghese) abbia intenzione di aprire a Ragusa una palestra di Karatè e nella zona marittima una serie di complessi turistici. Viene da domandarsi com’è che nei Quintavalle è sorto questo interesse per la nostra città. Considerando i possibili scopi, e certe altre voci molto insistenti, si può dedurre che sia la palestra che i complessi turistici siano la facciata di quel «qualcosa di grosso» cui accennano continuamente i fascisti.

Uno dei figli del Quintavalle – Giulio – si è spacciato per anarchico coi giovani dei vari gruppi di sinistra ed ha cercato di prendere contatti (con fare sornione e facendo il finto tonto) con elementi anarchici e della sinistra extraparlamentare i quali lo hanno emarginato.

Fra le altre cose si diceva inviato da un sedicente «Centro Bakunin » di Roma, per costituire a Ragusa un gruppo anarchico da chiamare 22 Marzo (una storia che si ripete) promettendo anche aiuti d’ogni genere (ciclostile, denaro, mobili, etc).

A proposito di voci, ne corrono altre delle più strane e…fantasiose, sempre provenienti da bocca fascista: si dice che a Ragusa deve succedere «qualcosa di grosso», che «Ragusa sarà una nuova Reggio Calabria» e che in città dovrebbe esserci un giro di esplosivi. Quest’ultima voce è stata messa in giro anche da «un tizio» non identificato in una assemblea di studenti sulla strage di Stato.

Dobbiamo a questo punto riferire di alcune scritte «misteriose» apparse sui muri da un po’ di tempo.

Possono essere solo delle voci, comunque mettiamo in guardia i compagni perché esercitino una certa vigilanza e siano pronti per qualsiasi eventualità anche a livello di provocazione poliziesca, oltre che specificatamente fascista.

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