1974 02 16 Umanità Nova – Il 28 febbraio a Salerno

1974 02 16 Umanità Nova – Il 28 febbraio a Salerno

 

 

Il questore si è formalmente impegnato a garantire l’ordine pubblico. Non avrebbe potuto far diversamente senza compromettere la sua carriera. Salerno pullula di poliziotti, soprattutto in borghese. Si dà per certo: la procura della repubblica di Napoli ha rinunciato a fare pressione perché il processo venisse rifiutato per motivi di ordine pubblico. Il processo si farà a Salerno ed inizierà il 28 febbraio.

Le squadracce, piovute in città nei giorni scorsi dalle zone più infestate di fascismo, se ne stanno rintanate nei covi ad allenarsi con pistole e manganelli; quelle più irrequiete si sono trasferite momentaneamente a Napoli per fomentare la provocazione e la violenza dei teppisti locali. Anche ieri, domenica, usciti baldanzosi dalla sede missina di piazza San Ciro, hanno provocato gravi incidenti, ma questa volta hanno avuto la peggio.

Su Salerno incombe una strana calma. Venerdì scorso Almirante è venuto in città alla chetichella. Si dice che abbia arringato a lungo i mazzieri sul comportamento da tenere in vista del processo. Stando alle voci più insistenti il capo avrebbe dato disposizioni originali incentrate su una strategia definita «doppiopetto armato»: niente caschi, niente mazze catene, ma «compostezza vigile»; niente «provocazioni scoperte», ma essere pronti ad approfittare di qualsiasi «velleità antifascista», di qualsiasi «mossa dei rossi» per reagire da posizioni di «legittima difesa».

Tutto questo significa che non dobbiamo aspettarci le solite azioni alla disperata ma solo provocazioni preparate con un barlume di intelligenza, per far ricadere la colpa sulle sinistre. La strategia della tensione si affina anche al Sud. Tra lunedì e martedì scorso, secondo voci attendibilissime, la polizia ha trovato una bomba nella zona Mercatello, ma non è stato emesso nessun comunicato in proposito.

Il Comitato Marini di Salerno sta valutando giornalmente la situazione allo scopo di assicurare una presenza massiccia di militanti al processo che in nessun caso deve servire ai fascisti come pretesto per squallide provocazioni. Sia fin da ora chiaro che un qualsiasi atteggiamento nostalgico o squadrista nella sede processuale o nella zona circostante, sarà da noi considerato provocazione.

Il 28 febbraio e tutti i giorni del processo i compagni dimostreranno, con la partecipazione diretta, la loro solidarietà militante a Marini.

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