1980 12 14 Paese Sera – «Vogliono farci tornare al clima di undici anni fa». A Milano conferenza stampa di Valpreda di G.M.

1980 12 14 Paese - conferenza stampa Valpreda

A Milano conferenza stampa di Valpreda

«Vogliono farci tornare al clima di undici anni fa»

di G.M.

 

Milano, 14 – Al circolo anarchico «Ponte della Ghisolfa», conferenza stampa di Pietro Valpreda. C’è anche Rachele Torri, sempre lucida, sempre combattiva. Dice la zia di Valpreda: «È una cosa incredibile, è proprio una malvagità. Chi poteva pensare che dopo undici anni Si potesse ancora tirare in ballo un povero cristo?». Le chiede un giornalista, allungando un registratore: «Allora i giudici si sono inventati tutto?» Rachele Torri resta come sorpresa, poi ha un gesto di insofferenza e commenta: «Ma che domande sono queste? Ma non sono già state smontate tutte le bugie che hanno detto su mio nipote?»

Pietro Valpreda nasconde bene il suo stato d’animo: sorride, saluta. Sono con lui la moglie e il figlio Tupac, che è ormai un ragazzino. Poi chiede Valpreda: «Si cominci».

Attacca un giovane che si definisce un «compagno di Pinelli». Dice che la richiesta dell’ergastolo per Pietro Valpreda ci riporta con prepotenza al clima di undici anni fa. Ricorda una data, il 17 dicembre 1969, quando gli anarchici tennero una conferenza stampa lanciando lo slogan: «Valpreda innocente, Pinelli è stato assassinato, la strage è di stato». Sembra dunque di essere tornati indietro di undici anni e, ancora una volta, gli anarchici si trovano ad essere soli ad accusare apertamente il potere. Poi ricorda il susseguirsi degli attentati che hanno costellato l’anno 1969 e che hanno avuto la loro sanguinosa conclusione a piazza Fontana. Conclude infine con lo slogan lanciato il 17 dicembre 1969: «Valpreda innocente Pinelli è stato assassinato, la strage è di stato».

Tocca a Pietro Valpreda: «Forse vi deluderò ma non è che abbia molto da dire. Io penso però che sia la stampa a dover prendere posizione, non spetta neppure a me. Il mio giudizio del resto lo potete benissimo immaginare. Dico solo questo: se il procuratore generale di Catanzaro ha fatto la richiesta che ha fatto è perché c’è stato un certo lassismo, perché non si è preso posizione. Allora si può rivangare la teoria di undici anni fa, gli anarchici velleitari, i ballerini pazzi. Ma mi è difficile parlare, anche per il mio stato d’animo».

Si fa silenzio nella sala. Che cosa si può chiedere del resto? Sembrava ormai un capitolo chiuso, undici anni sono tanti. Spunta infine una domanda: «Si aspettava Valpreda una richiesta come quella del procuratore generale di Catanzaro?»

Risposta secca: «Certi comportamenti non sorprendono per niente. Non è una richiesta che venga dal cielo, ci si poteva aspettare di tutto».

Altra domanda: «Gli anarchici dicono che non è cambiato nulla, da allora, ma l’attuale situazione non è quella del 1969-1970. Al processo di Catanzaro sono stati chiamati in causa gli apparati statali, si sono messi sotto accusa gli uomini del Sid. Certe verità non sono venute a galla?»

Stavolta risponde il «compagno di Pinelli»: «La situazione in sostanza è la stessa. Rumor non è stato chiamato in causa, altri ministri non sono stati chiamati in causa. Lo stato ha solo scaricato le sue responsabilità sugli apparati intermedi»

Valpreda vuole aggiungere qualcosa e dice: «Se il procuratore generale di Catanzaro ha preso pari pari l’istruttora del ’69-’70, quella che voleva scaricare sugli anarchici e quindi sula sinistra la responsabilità della strage, è perché l’attuale clima politico glielo consente. Siamo tornati indietro di undici anni, è questa la verità».

Altra domanda: «Come si spiega che il procuratore generale di Catanzaro abbia cambiato il suo comunicato per la stampa nel giro di un paio d’ore? Prima infatti scrive che «venga dichiarata la responsabilità di Merlino e Valpreda, anche se manca ogni prova contro Valpreda», poi si corregge e cambia il tempo del verbo dell’ultima frase: «Anche se mancasse ogni prova contro Valpreda». Come mai questo ripensamento nel giro di poche ore?

Risposta di Valpreda, secca: «Anche in passato nel giro di poche ore hanno cambiato tante cose».

Che cosa succederà adesso? «Hanno chiesto l’ergastolo, visto che non c’è la fucilazione».

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