1974 04 7 Paese Sera – Chi si nasconde dietro i «falsi»? di A.Bar.

1974 04 7 Paese Sera - Chi si nasconde dietro i falsi

 

CATANZARO, 7. – Un falso dopo l’altro, una catena ininterrotta di reticenze, di prove nascoste, nessun rispetto per i magistrati, che diventano strumenti ma non si ribellano. Valpreda doveva essere il colpevole. Ci sono di mezzo il SID, gli affari riservati del ministero dell’Interno, le questure di Roma e Milano.

Sono in dieci, in venti a sapere che le borse della strage sono state comprate in un negozio di Padova, città di Franco Freda, il nazista veneto. Ma non c’è uno che si metta una mano sulla coscienza, che si presenti al giudice, anche se giornali, riviste e libri chiedono un’indagine alla ricerca del negozio dal quale le borse sono uscite. Valpreda vada pure all’ergastolo.

Ieri, nell’aula di Catanzaro, c’è stata l’agghiacciante testimonianza di Luigi Falvella, alto funzionario di pubblica sicurezza. «Ero malato», «Non c’ero», «Non ho saputo», « Sarà, ma non potrei dire», «Se ne interessò un collega». Queste le risposte dell’investigatore che ha firmato tutti i rapporti inviati alla magistratura, quei rapporti che hanno portato per mano il pubblico ministero Vittorio Occorsio e il giudice istruttore Ernesto Cudillo fino alla requisitoria e alla sentenza di rinvio a giudizio.

Valpreda ha reagito gridando: «Ditemi il perché di tre anni di galera!» ma in aula, ad ascoltare Falvella, avrebbero dovuto esserci Occorsio e Cudillo. Sarebbero loro a dover gridare, a pretendere finalmente di scindere le responsabilità. Ed avrebbe dovuto esserci l’intero paese nell’aula di Catanzaro. Il processo andrebbe trasmesso per televisione, perché le cronache giornalistiche, per quanto precise, non possono dare che una pallida idea di come certi settori dello Stato si sono mossi.

Andrà avanti il processo? Il 19 aprile la Cassazione si riunirà per decidere l’unione di questi atti a quelli contro i fascisti veneti. La Procura Generale già ha dichiarato di essere per la riunificazione. E allora, lo ha detto anche il presidente della corte di Catanzaro, sarà come una mannaia: alt al dibattimento, per un rinvio di mesi e mesi, se non di anni.

E’ un processo che scotta, non è più il processo a Valpreda. Quella dell’anarchico è una figura che svanisce di fronte ai misteri di questa inchiesta: il ruolo del SID, quello delle varie spie. E poi i risvolti politici. Falvella ha cercato di salvare se stesso, ma ha finito con l’immolarsi, sicuro che nessuno gli darà il benservito. Provenza farà altrettanto? E Improta anche? Allora è il momento di chiedersi chi ci sia dietro. Se i responsabili fossero davvero i Falvella, i Provenza, gli Improta, ci vorrebbe poco a fare pulizia

 

 

 

 

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