1969 12 14 Momento Sera ore 21 p1 – Mobilitazione democratica di Lucio de Caro

1969 12 14 Momento Sera ore 21 p1 - Mobilitazione democratica

 

Mobilitazione democratica

Lucio de Caro

 

Bisogna che l’Italia adesso reagisca. Senza isterismo, ma anche senza faciloneria. Senza violenza, ma anche senza timidezza. Senza eccessi, ma anche senza indulgenza. La Magistratura, le forze di Polizia devono far sentire tutto il peso della Legge a chi si pone fuori della legge. Ma ciò non basta. Sono necessarie anche la mobilitazione e la vigilanza popolare contro chi si mette fuori della società. Bisogna che gli estremisti, di qualunque colore essi siano, pochi o tanti che siano, sentano tutta la pressione di una maggioranza decisa a non lasciarsi sopraffare.

L’obiettivo delle bombe di Milano e di Roma è chiaramente quello di seminare il terrore. Ebbene, bisogna rispondere dimostrando che le bombe hanno ottenuto esattamente il risultato opposto: bisogna che i terroristi comincino, loro, ad avere paura.

Sono in gioco la libertà riconquistata a prezzo di molto sangue, una ricchezza costruita con molto sudore, una reputazione nazionale riscattata con molti sacrifici. Sono dunque beni materiali e morali che vanno difesi a qualunque costo, respingendo per prima cosa tutte le tentazioni del fatalismo e dell’apatia. Le bombe di Milano e di Roma sono esplose in un momento che tradisce chiaramente una scelta accurata e significativa. Si è voluto nuovamente arroventare, di colpo, l’atmosfera politica e sociale che cominciava a migliorare dopo i giorni difficili dell’autunno sindacale.

E’ chiaro, quindi, che ci sono forze politiche interessate a creare in Italia le condizioni per una crisi cronica dello Stato e magari per una nuova guerra civile. La risposta popolare a queste forze deve essere severa ed inequivocabile: bisogna che i fascisti, gli stalinisti, i maoisti, in una parola tutti i cultori dei miti autoritari, tutti i seminatori di odio, i praticanti della violenza, sappiano che c’è di fronte a loro una maggioranza silenziosa ma non rassegnata, paziente ma non vile, preoccupata della situazione ma non inconsapevole della propria forza. Vorremmo poter dire a questa maggioranza silenziosa di stringersi ora attorno al Governo, ai partiti democratici, alla classe dirigente al potere. Purtroppo, ormai, l’uomo della strada nutre profonda diffidenza nei confronti di un mondo politico nel quale, non a torto, vede soprattutto il trionfo dell’ambizione personale, dell’affarismo, del trasformismo. Perciò non possiamo fare altro che ripetere un monito nei confronti di coloro che attentano alle istituzioni ma anche nei confronti di coloro i quali, essendone responsabili, non hanno sinora saputo dimostrarsi all’altezza del compito.

 

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