1969 12 14 Momento Sera ore 21 p2 – Restivo alla Camera: «E’ un attentato criminale allo stato democratico»

1969 12 14 Momento Sera ore 21 p2 - Restivo alla Camera- E’ un attentato criminale allo stato democratico

Restivo alla Camera: «E’ un attentato criminale allo stato democratico»

Le indagini saranno rivolte in ogni direzione

di Francesco Damato

 

«Oggi lo stato democratico è offeso da un attentato criminale contro le sue istituzioni, da un delitto commesso con fredda, bestiale determinazione che ha causato morte e dolore tra cittadini inermi e innocenti». Così ha detto questa mattina alla Camera il ministro dell’interno Restivo rispondendo alle interrogazioni presentate sugli attentati compiuti ieri a Milano e a Roma con un bilancio semplicemente pauroso: 14 morti ed oltre cento feriti.

Presenti al banco del governo, mentre Restivo riferiva sugli episodi di ieri e sulle indagini in corso per identificare i responsabili, erano il Presidente del Consiglio Rumor e i ministri della difesa Gui, del tesoro Colombo, del lavoro Donat Cattin, delle partecipazioni statali Malfatti. Presiedeva i lavori dell’assemblea l’onorevole Pertini, che già ieri aveva definito gli attentati «un vento di follia criminale» abbattutosi sul nostro Paese per sconvolgere la vita pacifica della Nazione e per scardinare gli istituti democratici.

Riferendo sul lavoro per l’identificazione dei responsabili, il ministro Restivo ha detto che «le forze di polizia, Pubblica Sicurezza e Carabinieri, hanno avviato immediate indagini con il massimo impegno, in tutte le possibili direzioni». «Sono stati operati – ha aggiunto – oltre cento fermi tra Milano e Roma e viene rigorosamente vagliata la posizione di tutte le persone comunque indiziate in relazione a precedenti azioni terroristiche e già note per la partecipazione ad atti di violenza o per la adesione a gruppi o associazioni che teorizzano e praticano la violenza».

Nel testo scritto del discorso del ministro dell’interno c’era stamane pure un riferimento a «rigorosi controlli» di numerosi stranieri; riferimento che però l’onorevole Restivo ha omesso di leggere. Ha invece detto che «sono state eseguite perquisizioni domiciliari e nei locali appartenenti a gruppi o associazioni cui risultano far capo elementi di provata pericolosità per l’ordine pubblico».

«L’azione immediatamente intrapresa con i fermi e le perquisizioni – ha chiarito il ministro – sono una prima garanzia dell’impegno che ci anima. Tutto sarà fatto per individuare e colpire i criminali assassini. Saremo inflessibili nei confronti di tutti coloro che direttamente o indirettamente abbiano concorso alla preparazione o all’esecuzione di così efferato delitto». Restivo ha concluso dicendo che l’azione repressiva e preventiva del governo «sarà tanto più efficace quanto più potrà contare, in piena lealtà di intenti, su tutte le forze del Paese».

Nel dibattito seguito alle dichiarazioni del governo sono intervenuti Malagodi per i liberali, Libertini per i socialproletari, Orlandi per i socialdemocratici, Giolitti per i socialisti, Ingrao per i comunisti, Covelli per i monarchici, Almirante per i missini, Storchi per i democristiani, La Malfa per i repubblicani e Mattalia per gli indipendenti di sinistra. Tutti si sono naturalmente trovati d’accordo nel condannare gli attentati e nell’esprimere indignazione, oltre che cordoglio per le vittime.

Il dibattito parlamentare ha naturalmente ripetuto gli spunti polemici emersi sul piano politico ieri dalle dichiarazioni e dai comunicati delle direzioni dei vari partiti.

I comunisti, per esempio. hanno cercato di far cadere sull’estrema destra l’ombra del dubbio ricordando, come ha fatto Ingrao, alcune dichiarazioni del segretario missino Almirante pubblicate di recente su una rivista tedesca e dalle quali risulta che i giovani del Movimento Sociale sono armati ed allenati per la rivoluzione. Ma Almirante a fine seduta ha smentito di avere mai detto cose di questo genere. In precedenza un suo collega di partito, l’on. Roberti, aveva gridato ai comunisti che essi e non altri dovevano ritenersi responsabili delle violenze abbattutesi sul Paese.

I socialisti del PSI nell’esprimere fiducia per la azione del governo hanno criticato le dichiarazioni di un dirigente della Polizia di Milano tendenti ad attribuire all’estrema sinistra la responsabilità degli attentati. E Restivo con cenni di testa ha mostrato di condividere le proteste del PSI.

I repubblicani hanno lamentato il vuoto politico creato dai partiti della maggioranza, che sono disarticolati e indecisi mentre il Paese è percorso da agitazioni e da disordini. Anche La Malfa pertanto ha condiviso la necessità indicata ieri sera dalla segreteria del PSU – e sulla quale Orlandi non ha insistito oggi alla Camera nel suo discorso – di assicurare al Paese una guida politica più stabile.

Terminato il dibattito, Restivo è andato a presiedere al Viminale una riunione ad alto livello per esaminare la situazione verificatasi dopo gli attentati di ieri. Alla Camera sono rimasti ancora per qualche ora nei corridoi parlamentari e ministri. Molti sostenevano nei colloqui la speranza che le bombe di ieri servano almeno a sbloccare la situazione politica e a convincere i riottosi a ricostituire dopo le feste di fine anno la coalizione di governo messa in crisi con la scissione socialista di luglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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