1969 12 14 Momento Sera ore 21 p5 – Emozione e sdegno di tutti i romani per i folli attentati dinamitardi

1969 12 14 Momento Sera ore 21 p5- Emozione e sdegno di tutti i romani

Emozione e sdegno di tutti i romani per i folli attentati dinamitardi

Sospese oggi in segno di lutto tutte le luminarie natalizie

 

Emozione e sdegno di tutti i romani per i folli attentati di ieri alla Banca del Lavoro e all’Altare della Patria e per il più grave attentato a Milano che ha provocato ben quattordici morti e feriti gravi. Tutti i cittadini di qualsiasi tendenza politica hanno avvertito profondamente l’offesa ed unanime è stata la rivolta contro i bestiali attentati tesi solo a stroncare vite umane. Bestiali attentati, dicevamo, in quanto mostrano la stessa matrice di sfrenata violenza e portano ben distinto il segno rosso della delinquenza e della viltà. Il sindaco di Roma, appena al corrente delle luttuose tragiche notizie ha sospeso la riunione del Consiglio comunale ed ha avuto alte, nobili parole.

«Mentre esprimo – ha detto l’on. Darida – il costernato e profondo cordoglio del Consiglio comunale di Roma per le vittime e l’auspicio di pronto ristabilimento per i feriti, mi rendo interprete dell’unanime vostra indignazione e di tutta la cittadinanza romana per gli efferati attentati. Non voglio in questa sede anticipare giudizi prima che le autorità preposte abbiano accertato le responsabilità. C’è solo da auspicare un rapido, severo, esemplare corso della giustizia. Iniziative del genere, è certo, possono partire solo da quanti hanno interesse a creare nel nostro Paese un caos tale da mettere in crisi le nostre istituzioni democratiche e repubblicane. A questo folle tentativo, perseguito con metodi così ignobili, non si può che rispondere facendo appello alla consapevolezza delle forze politiche che credono fermamente nelle libere, democratiche istituzioni affinché respingano ogni provocazione ed abbiano il pieno senso della gravità degli eventi. Il sacrificio di tanti innocenti serva a suscitare in tutti un più vivo senso di responsabilità, pegno della nostra fedeltà e devozione alla Costituzione repubblicana e agli ideali di democrazia, di libertà e di progresso per i quali tanti italiani hanno sofferto e sono caduti».

Su queste parole, la seduta del Consiglio che avrebbe dovuto essere dedicata al voto sul bilancio, è stata rinviata e il sindaco Darida si è recato al Policlinico dove ha visitato i feriti che vi erano ricoverati. A sua volta il segretario della DC romana, Giorgio La Morgia, che insieme ad una delegazione del suo partito si era recato a visitare i feriti negli ospedali, ha dichiarato che «la gravità di questi atti criminosi non ha bisogno di essere sottolineata, e la deplorazione con accenti vibranti di dolore e di condanna ritengo che debba essere espressa ad alta voce da ogni persona civile, e soprattutto da i quanti hanno responsabilità politiche a qualsiasi livello».

«Lo sdegno, però, la recriminazione, le espressioni di dolore non bastano: la gente – ha proseguito La Morgia – accoglie con sbigottimento certi fatti, sporadici o frutto di organizzazione che siano, e invoca protezione e sicurezza, due condizioni indispensabili della democrazia, due condizioni irrinunciabili per un popolo libero. Perciò ci si attende dallo Stato quell’intervento pronto e risolutivo, capace di assicurare alla giustizia i criminali che turbano l’ordine pubblico, e i loro mandanti se ve ne sono, di qualsiasi parte politica essi siano. Soltanto così si potrà evitare il crescente allarme nell’opinione pubblica, che avrebbe conseguenze psicologiche gravi, mentre a mio avviso si tratta di episodi che si possono circoscrivere, dimostrando in tal modo a quanti tendenziosamente diffondono voci allarmistiche, che le strutture dello Stato democratico sono ancora salde e che il progresso nella libertà, che la democrazia ha il vanto di aver dato agli italiani, è ancora una realtà vitale, nonostante certi turbamenti».

La sezione romana del PLI ha espresso in un suo documento «il proprio dolore per i feriti e le famiglie delle vittime, denuncia la gravità degli atti compiuti e condanna gli ignobili autori, auspicando la loro individuazione e punizione esemplare. Addita al governo la responsabilità del clima che consente alla violenza di divenire, ogni giorno di più, minaccia grave e pesante alle libere istituzioni ed alla incolumità del popolo italiano».

Il Consiglio dell’Unione Commercianti di Roma, infine, riunito in seduta straordinaria «profondamente scosso dagli efferati avvenimenti di Milano e di Roma – è detto in un comunicato – in segno del grave lutto che ha colpito la coscienza di tutto il popolo italiano invita i commercianti di Roma e provincia a tenere spente tutte le mostre, insegne e addobbi natalizi nel giorno di sabato 13 dicembre». Roma ha dunque reagito con ammirevole compostezza ed alto senso civico, senza sbandamenti, incertezze. E’ ora preciso compito delle Autorità dello Stato tutelare la vita dei suoi cittadini nella maniera più ferma possibile. Forse i delinquenti, i pazzi che hanno agito ieri a Roma e Milano si illudono di suscitare il caos nel paese attraverso la dimostrazione di uno Stato inetto e debole. Su questo punto sbagliano di grosso. Il nostro paese non ha bisogno di leggi eccezionali per perseguire e punire questi sanguinari teppisti che nulla hanno a che spartire con la politica. Le leggi che abbiamo bastano. Uno Stato di diritto non ha bisogno di mezzi straordinari anche se queste iene si sono collocate al di fuori di ogni civile comunità.

 

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